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Anticipazioni per “Aida” di Verdi del 27 maggio alle 21.15 su RAI 5: dalla Scala di Milano con regia di Zeffirelli

l'aida di zeffirelli alla scala

Anticipazioni per “Aida” di Verdi del 27 maggio alle 21.15 su RAI 5: diretta da Riccardo Chailly per la regia di Franco Zeffirelli dalla Scala di Milano

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Nell’ambito della storica collaborazione tra Rai e Scala – che in questo periodo, attraverso Rai Cultura, ha già portato su RaiPlay importanti spettacoli – arrivano in Tv sulla Rai le grandi opere scaligere. 
Stasera mercoledì 27 maggio alle 21.15 su Rai5 va in onda l’Aida di Giuseppe Verdi diretta da Riccardo Chailly per la regia di Franco Zeffirelli nella versione andata in scena nel 2006 al Teatro alla Scala.

Aida è un’opera in quattro atti di Giuseppe Verdi, su libretto di Antonio Ghislanzoni, basata su un soggetto originale dell’archeologo francese Auguste Mariette.

Isma’il PasciàChedivè d’Egitto, commissionò un inno a Verdi per celebrare l’apertura del Canale di Suez (1868) nel 1860, offrendo un compenso di 80.000 franchi, ma Verdi rifiutò, dicendo che non scriveva musica d’occasione[1]. Invece, quando venne l’invito (Mariette mandò uno schema di libretto su un soggetto egiziano a Camille du Locle, direttore dell’Opéra-Comique di Parigi che lo sottopose a Verdi, che trovò la storia valida) a comporre un’opera per l’inaugurazione del nuovo teatro de Il Cairo, Verdi accettò. Il 27 aprile 1870 Mariette scriveva a du Locle: «Ciò che il Viceré vuole è un’opera egiziana esclusivamente storica. Le scene saranno basate su descrizioni storiche, i costumi saranno disegnati avendo i bassorilievi dell’alto Egitto come modello». La prima dell’opera fu ritardata a causa della guerra franco-prussiana, dato che i costumi e le scene erano a Parigi sotto assedio. Il teatro del Cairo s’inaugurò invece con Rigoletto nel 1869. Quando finalmente la prima ebbe luogo ottenne un enorme successo e ancora oggi continua ad essere una delle opere liriche più famose. Verdi raggiunse un effetto sensazionale con l’utilizzo, nella Marcia trionfale, di lunghe trombe, del tipo delle trombe egiziane o delle buccine romane («…com’erano le Trombe nei tempi antichi»[2]), appositamente ricostruite per l’occasione, ma dotate di un unico pistoncino nascosto da un panno a forma di vessillo o gagliardetto[3].

La prima rappresentazione avvenne quindi al Teatro khediviale dell’Opera del Cairo il 24 dicembre 1871, diretta da Giovanni Bottesini. Per l’anteprima italiana sotto la sua diretta supervisione, Verdi scrisse una ouverture, che però alla fine non venne eseguita per un ripensamento, considerando il breve preludio più organico ed efficace.

Storia delle interpretazioni

La prima al Cairo e il successo iniziale in Italia

Originariamente, Verdi scelse di scrivere un breve preludio orchestrale invece di una piena apertura per l’opera. Ha quindi composto un’ouverture della varietà “pot-pourri” per sostituire il preludio originale. Tuttavia, alla fine, decise di non far eseguire l’ouverture a causa della sua – parole sue – “pretenziosa insipidezza”. Questa ouverture, mai usata oggi, è stata raramente eseguita da Arturo Toscanini e dalla NBC Symphony Orchestra il 30 marzo 1940, ma non è mai stata emessa in commercio[4].

Aida ha incontrato grandi consensi quando è stata finalmente inaugurata al Cairo il 24 dicembre 1871. I costumi e gli accessori per la prima sono stati disegnati da Auguste Mariette, che ha anche curato il design e la costruzione dei set, realizzati dai pittori di scena dell’Opéra di Parigi: Auguste-Alfred Rubé e Philippe Chaperon (atti 1 e 4) e Édouard Desplechin e Jean-Baptiste Lavastre (atti 2 e 3) e spediti nella città egiziana[5]. Anche se Verdi non partecipò alla prima, era molto insoddisfatto del fatto che il pubblico fosse composto da personalità, politici e critici invitati, ma non membri del pubblico in generale[6]. Egli ha pertanto considerato la prima italiana (ed europea), tenutasi a La Scala di Milano in data 8 febbraio 1872, e una performance in cui è stato fortemente coinvolto in ogni fase, come essere la sua vera prima.

Verdi aveva anche scritto il ruolo di Aida per la voce di Teresa Stolz, che la cantò per la prima volta alla premiere di Milano. Il compositore aveva chiesto al fidanzato della cantante, Angelo Mariani, di dirigere la prima del Cairo, ma lui rifiutò, così la scelta cadde su Giovanni Bottesini. L’interprete di Amneris a Milano, Maria Waldmann, era la sua favorita per il ruolo e lo ripeté un numero di volte su sua richiesta[7].

Aida è stata accolta con grande entusiasmo alla sua prima di Milano. L’opera fu presto montata nei principali teatri d’opera di tutta Italia, tra cui il Teatro Regio di Parma (20 aprile 1872), il Teatro di San Carlo (30 marzo 1873), La Fenice (11 giugno 1873), il Teatro Regio di Torino (26 dicembre 1874), il Teatro Comunale di Bologna (30 settembre 1877, con Giuseppina Pasqua nel ruolo di Amneris e Franco Novara in quello del re) e il Teatro Costanzi (8 ottobre 1881, con Theresia Singer come Aida e Giulia Novelli come Amneris), tra gli altri[8].

Performance del XIX secolo

  • Teatro di São Carlos, Lisbona: 1878, prima 6, febbraio e marzo (24 rappresentazioni), cantata in italiano, con Teresa Brambilla-Ponchielli (Aida), Marietta Biancolini (Amneris), Giuseppe Fancelli (Radames), Gottardo Aldighieri (Amonasro), Tommaso della Costa (Ramfis), Luigi Magnani (Re), Carlo Ziliani (Messagero), Mº Rafael Kuon.
  • Palais Garnier, Parigi: 22 marzo 1880, cantata in francese, con Gabrielle Krauss (Aida), Rosine Bloch (Amneris), Henri Sellier (Radames), Victor Maurel (Amonasro), Georges-François Menu (il Re), e Augusto Boudouresque (Ramfis)[9]
  • Metropolitan Opera, New York: 12 novembre 1886, diretto da Anton Seidl, con Therese Herbert-Förster (moglie di Victor Herbert) nel ruolo della protagonista, Carl Zobel nel ruolo di Radamès, Marianne Brandt nel ruolo di Amneris, Adolf Robinson nel ruolo di Amonasro, Emil Fischer nel ruolo di Ramfis e Georg Sieglitz in quello del re[8]
  • Rio de Janeiro: 30 giugno 1886, Theatro Lyrico Fluminense. Durante le prove ci fu una lite in corso tra gli interpreti della compagnia d’opera itinerante italiana e il direttore locale, con il risultato che i sostituti del direttore d’orchestra furono respinti dal pubblico. Arturo Toscanini, all’epoca un violoncellista di 19 anni che era assistente coro, fu persuaso a prendere il testimone per la rappresentazione. Toscanini condusse l’intera opera a memoria, con grande successo. Questo fu l’inizio della sua brillante carriera[10].

Performance del XX secolo e oltre

Una versione completa dell’opera è stata realizzata a New York nel 1949. Diretta da Toscanini con Herva Nelli nel ruolo di Aida e Richard Tucker in quello di Radamès, è stata trasmessa in televisione sulla rete televisiva NBC. A causa della lunghezza, l’opera è stata divisa in due trasmissioni televisive, conservate su cinescopi e successivamente pubblicato in video da RCA e Testament. La parte audio della trasmissione, compresi alcuni rifacimenti nel giugno del 1954, fu pubblicata su LP e CD da RCA Victor. Altre performance degne di nota di questo periodo includono una performance del 1955 di Tullio Serafin con Maria Callas interprete di Aida e Richard Tucker come Radamès e uno spettacolo del 1959 diretto da Herbert von Karajan con Renata Tebaldi nei panni di Aida e Carlo Bergonzi nel ruolo di Radamès.

Trama

Atto I

Scena I:Sala del palazzo del Faraone a Menfi.

Aida, principessa figlia del Re di Etiopia Amonasro, vive a Menfi come serva; gli Egizi l’hanno catturata durante una spedizione militare contro l’Etiopia ignorando la sua vera identità. Suo padre ha organizzato un’incursione in Egitto per liberarla dalla prigionia. Ma fin dalla sua cattura, Aida è innamorata, ricambiata, del giovane guerriero Radamès. Aida ha però una pericolosa rivale, Amneris, la figlia del Faraone d’Egitto. Giunta Aida, Amneris intuisce che la serva possa essere la fiamma di Radamès e falsamente la consola dal suo pianto. Appare il Faraone assieme agli ufficiali e Ramfis che introduce un messaggero recante le notizie dal confine. Aida è preoccupata: suo padre sta marciando contro l’Egitto. Il Faraone dichiara che Radamès è stato scelto da Iside come comandante dell’esercito che combatterà contro Amonasro. Il cuore di Aida è diviso tra l’amore per il padre e la Patria e l’amore per Radamès.

Scena II:Interno del tempio di Vulcano a Menfi.

Cerimonie solenni e danza delle sacerdotesse. Investitura di Radamès come comandante in capo.

Atto II

Scena I: Stanza di Amneris

Danze festose e musica nelle stanze di Amneris. Amneris riceve la sua schiava Aida e ingegnosamente la spinge a dichiarare il suo amore per Radamès, mentendole dicendo che egli è morto in battaglia; la reazione di Aida alla notizia la tradisce rivelando l’amore segreto per il guerriero. Amneris, alla luce della scoperta, la minaccia: ella è la figlia del Faraone e può tutto a differenza della povera serva. Con orgoglio Aida rivela che anche lei è di nobile rango, ma se ne pente ben presto e cerca il perdono. Risuonano da fuori le trombe della vittoria. Amneris obbliga Aida a vedere con lei il trionfo dell’Egitto e la sconfitta del suo popolo. Aida è disperata.

Scena II:Uno degli ingressi della città di Tebe.

Radamès torna vincitore. Marcia trionfale. Il faraone decreta che in questo giorno il trionfatore Radamès potrà avere tutto quello che desidera. I prigionieri etiopi sono condotti alla presenza del Re e Amonasro è uno di questi. Aida immediatamente accorre ad abbracciare il padre, ma le loro vere identità sono ancora sconosciute agli Egizi. Amonasro infatti dichiara che il Re etiope è stato ucciso in battaglia. Radamès per amore di Aida chiede come esaudimento del desiderio offertogli dal Re il rilascio dei prigionieri. Il Re d’Egitto, grato a Radamès, lo proclama suo successore al trono concedendogli la mano della figlia Amneris e fa inoltre rilasciare i prigionieri, ma, su consiglio di Ramfis, fa restare Aida e Amonasro come ostaggi per assicurare che gli etiopi non cerchino di vendicare la loro sconfitta.

Atto III

Scena I:Le rive del Nilo, vicino al tempio di Iside.

Aida e il padre sono tenuti in ostaggio; il Re etiope, meditando una vendetta per la sconfitta subita, costringe la figlia a farsi rivelare da Radamès la posizione dell’esercito egizio. Radamès ha solo apparentemente consentito di diventare il marito di Amneris, e fidandosi di Aida, durante la conversazione in cui decidono di fuggire insieme, le rivela per incauta confidenza le informazioni richieste dal padre. Amonasro, che era rimasto nei paraggi origliando la conversazione, rivela la sua identità e, all’arrivo delle guardie, fugge con Aida; Radamès, disperato per avere involontariamente tradito il suo Faraone e la sua Patria, si consegna prigioniero al sommo sacerdote.

Atto IV

Scena I:Sala nel palazzo del Faraone; andito a destra che conduce alla prigione di Radamès.

Amneris desidera salvare Radamès di cui conosce l’innocenza, supplicandolo di discolparsi, ma egli rifiuta. Il suo processo ha luogo fuori dal palcoscenico; egli tace e non si pronuncia in propria difesa, mentre Amneris, che rimane sul palco, si appella ai sacerdoti affinché gli mostrino pietà. Radamès viene condannato a morte per alto tradimento e sarà sepolto vivo. Amneris maledice i sacerdoti mentre Radamès viene portato via.

Scena II:L’interno del tempio di Vulcano e la tomba di Radamès; la scena è divisa in due piani: il piano superiore rappresenta l’interno del tempio splendente d’oro e di luce, il piano inferiore un sotterraneo.

Radamès crede di essere solo, ma pochi attimi dopo si accorge che Aida si è nascosta nella cripta per morire con lui. I due amanti accettano il loro terribile destino, confermano l’amore l’un per l’altro, dicono addio al mondo e alle sue pene e aspettano l’alba, mentre Amneris piange e prega sopra la loro tomba durante le cerimonie religiose e la danza di gioia delle sacerdotesse.

Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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