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“Grazie Fratello!” Un libro curato dal giornalista Maurizio Verdenelli in memoria di Don Giuseppe Branchesi

grazie fratello

MACERATA – È in via di stampa (la pubblicazione è prevista entro dieci giorni), il libro “Grazie Fratello!”, curato dal giornalista Maurizio Verdenelli e dedicato a Don Giuseppe Branchesi, parroco di Santa Maria in Selva.
Fino all’ultimo anche Don Peppe,definito il “Giamburrasca di Dio” ha lottato contro il Coronavirus. Il sacerdote che era in cura presso l’ospedale di Civitanova Marche si è spento il 19 aprile scorso.
La sua scomparsa è stata un duro colpo per i parrocchiani e non solo.

“Per lui eravamo tutti fratellini e sorelline”- ricorda con commozione Verdenelli, che aggiunge -“Per oltre 55 anni ha indossato la divisa di Cristo e ha sempre riunito le persone attraverso le sue attività come la nota Sagra della Polenta di Treia”.

Don Peppe ed il giornalista Verdenelli

“Grazie Fratello!” è un volume di 130 pagine, incluse le immagini che ritraggono i momenti indimenticabili di Don Giuseppe Branchesi.
Indimenticabili, come la sua figura e l’infinita bontà che nutriva nei confronti del prossimo.

40 testimonianze che portano in vita le opere di Don Peppe e i suoi preziosi insegnamenti, ricordati in modo particolare dai suoi studenti dell’Istituto Tecnico Commerciale Gentili di Macerata.

Oltre a lanciare l’associazione Polentari d’Italia, Don Giuseppe Branchesi fu anche il fondatore del volley a Treia, dando origine alla Lube.

“Luciano Sileoni era legato da un profondo affetto nei confronti del parroco – afferma il giornalista e curatore del libro -. Nella sua testimonianza,
il patron della Lube ricorda con affetto Don Giuseppe Branchesi e lo considera come un fratello con il quale ha condiviso la propria vita”.

Toccante anche il pensiero di Maurizio Verdenelli, che rievoca un fatto in cui emergono le straordinarie qualità di Don Peppe.

” Io e Don Giuseppe eravamo ad Arborea in Sardegna per un evento. Ad un tratto, ci fu una telefonata che riguardava un suo parrocchiano deceduto a seguito di una malattia. Terminata la conversazione, Don Peppe si diresse immediatamente in aeroporto per ritornare a Treia con l’obiettivo di confortare e lenire il dolore della famiglia”.

Il giornalista e caro amico di Don Giuseppe Branchesi aggiunge: “Nel libro sono presenti anche le testimonianze di Silvio Craia, noto nel campo dell’arte e di sua moglie. Inoltre, tra le prime 40 dichiarazioni troviamo le parole dell’Assessore della Regione Marche, Angelo Sciapichetti, che definisce Don Giuseppe Branchesi come un pastore con l’odore delle pecore addosso”.

Genesio Medori, Maurizio Verdenelli e don Giuseppe Branchesi

Decisamente simpatica anche la testimonianza di Antonio (Totó) De Introna, Presidente del Cus Macerata.

Il capo del centro sportivo universitario vive a Camporota, una frazione di Treia e davanti la sua abitazione c’è una chiesa resa inagibile dal sisma del 1997. Allora Don Giuseppe Branchesi che teneva in modo particolare alla celebrazione della Santa Messa, ogni domenica si recava a casa del presidente del Cus di Macerata per monitorare il salotto, che il parroco utilizzò come luogo di preghiera in attesa di un’altra sistemazione.

Inoltre, Maurizio Verdenelli ricorda un secondo episodio particolarmente caro a De Introna.

” Un giorno Don Peppe a bordo di un furgone si reca presso l’abitazione del presidente del Cus  Macerata con lo scopo di requisire gli abiti che lui e sua moglie non indossavano più per donarli alle persone bisognose del Kosovo.
Quel particolare momento si concluse con un invito.
“Totò dai sali che andiamo in Kosovo ad aiutare i più deboli, così  quando sono stanco guidi tu!”.

Don Giuseppe Branchesi era un prete di campagna con l’occhio rivolto al mondo. Amato da tutti, specialmente nel mondo della Chiesa, Don Peppe ha lasciato nel cuore di chi lo conosceva ricordi suggestivi ed indimenticabili, come nel cardinale Edoardo Menichelli.

Don Giuseppe era anche amico del cardinale Ersilio Tonini, che quando era in vita lo descriveva come un parroco con il microfono in mano.

Speciali le parole di Nazzareno Marconi, vescovo di Macerata, Tolentino, Recanati, Cingoli e Treia  che commemora Don Giuseppe Branchesi con questa frase: ” Tutti i parroci vanno in Paradiso ma lui c’è andato prima di tutti “.

Il ricavato del libro sarà destinato ai bambini del Togo, anime pregiate per don Peppe che sosteneva a distanza prima del Covid-19.

Fu meravigliosa la sua felicità, il 13 dicembre scorso, quando trovò nella cassetta delle lettere una busta anonima con dentro due banconote di 50€ da donare ai più piccoli del Togo.
” Con quei soldi”- disse il parroco commosso – ” si faranno vivere 10 bambini per 500 giorni”.

https://m.cronachemaceratesi.it/2019/12/13/in-una-busta-misteriosa-il-regalo-per-i-bimbi-del-togo/1337651/)

Don Giuseppe Branchesi resterà sempre nei nostri cuori e dal Paradiso veglierà sempre i suoi amati fratellini.

Elisa Cinquepalmi

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