venerdì, Ottobre 22, 2021
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Urbino, lutto per la scomparsa dell’artista Mario Logli

mario logli

URBINO – Urbino piange la scomparsa di Mario Logli, deceduto all’età di 86 anni. A dare il triste annuncio la moglie Maria Antonietta, le figlie Laura e Marcella con Davide e Stefano e la nipote Lavinia.

Il funerale avrà luogo, domani martedì 2 giugno, alle ore 15.00 nella chiesa parrocchiale di S. Domenico a Urbino, poi seguirà l’ accompagno al cimitero locale.

Mario Logli era nato nel 1933 a Urbino, dove ha frequentato l’Istituto di Belle Arti e il Magistero, apprendendo le varie tecniche grafiche e di incisione e specializzandosi poi in litografia sotto la guida di Carlo Ceci. Dopo essersi diplomato, ha insegnato disegno ornamentale nella stessa scuola (1954-1955).

Dal 1956 lavora, sempre in Urbino, presso la Bottega d’Arte del ceramista Armando De Santi per un periodo di circa 2 anni; a contatto degli strumenti del nuovo lavoro, la sua fantasia ha modo di creare una fitta serie di immagini che lasciano nel settore un segno incisivo. Questo primo ciclo di attività, con il notevole consenso della critica che l’ha accompagnato, ha costituito un fondamentale momento di maturazione che ha dato all’artista la consapevolezza delle sue possibilità in campo creativo. La capitale del Montefeltro, ricca di architetture di Luciano Laurana e di Francesco di Giorgio Martini, di pittori come Piero della Francesca, Paolo Uccello e degli urbinati Raffaello e Federico Barocci, lascia in Logli il seme che con il tempo darà i frutti visibili nelle opere più recenti.

Nel 1955 arriva l’occasione della grande città con la richiesta della Casa Editrice Garzanti che gli affida le illustrazioni di una serie di testi classici. Si stabilisce quindi a Milano ove opera, oltre che come illustratore editoriale, come collaboratore di Ezio Frigerio per il Piccolo Teatro con disegni di costumi ed elaborazioni di scenografie.

Dal 1964 è responsabile del settore illustrativo della Casa Editrice De Agostini. I contatti, da un lato con i problemi e le contraddizioni di una realtà industriale in fermento, dall’altro con il tessuto vivo e conflittuale della cultura e dell’arte contemporanea, lo conducono intanto a maturare e a definire i temi e i concetti della sua attività pittorica. In questo processo di ricerca, l’artista trova momenti privilegiati di riflessione nelle personali, ciascuna delle quali è caratterizzata dalla proposta di un tema centrale, quasi la mostra sia un libro da sfogliare, i quadri pagine di un’unica opera.

Da “No Man Land” (1970) a “Gli Invasori” (1975), dalle “Isole Volanti” (1980) a “Dopo i Trionfi” (1982), dal “Teatro delle Memorie” (1984) a “Archeologia del Futuro” (1987), dalle “Nature Silenti” (1992) e più recentemente a “Architetture dell’Anima” (1996). Logli affronta così, in uno stretto legame di ironico e di tragico, di grottesco e di poetico, gli inquinamenti della natura, le alienazioni e reificazioni dell’uomo etero-diretto, le inattuabili proposte di ‘restaurazione’.

Lungi da una critica moralistica e sdegnosa, il discorso di Logli rilancia costantemente la ‘società aperta’, nella consapevolezza che i valori, in larga misura corali e collettivi, di una moderna società democratica possono venire realizzati solo da uomini cui sia concesso di esplicare appieno la propria personalità, i propri slanci creativi e di progresso. Dopo essere stato segnalato per due anni (’73-’74) nei cataloghi Bolaffi, è stato prescelto da una giuria di critici europei tra i cinque migliori artisti italiani del momento.

Vince il “Premio Lombardia” e il premio “Arte Fantastica” di Stoccarda. Dopo essere stato invitato al “Festival dei Due Mondi” di Spoleto, è anche invitato nel 1987 con una importante mostra personale dedicata ai luoghi della poesia Leopardiana, a rappresentare le sue tematiche nelle più prestigiose capitali d’Europa e delle Americhe. Invitato, partecipa poi all’Arte Europea in Giappone, Museo Laforet, Tokyo.

Sempre più frequenti sono le partecipazioni espositive e i contributi critici nei confronti del suo lavoro che da sempre è caratterizzato, in un continuo processo dialettico, dal desiderio di futuro e nostalgia del passato, dal sentimento e dalla ragione, intriganti coesistenze che fanno dell’opera di Logli un’occasione sempre nuova di confronto e riflessione tra fantasie e realtà, tra fughe e ritorni.

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