lunedì, Aprile 19, 2021
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Cronaca del 2 giugno, tra ufficialità e proteste

2 giugno

Un 2 giugno anomalo, quello che si è celebrato quest’anno a Roma ed in tutta Italia, visto che le vicende legate al Covid-19 hanno stravolto le abitudini degli Italiani.

Mettendo in fila gli avvenimenti accaduti a Roma, guardando i fatti con una certa obiettività, che cosa emerge?

Niente “Parata Militare”, solo il passaggio sull’Altare della Patria delle acclamatissime “Frecce Tricolori” con i loro fumi colorati. che identificano i colori della Nostra Bandiera e che racchiudono una delle nostre ultime eccellenze riconosciute come tali nel mondo, passaggio che è avvenuto con millimetrica precisione mentre sfumava l’Inno Nazionale intornato alla
deposizione della corona di Alloro da parte del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

I Corazzieri hanno trasportato la Corona di Alloro, fasciati dalla oramai nota mascherina, con i Militi di guardia al Sacello, anch’essi con la mascherina, ed il Presidente ed il suo seguito, incluso il Ministro della
Difesa, tutti rigidamente con la mascherina, oramai entrata ufficialmente nel questo protocollo pubblico di quest’anno.

Nel frattempo in Via del Corso, partendo da Piazza del Popolo, quindi a poche centinaia di metri dall’Altare della Patria, tanti cittadini, dopo aver assistito entusiasti al passaggio delle Frecce Tricolori, si stringevano attorno ad i principali esponenti delle opposizioni: Salvini, Meloni e Tajani, per festeggiare simbolicamente la Repubblica, ma anche e soprattutto contro il governo in carica, ritenuto responsabile di aver abbandonato a se stessi i cittadini in quella che risulta essere la più travolgente crisi economica dal dopoguerra.

Una folla immensa, capace di riempire Piazza del Popolo e quasi tutta Via del Corso, e di stendere un tricolore lungo circa 500 metri che tutti avrebbero voluto toccare, segno di appartenenza ad una Italia che c’è ma che, in parte, non si riconosce in quel governo sempre più sordo, isolato e scollegato dalla realtà e dalla vita dei cittadini.

Un bagno di folla per i tre esponenti politici, nonostante da giorni avessero in tutti i modi comunicato e sconsigliato tutti ad intervenire alla loro simbolica partecipazione di commemorazione del 2 Giugno, e nonostante l’impossibilità per i divieti imposti di migrazioni tra le regioni.

Una nota stonata se si osserva l’oceanica folla, che, ignorando i divieti, circondava i propri beniamini. In poche parole, il 2 giugno si è trasformato in una simbolica ma forte giornata di protesta e questo lo dimostra il fatto che, sempre, nella mattinata, il Partito Comunista di Marco Rizzo, a poche centinaia di metri da Via del Corso, manifestava contro le decisioni che il Governo ha intrapreso e continua ad intraprendere.


Destra e sinistra, quindi, “insieme” contro un Governo legittimato dal palazzo. Se nella mattinata tutto è filato liscio, qualche tensione, provocata, si è avuta nel pomeriggio a Piazza del Popolo, dove sono state smorzate alcune provocazioni che avrebbero potuto portare a scontri con la
polizia.

Due gruppi, definitisi a-partitici, infatti, avevano l’autorizzazione di manifestare all’interno di Piazza del Popolo: i Gilet Arancioni, guidati dall’ex Generale dei Carabinieri Pappalardo ed il gruppo costituitosi
autonomamente sui social denominato “Marcia su Roma” che, a partire dal 30 Maggio, manifesta ogni giorno, sembrerebbe fino al 6 Giugno, quando dovrebbero riunirsi tutti i gruppi appartenenti a questa sigla in Italia.

Gruppi che raccolgono migliaia di persone che hanno perso il lavoro, che aspettano la cassa integrazione, che attendono il bonus per le partite IVA, promessi dal governo e che ancora non hanno avuto del tutto
riscontro, per non parlare degli imprenditori costretti a chiudere le proprie aziende e che attendono il fallimento dopo tre mesi di chiusura forzata.

Persone fortemente “irritate” e non facilmente gestibili, ovviamente a causa della pressione ed esasperazione cui vivono ed hanno vissuto.
Persone che, se stimolate negativamente, anche da facinorosi provocatori, non necessariamente di destra, potrebbero andare oltre i limiti. Mentre il Generale parlava alla folla presente, si è sparsa la voce che la Polizia stava bloccando l’ingresso in piazza di alcuni dimostranti da Via del Corso.

Cosa non veritiera, ma di fatto la cosa ha provocato un momento di tensione quando un grosso gruppo di manifestanti si è staccato ed ha cercato di fronteggiare la Polizia, costretta a schierarsi per impedire che
questi potessero forzare il cordone posto ed accedere in prossimità degli obiettivi sensibili.

Grazie all’intervento dell’ex Generale Pappalardo, che prima ha interrogato il funzionario responsabile, accertandosi che non vi fosse alcuna inibizione, e che poi ha con fatica richiamato i manifestanti, si è consentito alle Forze dell’Ordine di allentare i cordoni che erano stati serrati per evitare sfondamenti da parte di facinorosi e provocatori.

A dimostrazione del fatto che questa è stata una particolare ed inusuale giornata, renderemo pubblici dei filmati girati da un nostro operatore che evidenziano alcuni dei fatti descritti, oltre ad una intervista ad un commerciante di Piazzale Flaminio, adiacente Piazza del Popolo che ci indurrà a riflettere sul reale stato che l’Italia sta attraversando.

Di sicuro l’ulteriore “ adunata” chiesta dal Presidente del Consiglio il giorno dopo, 3 giugno, difficilmente potrà riavvicinare governo e cittadini, oramai sfiduciati e non più propensi ad ascoltare.


Ettore Lembo

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Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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