mercoledì, Dicembre 2, 2020
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La parata del secolo compie 50 anni ma non li dimostra

messico

La parata del secolo compie 50 anni ma non li dimostra. Fra pochi giorni riparte il campionato italiano e le semifinali di coppa Italia con la Bundesliga, che ha giocato anche ieri e la Premiere League in partenza.

Ritorna “la febbre del calcio”, forse ancora più forte di prima della pandemia e vogliamo ricordare che proprio ieri ha compiuto 50 anni la parata più bella del XXI secolo. In Italia le stupende parate di Dino Zoff nel 1982 e di Gigi Buffon nel 2006, sono fra le più ricordate e amate visto che ci hanno regalato rispettivamente il terzo e quarto titolo mondiale di calcio ma una parata però è entrata di prepotenza nella storia dei Mondiali di calcio.

Messico 1970 e la partita in questione è Brasile – Inghilterra. I fortissimi brasiliani sono favoritissimi per la vittoria finale, tant’è che poi vinceranno il titolo ai danni dell’Italia per 4-1. Tra le fila dei carioca spicca il mito e la forza di Pelé oltre che i gol di un fenomeno come Jairzinho.

L’Inghilterra invece risponde con ls difesa più forte del mondo e difficile da penetrare. Nella retroguardia inglese c’è il portiere veterano (33 anni), Gordon Banks, estremo difensore dello Stoke City.

Da quel giorno il portiere Banks si è fatto conoscere in tutto il mondo per la parata sul giocatore all’epoca più forte dei verdeoro. Al 15esimo minuto, su un cross dalla destra di Jairzinho, Pelé si alza “in volo” come spesso gli è capitato e indisturbato e di testa schiaccia la palla all’angolo opposto al portiere inglese Banks che si ritrova sulla zolla d’erba d’impatto della palla e con un colpo di reni e un “magico balzo” con il guanto ferma la sfera sulla linea di porta. Il Telstar (il pallone usato al mondiale di Messico ’70) s’inarca oltre la traversa.

Il numero 10 brasiliano rimane “quasi sconvolto”, convinto di aver sbloccato il risultato, ma in quel caso fu il portiere inglese Banks ad avere la meglio. Convinti del gran gesto atletico, i compagni di squadra si complimentarono con il numero 1 britannico, mentre i 70mila dello stadio Jalisco di Guadalajara rimasero meravigliati. Gordon Banks però non esultò e forse è uno dei suoi rimpianti considerato che divenne famosissimo. Banks dichiarò al tempo: “Rimasi a terra seduto accanto al palo con la testa bassa per qualche secondo.

Nelle foto sembro uno sconfitto, e una foto è per sempre. Ero esausto e se devo dirla tutta non sapevo neppure dove fosse finita la palla. Non mi ero accorto di aver evitato il gol. Avevo sentito Pelé gridare: Goool.

E poi il boato della folla. Non capii nulla fino ai complimenti dei compagni. Fu allora che mi voltai e vidi il pallone sui cartelloni pubblicitari, non in fondo alla rete. Il boato era per me. Cooper mi passò un mano tra i capelli. Pelé disse, Ti odio. Bobby Moore mi fece ridere, Stai diventando vecchio Banksy, un tempo l’avresti bloccata.”

Dopo la partita O REI PELE’ confermò tutto e pure che lo aveva odiato per il goal che sembrava sicuro. Banks da giovane faceva il muratore e aveva formato un fisico molto robusto con una tecnica speciale, riusciva a posizionarsi 1,5 mt più avanti rispetto alla posizione dei suoi colleghi portieri riuscendo spesso a deviare cross aiutando ulteriormente la difesa a liberare. Sia Inghilterra che Brasile passarono il turno ma Banks non giocò con la Germania che vinse e incontrò l’Italia che poi perse in finale proprio coi Carioca di quel Pele’ che col tempo divenne pure amico “dell’odiato avversario”.

Brasile 1 – Inghilterra 0 (goal di Jairzinho al 60°) Brasile: Felix, Carlos, Alberto, Brito, Piazza, Everaldo, Clodoaldo, Rivelino, Jairzinho, Pelè, Tostao (st 24′ Roberto), Paulo Cesar

Inghilterra: Banks, Wright, Labone, Moore, Mullery, Cooper, Ball, R. Charlton (st 18′ Bell), Peeters – Lee (st 18′ Astle) – Hurst.

RD Leo

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Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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