lunedì, Aprile 19, 2021
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Omicidio Cianfrone, confermata la preminenza della pista locale

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SPINETOLI – Omicidio Cianfrone, confermata la preminenza della pista locale. Sembra che il cerchio si stia effettivamente stringendo, che si sia in prossimità di una svolta.

A confermarlo sono i militari che stanno svolgendo le indagini. Si indaga in zona, quindi, per risalire agli autori del delitto. Molte persone sono state sentite a sommarie informazioni, mentre un nucleo familiare di Spinetoli è stato ascoltato a seguito di perquisizione e sequestro di una moto e due caschi, relativamente ai quali sono in corso verifiche tese a stabilire se possano essere o meno compatibili con quelli utilizzati al momento dell’omicidio (ma al monento nessuna conferma ufficiale come anche nessuna smentita). Il nucleo familiare in questione sarebbe piuttosto noto in città.

Voci di paese parlano di rancori e acredini da parte di alcuni nei confronti dell’ex carabiniere, sospeso dall’Arma nel 2015, a causa di una inchiesta, nella quale era rimasto coinvolto, per concussione e truffa ad un’assicurazione.

In quel frangente, da informazioni acquisite grazie alla collaborazione di persone del luogo, sembra che da qualcuno sia stato detto: “Bene, giustizia è stata fatta al 50%. L’altro 50% sta arrivando”.

La modalità con la quale è stato compiuto l’omicidio non lascia molto spazio a dubbi: sembrerebbe essersi trattato di un’esecuzione, di un delitto in stile criminalità organizzata.

I killer hanno atteso Cianfrone mercoledì scorso lungo la ciclopedonale per poi freddarlo con più colpi di arma da fuoco. Sarebbero stati tre, secondo una prima ricostruzione che dovrà essere suffragata dall’autopsia (non ancora effettuata) e l’avrebbero raggiunto in varie parti del corpo, tra cui il torace e la testa.

Dopo l’agguato, sono stati immediatamente allertati i soccorsi ed è stata fatta levare in volo una eliambulanza per il trasporto d’urgenza presso l’ospedale regionale di Torrette ad Ancona.

Ma l’uomo, purtroppo, non ce l’ha fatta. Sembra, da voci di paese, che qualcuno ce l’avesse particolarmente con lui per fatti avvenuti quando era ancora in servizio relativamente al discorso delle presunte truffe assicurative. Ma, come sempre, solo le effettive risultanze d’indagine potranno fare chiarezza in via definitiva sulla vicenda.

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Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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