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Anticipazioni per il Grande Teatro in TV dell’11 giugno alle 15.30 su RAI 5: “Boris Godunov” di Puškin con Turi Ferro

boris godunov

Anticipazioni per il Grande Teatro in TV dell’11 giugno alle 15.30 su RAI 5: “Boris Godunov” di Puškin con Turi Ferro

Boris Godunov (1986) de Sergei Bondarchuk | Cinema Soviético - YouTube

Oggi giovedì 11 giugno su RAI 5 alle 15.30 per il Grande Teatro in TV, va in onda il dramma di Puškin “Boris Godunov”, proposto nella versione scenica del 1966 con Turi Ferro e Vittorio Mezzogiorno, diretta da Giuliana Berlinguer.

Il Boris Godunov (in russo: Борис Годунов?traslitteratoBorís Godunóv), il cui titolo completo è Racconto drammatico, Commedia sulla disgrazia dello Stato Moscovita, sullo Zar Boris e su Griška Otrep´ev (Драматическая повесть, Комедия o настоящей беде Московскому государству, o царе Борисе и о Гришке Отрепьеве), è un dramma teatrale di Aleksandr Sergeevič Puškin, scritto nel 1825, pubblicato integralmente nel 1831, ma approvato per una rappresentazione sui palcoscenici non prima del 1866 e rappresentato, largamente censurato, nel 1870 e riapparso, ampiamente ammorbidito e ritoccato da Nikolaj Andreevič Rimskij-Korsakov il 22 dicembre 1896 a San Pietroburgo.

Se la struttura formale del dramma teatrale ricalca la fisionomia e la forma delle tragedie shakespeariane, invece il soggetto dell’opera deriva dalla Storia dello Stato russo scritta da Karamzin, mentre per i contenuti l’autore si è ispirato alla vecchie Cronache russe per i costumi e la lingua parlata dell’epoca descritta.[1]

Il soggetto riguarda Boris Godunov che regnò come Zar dal 1598 al 1605 nel periodo definito “epoca dei torbidi“, regno contestato dalla ipotesi di un’usurpazione del potere da parte di Godunov ai danni del vero erede al trono. Questo pretesto innesca la campagna polacca contro la Russia, che si conclude con l’ascesa della dinastia dei Romanov. Lo scrittore aggiunse all’intreccio principale la storia d’amore del falso Dimitri e della polacca Marina. Il dramma consiste di 25 scene composte nello stile del Blank verse e porta in scena 63 personaggi. Di indubbio significato sia il tono spirituale-morale che governa le gesta sia la voce e l’anima del popolo, elementi di derivazione romantica.

Neppure negli anni seguenti il Boris Godunov ricevette una prima rappresentazione nella sua forma originale. Modest Petrovič Musorgskij basò la sua famosa opera dal dramma rielaborando la struttura narrativa in base alle esigenze melodrammatiche, e durante gli anni trenta Vsevolod Meyerhold tentò di dirigerne una rappresentazione teatrale con musiche composte da Sergei Prokofiev ma abbandonò presto la produzione a causa di pressioni politiche, e tale soggetto rimase abbandonato per lungo tempo.

La prima rappresentazione mondiale del dramma originale privo di censure è avvenuta il 12 aprile 2007 negli Stati Uniti d’America all’Università di Princeton nella traduzione integrale in lingua inglese. Questa produzione era basata sul progetto di Meyerhold e sulle musiche di Prokofiev, con ulteriori musiche aggiunte composte da Peter Westergaard.

Da segnalare la versione televisiva del 1966 curata da Gerardo Guerrieri, con la regia di Giuliana Berlinguer e interpretata da alcuni dei migliori attori dell’epoca: Tino Carraro (Boris Godunov), Gino La Monica (Fyodor), Ludovica Modugno (Kseniya), Turi Ferro (Pimen), Luigi Vannucchi (Otrepyev), Bruno Cirino (Misail), Andrea Checchi (Pushkin)[2].