venerdì, Agosto 14, 2020
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Bonus di 600 euro per le Partite Iva, le brutte sorprese non finiscono mai

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A dispetto delle promesse fatte tanto dal Ministro dell’economia Gualtieri, quanto dalla titolare del dicastero del Lavoro, Catalfo, non tutte le Partite Iva e i lavoratori autonomi hanno già ricevuto il pagamento del bonus di 600 euro relativo al mese di aprile. Ed in molti stanno ormai lottando da due mesi per poter avere semplicemente una risposta.

“Pensavate di averle viste tutte? Vi sbagliavate! Ho fatto richiesta come cococo. Tra le varie, Inps mi ha respinto la domanda con la motivazione che “risulto iscritto alla cassa previdenziale privata geometri”. Peccato che dal 2016 ho cessato l’attività di libero professionista e mi sono cancellato dalla cassa geometri. Ovviamente penso al solito pasticcio Inps.

Per non saper né leggere né scrivere, decido comunque di inviare una pec alla cassa geometri per chiedere delucidazioni. E qui arriva il bello.
Scopro infatti che cassa geometri, di sua iniziativa e sulla base di sue presupposizioni, lo scorso 20 febbraio mi ha re-iscritto d’ufficio in modo continuativo e retrodatato a decorrere dal 2017. A mia totale insaputa e senza che io abbia mai ricevuto le comunicazioni a cui si riferiscono.

Ora non solo perdo il bonus 600euro (1800 totali), ma sono anche capaci di mandarmi le cartelle per pagare migliaia di euro di contributi non versati.

Tutto questo, tengo a precisarlo: a mia insaputa e senza che io abbia mai più svolto l’attività, neanche occasionalmente. Ho già trovato una sentenza della Corte di Cassazione che definisce illegittime queste iscrizioni di ufficio”.

Questa una delle esperienze vissute e raccontate sul gruppo Facebook “Gestioni strapazzate“.

“Oggi abbiamo avuto conferma – scrive un utente iscritto – di ciò che già avevamo capito dalla scorsa settimana, anche se Inps continua a non rispondere alle nostre pec, o a dare risposte difformi o palesemente false a seconda dei casi e dei territori.

Una sede provinciale ha riferito in modo chiaro al senatore con cui siamo in contatto che hanno ricevuto disposizione, in merito ai riesami, di verificare le compilazioni e presentazioni di tutti i quadri RR sezione II degli anni successivi all’iscrizione alla gestione separata, al fine di determinare correttamente la contribuzione previdenziale che, invece, potrebbe non corrispondere all’eventuale versamento effettuato alla gestione separata. Tradotto, stanno chiedendo la regolarità contributiva che è stata espressamente esclusa dal decreto.

Ad aggravare l’illegittimità di tutto ciò è il fatto che su milioni di domande non hanno eseguito i medesimi controlli, infatti il bonus è stato dato sia a chi non era affatto in regola con i contributi, sia a persone che non hanno compilato tutti i quadri RR (perché, ribadiamo, non era tra le cause ostative presenti nel decreto). Insomma, dopo il respingimento in prima istanza per la mancanza – a loro dire – di requisiti che ad altri non avevano contestato, si preparano e respingere la maggior parte di noi liberi professionisti anche in seconda istanza, per la verifica di elementi non ostativi decreto alla mano, e che non hanno contestato a nessun altro della nostra categoria prima d’ora.

La situazione, oggi, è ancora più grave di quella verificatasi quando, al primo respingimento illegittimo, abbiamo aperto questo gruppo”.

I membri del gruppo Facebook “Gestioni strapazzate” quindi meditano e si stanno organizzando per una class action relativamente al famigerato bonus dei 600 euro destinato alle Partite Iva che, come conferma anche Confindustria, in molti non hanno ricevuto, soprattutto i più piccoli.

Eclatante la discordanza di risposte fornite all’ente via pec e sul sito istituzionale a chi ha fornito materiale integrativo ai fini del riesame.

In un particolare caso, l’Inps ha fornito nell’arco di due mesi almeno 5 risposte differenti alla stessa persona: la prima volta si è comunicato che la domanda era in fase di istruttoria in quanto era in corso la verifica dell’iban, poi (tramite pec dopo 30 giorni dall’inoltro della domanda) che il bonus non poteva essere erogato in quanto il soggetto risultava iscritto ad altra cassa previdenziale (cosa smentita da detta cassa per rapporto cessato nel 2011), poi hanno eccepito che la Partita Iva non risultava esistente e che la persona titolare di detta Partita iva non sarebbe stata iscritta alla gestione separata. Inviato il certificato scaricato dalla Agenzia delle entrate che attestava l’assoluta attività della Partita Iva e la documentazione relativa all’iscrizione alla Gestione separata Inps dal 1996, l’Inps è tornata a fare riferimento all’iscrizione ad altra cassa. Nel mentre sul sito ufficiale dell’ente risultano motivazioni relative alla reiezione della domanda diverse dalle ultime comunicate via pec. Insomma, un bel pasticcio.

Alla persona in oggetto, che chiedeva semplicemente e giustamente di avere informazioni sulla propria richiesta, alla fine l’Inps ha risposto così: “Se insisterà nelle stesse richieste dovete fare presente che è stata data risposta con la presente pec alla quale espressamente si rimanda, avvisando che se pone sempre la solita richiesta non verrà più risposto”.

Anticipiamo che, a breve, inoltreremo domanda all’Inps di accesso civico agli atti per verificare il numero di richieste presentate alla sede provinciale del nostro territorio, la percentuale di accoglimento delle stesse, il numero delle domande rigettate suddivise per le varie categorie di motivazioni.

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Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994 al 2015 ha collaborato regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero, Il Resto del Carlino, La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Nel 2009 è direttore del quotidiano teramano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Ora direttore della testata giornalistica on line la-notizia.net

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