domenica, Novembre 29, 2020
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Pesaro, Papa Francesco telefona a parenti paziente affetto da Coronavirus

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PESARO – Non solo i sanitari del Dipartimento di Prevenzine dell’Area vasta 2 di Pesaro. Papa Francesco ha telefonato ieri anche alla fidanzata e alla madre di un paziente, di 30 anni, che si chiama come lui, Francesco.

L’assistente sanitaria, Irene Mercuri, che aveva scritto al pontefice, gli aveva chiesto di pregare per quel giovane, colpito duramente dal coronavirus: “più volte ha rischiato di non farcela” racconta la psicologa del Dipartimento di prevenzione dott. Clizia Pugliè.

“Un caso simbolo delle sofferenze dei nostri pazienti – aggiunge -. La lettera è partita intorno al 20 aprile, per noi era un periodo clou dell’epidemia, Abbiamo saputo che il papa l’aveva ricevuta e questo per noi era sufficiente, una consolazione per la famiglia”. Poi, poco prima delle 16 di oggi la telefonata, al numero fisso indicato nella lettera. “Sono Francesco, il Papa” ha detto dall’altro capo del filo una voce che ha lasciato sbalordite le operatrici che erano in quel momento nella stanza.

“Ma come faccio a essere sicura che sia il Papa?” ha chiesto Irene. “Chiedimi qualcosa in latino..”. Ma l’assistente sanitaria non ricordava neanche una parola del latino studiato a scuola. Comunque sia, c’è stata una chiacchierata “colloquiale” dice Puglié, ascoltata anche dagli altri grazie al viva voce.

Tanto che Irene ha chiesto al pontefice di telefonare anche ai familiari del suo omonimo “per incoraggiare anche loro”, cosa che il Papa ha fatto dopo essersi fatto dare il numero di telefono. “Non l’ho neppure chiamato ‘santità'” si è rammaricata Irene, una volta abbassata la cornetta. “Ha detto che siamo degli eroi – osserva la dott, Puglieè – ma io credo che i veri eroi siano i nostri pazienti. Noi ci occupiamo dei tamponi, della quarantena e ovviamente anche dell’assistenza psicologica, insieme ad una rete di psicologi dell’emergenza, molti dei quali volontari”. Al Dipartimento di Prevenzione dell’Area Vasta 1, il lavoro, spesso in condizioni durissime “ha creato un forte spiriti di squadra, un aspetto positivo in mezzo a tanto dolore”. (ANSA)

Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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