martedì, Agosto 11, 2020
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Pesaro, scippata al Miralfiore: zaino ritrovato. Ma infuria la polemica

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PESARO – “Buongiorno a tutti. Ieri sera (mercoledì per chi legge ndr) intorno alle 22.15, mentre percorrevo la ciclabile di via Solferino che costeggia il Parco Miralfiore (tra la rotatoria e la fermata dell’autobus) due ragazzi mi hanno scippato la borsa che era nel cestino della bicicletta incastrata sotto il campanello (che si è rotto). Il ragazzo con la borsa ha scavalcato la staccionata ed è entrato verso il parco. Era zaino blu come in foto, conteneva portafogli fucsia con i documenti e un mazzo di chiavi dell auto con un mini zainetto nero come portachiavi. Se qualcuno ritrovasse qualcosa offro ricompensa”.

La disavventura vissuta da questa donna, che l’ha postata su Facebook nella giornata di ieri, ha avuto il desiderato lieto fine. Perchè, dopo l’annuncio social, lo zaino è stato trovato e portato in Questura. Al suo interno c’erano ancora chiavi e documenti. Era stato prevelvato solo il denaro presente al suo interno. Tuttavia, questo ennesimo scippo avvenuto al parco Miralfiore, ha riacceso la polemica. E CasaPound parla di “nessuna volontà politica di risolvere un problema ormai cronicizzato”

“Sono anni – si legge in una nota ufficiale – che il parco principale di Pesaro è terra di nessuno, fra episodi ormai quotidiani di spaccio, prostituzione, aggressioni come l’ultimo che vede protagonista una concittadina rapinata da un gruppo di stranieri – sostiene il movimento nella nota – Da anni chiediamo che venga ripristinata la legalità in maniera definitiva, non con misure temporanee e palliativi che tornano in auge in periodo elettorale”.

“Abbiamo assistito a tanti proclami sulla risoluzione del problema – continua la nota – e proposte paradossali come il taglio degli alberi per evitare che venga nascosta la droga per lo spaccio. Promesse sul presidio continuo da parte delle forze dell’ordine, attuato a singhiozzo, inviti a frequentare assiduamente il parco per scoraggiare la presenza di malintenzionati. La realtà quotidiana vede invece un Miralfiore, bene comune, abbandonato a chi ne ha fatto un covo di criminalità e degrado”.

“Non vediamo da anni alcuna volontà politica di risolvere la questione, esattamente come al parco degli Acquedotti, come lotta efficace all’accattonaggio, al degrado dei giardini accanto alla stazione – continua nella nota CasaPound – preferendo trasformare la città in un parco giochi ed orientando fondi e scelte solo verso il turismo, abbandonando la tutela dei cittadini che vivono Pesaro nella quotidianità”.

“Dovere di ogni amministrazione è preservare l’interesse della comunità, attuando ogni forma possibile di controllo e prevenzione costante – conclude la nota – perché la cittadinanza possa usufruire di un bene collettivo che le spetta di diritto. Chiediamo che l’amministrazione intervenga concretamente per ripristinare la legalità al Miralfiore, inserendo il problema fra le priorità della gestione”.

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Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994 al 2015 ha collaborato regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero, Il Resto del Carlino, La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Nel 2009 è direttore del quotidiano teramano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Ora direttore della testata giornalistica on line la-notizia.net

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