mercoledì, Settembre 30, 2020
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Le ragioni della beatificazione di Fra’ Bernardino Cristini, il medico che curò la peste a Roma nel 1656

Massimo Cogliandro ci parla della figura di Fra Bernardino Cristini, il padre medico di origine corsa ma di cittadinanza veneziana che curò i malati della peste del 1656 a Roma

ROMA – Il Consiglio Pastorale del gruppo “Pè a liturgia in Corsu ha deciso di lanciare il processo di beatificazione del Frate corso Bernardino Cristini, cittadino della Repubblica di Venezia, medico presente a Roma durante la peste del 1656, distintosi ovunque per la cura soprattutto dei più deboli.L’apostolato di Frate Cristini ha un significato simbolico molto importante, nell’ottica della Teologia della Misericordia di Papa Francesco.


A tal proposito, per saperne di più abbiamo interpellato Massimo Cogliandro membro del Consiglio Pastorale, studioso di Frate Bernardino Cristini, amministrare della Pagina di Facebook “Associu Fra Bernardinu Cristini”.


– Ci parli brevemente dei suoi studi su Padre Bernardino Cristini…
“Trovai la Pratica Medicinale di frate Cristini subito dopo essermi laureato in Medicina presso un antiquario di Roma, mentre se la stavano mangiando i tarli… La comprai, la feci restaurare e cominciai a studiarla con vivo interesse.Essendo io omeopata, ho sempre trovato di estremo interesse la Medicina Spagirica di frate Cristini. Quando più tardi feci la Specializzazione in Studi Medievali e Francescani, ho avuto modo di approfondire le relazioni tra il Lullismo spagirico rinascimentale ed il pensiero di frate Cristini, che, in quanto frate francescano, era estremamente al pensiero filosofico e medico del beato Raimondo Lullo”. 


– Qual è l’importanza di questo frate medico del Seicento di cui state perorando la causa di beatificazione?

“Dal punto di vista medico, frate Cristini è importante perché ha riportato in Italia la Spagiria, che era scomparsa in Italia verso la fine del XVI secolo.Dal punto di vista pastorale, frate Cristini incarna alla perfezione l’opzione preferenziale per i poveri che sta alla base della Teologia della Misericordia di Papa Francesco, dal momento che il frate corso ha dedicato i quarant’anni della sua attività come medico alla cura dei poveri in tutta Italia, adempiendo così al suo carisma francescano. La fama della sua santità era tale già in vita, che frate Cristini ricevette la cittadinanza onoraria della Repubblica Veneta.Ricordiamo anche che frate Cristini curò di persona gli appestati del Lazzaretto di Roma durante la peste del 1656, incurante del pericolo a cui si esponeva. Si ammalò, ma guarì”.


– Ci parli brevemente dei suoi scritti che ha già pubblicato e che intende pubblicare…


“Nel 2017 ho pubblicato un lavoro dal titolo “L’influenza di Lullo e del Lullismo Rinascimentale sulla medicina astrologica di frate Bernardino Cristini”.Spero in futuro di riuscire a pubblicare la mia Tesi di Specializzazione in Studi Medievali e Francescani, che tratta in modo molto approfondito del sistema medico di frate Cristini e delle sue relazioni con il Lullismo Rinascimentale”.


– Qual è l’importanza secondo lei del Cattolicesimo nell’identità del popolo corso e nel legame storico e culturale fra Italia e Corsica?


“Io credo che il popolo corso sia ancora molto radicato nelle sue tradizioni religiose, nonostante il tentativo da parte del potere francese di imporre in Corsica il paradigma laicista proprio della cosiddetta “ideologia repubblicana”, che si ispira a certo anticlericalismo della Rivoluzione Francese, soprattutto a partire dalla primavera del 1792.Appare quindi importante sul piano pastorale lavorare per aiutare il popolo corso a riscoprire le proprie radici cristiane. La proposta di beatificazione di frate Cristini, che stiamo proponendo come Associu Fra Bernardinu Cristini e  come Consiglio Pastorale del gruppo facebook Pé a liturgia in Corsu, rientra in questo percorso pastorale”.


Cristiano Vignali – LaNotizia.net

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