sabato, Settembre 26, 2020
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Recovery Fund: un colpo da maestro, con luci e ombre

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Recovery Fund: in attesa del testo ufficiale dell’accordo e delle valutazioni che i vari tecnici effettueranno, la sintesi diffusa dal Consiglio europeo sembrerebbe apre il campo ad una serie di potenziali insidie per l’Italia che, malgrado la dotazione economica ottenuta da Roma, ne ridimensionano comunque notevolmente la portata.

Tuttavia gli stessi pentastellati, dopo la trasformazione rocambolesca del movimento, che ha disatteso le aspettative degli stessi elettori, diventando da oppositori a sostenitori dell’Europa, non potevano sperare di più dal premier Conte che ha salvato l’UE dall’implosione, avendo dimostrato una grande capacità di mediazione capace di mettere d’accordo tutti.

Il PD, la cui anima vanta esponenti di spicco come il Presidente del
Parlamento Europeo e tra Commissari della Commissione, non può che essere orgogliosa dell’operato del Presidente Conte.
Non a caso sono stati numerosi gli attestati di stima che vanno dal Presidente della Repubblica Mattarella ai vari esponenti di governo.

Per Gentiloni, commissario UE: “Il vertice infinito è finito con un’intesa, è la più importante decisione economica dall’introduzione dell’euro”.

Gualtieri, ministro dell’Economia e delle Finanze del governo Italiano parla di “governo che esce rafforzato”, aggiungendo che “il presidente del Consiglio Conte ha giocato un ruolo decisivo”.


Per Zingaretti, segretario del PD, “L’Europa c’è ed è più forte e vicina alle persone. Un’Europa popolare. Grande battaglia del Governo Conte e bella vittoria per l’Italia”.


Dichiara Sassoli, Presidente del Parlamento Europeo : “Accordo senza precedenti fra governi per risollevare l’economia europea.”

Soddisfatto, ma con alcuni dubbi, il Leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, che dice: “Per l’Italia quella di stanotte è una notizia positiva perché i fondi sono saliti a 208 miliardi ed una parte importante sono a fondo perduto. Il percorso è ancora lungo, i fondi saranno disponibili solo nel secondo trimestre dell’anno prossimo a condizione che l’Italia presenti un piano di riforme accettato dall’Ue. Un piano improntato al futuro e non di tipo assistenziale o statalista e questa volta chiediamo al governo che l’opposizione sia davvero coinvolta nelle decisioni. I tempi lunghi del Recovery fund rendono assolutamente indispensabile utilizzare nel frattempo gli altri strumenti a disposizione a partire dal Mes e dai fondi Sure”.

Ovviamente negativo il Leader della Lega Salvini, che dichiara: “Con Alberto Bagnai, vogliamo illustrare i dati di fatto, cioè quanti soldi arriveranno, in quale arco temporale e per fare che cose: e dopo spieghiamo, come Lega, di cosa ci occuperemo e preoccuperemo per evitare una fregatura grossa come una casa che si intravede in fondo al tunnel”.

Si canta quindi vittoria e si è fieri del risultato raggiunto. Tuttavia gli italiani, abbagliati dalla pioggia di miliardi che vedono da diversi mesi volare in alto mentre le difficoltà quotidiane lasciano intravedere una crisi profonda ed una fame nera, tanto che gli scontri sociali
di cui si parla e che ogni giorno vengono paventati diventano sempre più reali e concreti, anche secondo il Ministro Lamorgese, vengono ora più che mai vessati da tasse e balzelli che dovrebbero versare – sciopero dei commercialisti permettendo – non avendo ricevuto alcuna proroga.

Quello che si chiede, quindi, è come verranno utilizzati questi miliardi che il Presidente Conte è riuscito a far stanziare per l’Italia, e che saranno disponibili solo dal 2021.

I soldi servono oggi e per mantenere vive le aziende e tutti i dipendenti.

Il 70% del denaro sarà invece erogato, come appena accennato, nel 2021-2022, mentre il restante 30% sarà distribuito entro il 2023. L’Italia potrà quindi disporre di circa 150 miliardi nei primi due anni, di circa 60 nel terzo anno. Ma davvero quei soldi arriveranno a destinazione? Scrive il quotidiano Il Tempo: “Il dubbio è lecito. Le erogazioni, infatti, saranno condizionate alle riforme che il Paese dovrà effettuare e che, in assenza di indicazioni più precise, dovranno essere quelle richieste dall’Europa nelle varie raccomandazioni che la Commissione fa ai Paesi anno per anno. Sostanzialmente, per avere i soldi dovremo fare quello che l’Europa ci chiede e che finora abbiamo ignorato…”


Un altro duro colpo alla sovranità del nostro Paese, quindi, a cui si è ormai da tempo deciso che l’Italia deve rinunciare.


Ettore Lembo

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