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Il film cult stasera in TV: “Balla coi lupi” sabato 1° agosto 2020

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Il film cult stasera in TV: “Balla coi lupi” sabato 1° agosto 2020 alle 21:30 su TV 8

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Balla coi lupi (Dances with Wolves) è un film western del 1990 diretto, prodotto e interpretato da Kevin Costner., con Mary McDonnell e Graham Greene. La pellicola è tratta dall’omonimo romanzo di Michael Blake, autore anche della sceneggiatura.

Il film ha vinto sette premi Oscar, tra cui quello per il miglior film e miglior regista. Nel 2007 è stato scelto per essere conservato nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti. Nel 1998 l’American Film Institute l’ha inserito al settantacinquesimo posto della classifica dei migliori cento film statunitensi di tutti i tempi.

Nel 1863, durante la guerra di secessione, il tenente John Dunbar è un ufficiale dell’Esercito Unionista di stanza in Tennessee. L’uomo, in seguito ad una grave ferita che lo condannerebbe all’amputazione di un piede, cerca la morte davanti alla linea nemica, ma il suo gesto estremo sblocca la situazione di stallo fra i due eserciti che si fronteggiano a poche decine di metri, risolvendo la battaglia a favore dell’Esercito Unionista. Riconosciuto il suo atto come quello di un valoroso, viene curato e gli viene concessa la possibilità di scegliere il luogo della sua futura destinazione; il tenente chiede di essere inviato in un presidio della frontiera dell’Ovest, ai margini delle praterie del Nebraska.

Arrivato a Fort Hays, in Kansas, Dunbar viene spedito dal folle comandante del presidio, il maggiore Fambrough, a Fort Sedgewick, l’avamposto più remoto. Accompagnato dal rozzo mulattiere Timmons raggiunge la base, ma la trova ormai abbandonata. Dopo aver scaricato i viveri dal carro, Dunbar vi si stabilisce, mentre Timmons lo lascia per tornare a Fort Hays. Il suicidio del maggiore Fambrough, commesso appena dopo la partenza di Dunbar, e l’assassinio di Timmons ad opera di un gruppo di indiani Pawnee, avvenuto sulla via del ritorno, determinano il successivo oblio di Fort Sedgewick da parte del resto dell’esercito. John trascorre il primo mese lavorando per ripristinare l’operatività dell’avamposto e scrivendo il suo diario, nel quale annota tutto quello che gli succede; gli fanno compagnia solo il suo cavallo Cisco ed un lupo con cui giorno dopo giorno prende confidenza e a cui dà il nome di Due Calzini per via delle zampe bianche.

L’incontro con la vicina tribù di indiani Sioux Lakota, in lotta con la confinante tribù dei Pawnee (spie dei bianchi), porterà un senso nuovo alla sua vita. La crescente stima e il rispetto verso questo popolo nomade e, non ultimo, l’amore e il matrimonio con Alzata Con Pugno, una donna bianca adottata dalla tribù quando era una bambina (i genitori furono uccisi dai Pawnee, così come il suo primo marito indiano, circostanza in cui John la incontra per la prima volta), lo porterà a imparare la lingua sioux, a condividere problemi e sentimenti di quel popolo, a integrarsi nella vita, nelle tradizioni, negli usi e nella cultura indiane, riconoscendoli molto migliori di quelli dei bianchi invasori. Viene accettato soprattutto quando, grazie al suo aiuto e ai fucili che aveva nascosto in precedenza, i Sioux sconfiggono facilmente i Pawnee, uccidendone il capo e vendicando i parenti di Alzata Con Pugno. Per lui il nuovo popolo amico ha scelto anche il nome sioux Balla Coi Lupi, in ricordo di una danza solitaria attorno al fuoco in compagnia di Due Calzini.

Prima del trasferimento all’accampamento invernale con tutta la tribù, Dunbar si reca a Fort Sedgewick per recuperare il diario. Lì, in un drammatico scontro con i soldati nordisti, che nel frattempo avevano occupato l’avamposto, il tenente viene catturato e destinato alla condanna a morte per tradimento, ma riesce a liberarsi grazie all’aiuto degli amici pellerossa. Dopo questa prova di forza e di amicizia, stretta soprattutto con il giovane guerriero Vento Nei Capelli e con lo sciamano della tribù Uccello Scalciante, Dunbar sarà portato a cancellare definitivamente il proprio passato di soldato. Raggiunto l’accampamento invernale della tribù, si sentirà in dovere di staccarsi presto da essa per evitare rappresaglie nei confronti dei Sioux, che ormai considera il suo popolo, cercando di convincere il vecchio capotribù Dieci Orsi a spostare altrove l’accampamento. Commovente la scena finale in cui Vento Nei Capelli, dall’alto di una rupe, grida la sua amicizia a Dunbar, che se ne va.

Regia di Kevin Costner

Con: Kevin Costner, Mary McDonnell e Graham Greene

Fonte: WIKIPEDIA

Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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