venerdì, Maggio 14, 2021
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Vizzini, in costruzione tendopoli per migranti in quarantena. Ma il sindaco non ne sapeva nulla

vizzini

“Il Governo ha ordinato di allestire una tendopoli, che servirà a ospitare centinaia di migranti in quarantena, in una ex area militare di Vizzini (CT). Il tutto senza preavviso e senza alcun confronto con i Comuni della zona né con la Regione Siciliana. Ora basta, la furia immigrazionista di questo governo è ormai completamente cieca”. Così Giorgia Meloni sul proprio profilo Facebook. Effettivamente le cose stanno proprio così. Nessun preavviso, nessun confronto con i rappresentanti istituzionali del territorio. La scelta sarebbe frutto di una volontà governativa indiscutibile. Ovvero, la tendopoli si fa e basta.

La Croce Rossa Italiana sta infatti costruendo, su disposizione del Ministero dell’Interno, una struttura che dovrebbe servire ad ospitare migranti posti in quarantena che sbarcano in Sicilia all’interno di un dismesso deposito in disuso dell’Aeronautica Militare. Il tutto con grande disappunto del sindaco di Vizzini, Vito Saverio Cortese, che alcuni giorni fa scriveva sui social:

“Care e cari Vizzinesi, sono stato informato da Sua Eccellenza il Prefetto di Catania che il Governo Nazionale ha deciso di utilizzare il sito dell’ex deposito militare di Vizzini Scalo per stabilirvi una tendopoli, destinata all’accoglienza di migranti da sottoporre a quarantena nell’attuale complicata fase di crisi umanitaria, annunciandomi l’imminente arrivo di una colonna di mezzi della CRI nell’area in questione.

E’ stato garantito che il sito sarà presidiato dalle forze dell’ordine (Carabinieri, Polizia di Stato, e Guardia di Finanza) e su mia espressa richiesta anche da parte dell’Esercito Italiano.

È una scelta che arriva senza preavviso e senza il necessario confronto e condivisione con le Istituzioni del territorio, perché si tratta di un’area militare di proprietà del Ministero della Difesa, che da anni risulta abbandonata e vandalizzata.

Né il sottoscritto né i Sindaci del territorio erano a conoscenza di tale iniziativa e si dichiarano fortemente preoccupati, per il prezzo troppo alto già pagato con l’esperienza del Cara di Mineo.

Siamo rammaricati che una vecchia idea, che non ci appartiene, venga riesumata: fin dal 2017 i progetti di questa Amministrazione per l’ex deposito erano e rimangono di ben altra natura, confacenti allo sviluppo del territorio e al sostegno delle attività produttive e turistiche locali, come testimoniano tutti i progetti già finanziati con relativi decreti (Zone Economiche Speciali, Strategia Nazionale Aree Interne, Piano di Sviluppo Rurale, richiesta al Ministero di Grazia e Giustizia di riconversione dell’ex deposito in Centro di Recupero Rieducativo per Minori).

Le recenti decisioni del Governo aggravano la già difficile situazione, a causa del Covid, vissuta dalle attività ristorative, alberghiere e agrituristiche di cui è ricca per la sua naturale vocazione l’area di Vizzini Scalo, zona peraltro ad alta densità residenziale.

Siamo del parere che questa scelta dello Stato vada rivista perché in contrasto con tutti i programmi di sviluppo del territorio già approvate dal Governo Nazionale e Regionale.

Rappresenterò in seno al comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico, convocato in Prefettura per lunedì 3, tutte queste riserve e l’idea che una visione per il futuro del territorio possa essere così mortificata da una scelta palesemente contraddittoria.

Noi Sindaci siamo portatori d’interesse delle nostre comunità e abbiamo diritto di partecipare alle scelte prese anche dalle Istituzioni nazionali”.

Un appello, quello del sindaco di Vizzini, rimasto assolutamente inascoltato, tanto che ieri è stata pubblicata una nuova nota da parte del primo cittadino: “La scelta governativa di utilizzare il sito del Ministero della Difesa rimane non suscettibile di alcuna alternativa.

Le istanze della nostra Comunità, ben rappresentate dal documento prodotto a seguito del Consiglio Straordinario e ribadite durante l’incontro, non hanno indotto valutazioni alternative.

Tutte le delicatissime questioni che creano apprensione per la sicurezza sanitaria sono state demandate alla Croce Rossa, compreso lo smaltimento dei rifiuti.

Spiace, comunque, prendere atto che la scelta del sito è legata ad una volontà governativa indiscutibile, che ha prevaricato il dialogo con le Istituzioni locali, costrette a subire una decisione inappellabile e non annunciata.

Per quanto emerso dall’incontro, verrà realizzato un attendamento temporaneo per circa 300 migranti in quarantena e non malati, il cui utilizzo sarà subordinato alla saturazione dei posti creati sulle navi predisposte. Inoltre l’area in cui verrà allestita la tendopoli sarà ulteriormente recintata e posta in sicurezza con l’impiego delle forse dell’ordine, dell’esercito e con l’utilizzo di sistemi di videosorveglianza.

Ci auguriamo che la questione non si trasformi nel solito affare nelle mani avvezze di chi ha consuetudine con interessi personali nella gestione della Cosa Pubblica.

Difenderemo il territorio, la salute dei nostri cittadini e i valori umani e istituzionali che ci contraddistinguono.

Domani (oggi per chi legge ndr) tornerò in Prefettura, da sua Eccellenza il Prefetto, ad affermare fortemente le esigenze di sicurezza sanitaria e sociale del territorio insieme ai Sindaci di Militello in val Catania, Licodia Eubea, Mineo, Grammichele, Scordia e Palagonia, tutti coesi nella difesa del comprensorio nonostante le diverse estrazioni politiche”.

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