mercoledì, Settembre 23, 2020
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Rifondazione Comunista denuncia la situazione di abbandono delle scuole pubbliche anche a Teramo

rifondazione comunista

TERAMO – Nella mattinata di ieri, mercoledì 5 agosto, il Circolo di Teramo del Partito della Rifondazione Comunista / Sinistra Europea, ha organizzato una conferenza stampa all’aperto in Via San Marino a Teramo, per denunciare la situazione di abbandono in cui versano molte scuole pubbliche e i tanti problemi da risolvere in vista della prossima riapertura a settembre.

“I militanti di Rifondazione – si legge nella nota ufficiale – , con il Segretario cittadino Mirko De Berardinis, sono scesi in strada nonostante la pioggia, allestendo un presidio di fronte all’ex Istituto scolastico IPSIA “Marino” di Teramo, una scuola divenuta simbolo della mancata ricostruzione post-sisma degli edifici pubblici. L’edificio venne infatti chiuso dalla Provincia di Teramo esattamente 3 anni fa, il 5 agosto 2017 a seguito delle verifiche tecniche sugli indici di vulnerabilità sismica e da allora è stato abbandonato al suo destino mentre gli studenti sono stati divisi e trasferiti in altre scuole.

Purtroppo quello dell’IPSIA “Marino” è solo uno dei tanti casi di scuole in questo stato nel Teramano, in Abruzzo e nelle altre zone del Centro Italia colpite dal sisma del 2016, dove non sono mai partiti gli interventi legati alla ricostruzione con lavori di ristrutturazione o laddove necessario di abbattimento e riedificazione nello stesso sito.

In vista della prossima riapertura delle scuole a settembre, in Provincia di Teramo c’è una situazione preoccupante: per garantire il necessario distanziamento tra gli studenti servirebbero circa 100 nuove aule secondo quanto dichiarato dagli amministratori della Provincia nei giorni scorsi, molte di più secondo i Dirigenti Scolastici e i Sindaci.

Il dibattito politico nazionale si è impantanato quasi subito in amenità varie, fra pannelli di plexiglass e banchi a rotelle. Ora stanno emergendo le gravi carenze della scuola pubblica italiana in merito alla mancanza di aule, spazi e superfici idonee, ma si tratta di problemi che gravano sull’istruzione pubblica a causa dei tagli e delle pessime contro riforme volute dal centrodestra e dal centrosinistra, che Rifondazione Comunista denuncia da anni. I tagli alle province e all’edilizia scolastica sono il frutto delle scelte dei parlamentari di quei partiti.

Gli studenti potranno rientrare in aula a settembre e troveranno le stesse condizioni dell’ultimo giorno di scuola: classi pollaio, strutture vecchie, scarsa manutenzione, spazi insufficienti nonostante il calo demografico e di iscritti. Non si possono risolvere questi problemi con la riduzione degli orari di lezione o con la proroga della cosiddetta “didattica a distanza” che nega la socialità e riduce la cura e l’assistenza degli studenti.

Rifondazione Comunista propone almeno 3 mq di spazio riservato ad ogni studente e un numero che non superi i 15 alunni per classe; assunzione del personale docente e ATA necessari per l’aumento delle classi; reperimento di tutti gli spazi disponibili per garantire il distanziamento a partire dagli edifici scolastici abbandonati; finanziamento immediato di un piano straordinario per l’edilizia scolastica, per la messa a norma degli edifici e le manutenzioni.

È vergognoso che mentre la scuola pubblica è costretta ad elemosinare soldi anche in pieno Stato d’emergenza, in Parlamento nei giorni scorsi maggioranza e opposizione hanno stanziato, con voto quasi unanime, ben 300 milioni di euro per le scuole private paritarie. Si tratta di provvedimento scandaloso, votato da PD, Leu e dalle destre (Lega Nord, Fratelli d’Italia e Forza Italia) con il quale vengono regalati fiumi di denaro pubblico alle scuole private, il 60% in più rispetto alla somma stanziata lo scorso anno. Un’offesa alla scuola pubblica depauperata da anni e anni di tagli, senza preoccuparsi neanche di imporre ai privati di assumere con contratti a tempo indeterminato e garantire la retribuzione tutto l’anno ad insegnanti che spesso hanno la partita Iva.

Ricordiamo che l’articolo 33 della nostra Costituzione recita: “Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.” Purtroppo questo articolo non esiste per i partiti di maggioranza e opposizione. Noi di Rifondazione Comunista ci siamo sempre battuti contro il finanziamento delle scuole private e per il rispetto della Costituzione. È uno dei tanti esempi che aiutano a capire perché da anni diciamo che c’è bisogno di ricostruire una sinistra alternativa rispetto a tutti i poli esistenti e che si batta per l’attuazione della Costituzione”.

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