martedì, Settembre 29, 2020
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San Benedetto, spiagge poco libere. Quarto posto in Italia per costa occupata dalle concessioni

San Benedetto del Tronto – San Benedetto, quarta località italiana per occupazione di spiagge in concessione. E’ il Rapporto Spiagge 2020 di Legambiente a stilare la classifica dei centri balneari di tutta Italia che lasciano meno spazio alla fruizione in spiagge libere.

Al primo posto in Italia Forte dei Marmi dove il 93,7% della costa vede lo stanziamento di stabilmente balneari. Segue Rimini con il 90% e Alassio in Liguria con l’88,2%. Subito dopo come dicevamo, San Benedetto con l’87% di costa, dove su 9,3 km di spiagge sono insediati 116 stabilimenti balneari.

Leggendo il Rapporto emerge che al quinto posto a livello nazionale troviamo Alba Adriatica con l’83% di spiagge con 28 concessioni  su 2,7 km di costa. A proposito di Marche e Abruzzo il Rapporto afferma che “sulla costa che unisce Marche ed Abruzzo, tra Grottammare e Francavilla al Mare, si contano un totale di 678 stabilimenti su 80 km di costa. È vero che 25 km sono liberi, ma sono sopravvissuti solo grazie alle Riserve Naturali “Sentina” e “Borsacchio”.

A livello regionale nelle Marche risulta occupato il 61,8% di costa, mente in Abruzzo è il 47,5%. Al primo posto in Italia la Liguria con il 69,8%.

Che dire dell’Italia intera? Il Rapporto aggiunge: ”Per capire quanto delle coste italiane è occupato da stabilimenti balneari occorre incrociare fonti diverse e verificare con le foto aree le occupazione da parte degli ombrelloni, considerando anche le diverse dimensioni degli stabilimenti nelle Regioni italiane. Complessivamente si può stimare che almeno il 42% delle coste sabbiose è occupato da stabilimenti balneari. Ma una stima più credibile, che consideri anche le altre forme di concessione (e le nuove concessioni rilasciate nel 2018 e 2019), porta a valutare che oltre il 50% delle aree costiere sabbiose è di fatto sottratto alla libera e gratuita fruizione”.

Roberto Guidotti

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Roberto Guidotti
Giornalista pubblicista iscritto all'Albo dei giornalisti delle Marche

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