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Il film cult stasera in TV: “Frankenstein Junior” mercoledì 26 agosto 2020

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Il film cult stasera in TV: “Frankenstein Junior” mercoledì 26 agosto 2020 alle 21:35 su NOVE

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Frankenstein Junior (Young Frankenstein) è un film del 1974 diretto da Mel Brooks con Teri GarrGene WilderMarty Feldman e Peter Boyle. È il quarto film di Brooks, a partire da un’idea di Gene Wilder, che è anche autore della sceneggiatura insieme al regista.

Campione d’incassi nel 1975, la pellicola si rifà in senso parodistico al romanzo di Mary Shelley e agli altri celebri film da esso ispirati, che hanno come capostipite Frankenstein di James Whale del 1931. Il film è interamente girato in bianco e nero, adottando una fotografia e uno stile anni trenta, giocando anche sulle transizioni tra una scena e l’altra proprio per riprendere anche esteticamente i toni del film di Whale. Questo risultato è stato raggiunto utilizzando perfino gli attrezzi di scena del film originale, ricollocati nelle stesse posizioni e negli identici studi di ripresa.

Nel 2003 è stato scelto per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti. Nel 2000 l’AFI l’ha inserito al tredicesimo posto nella classifica delle migliori cento commedie americane di tutti i tempi. In Italia risulta essere, con 500.000 copie vendute, il DVD classico di maggior successo della storia dell’home video

(EN)«It – could – work!»(IT)«Si – può – fare!»
(Dottor Frankenstein)

New York, anni trenta. Il giovane medico e celebre professore universitario Frederick Frankenstein è il nipote del famoso dottor Victor von Frankenstein. Frederick ha modificato la pronuncia del proprio cognome in Frankenstin per distinguersi dal nonno, del quale rigetta le teorie mediche considerandole assurde. Al termine d’una lezione di neurologia all’università dove insegna, nella quale ribadisce l’impossibilità di ricostruire parti del sistema nervoso umano (cit. «C’è più probabilità di rianimare questo bisturi che riparare un sistema nervoso spezzato»), Frederick riceve una visita da parte di un notaio, Herr Rosenthal, che gli comunica che il barone ha lasciato a Frederick un castello in Transilvania. Nonostante un forte scetticismo e il disprezzo per gli esperimenti del nonno, Frederick va in Romania, dove incontra l’imprevedibile aiutante gobbo Igor, nipote del vecchio assistente del nonno, che insiste nell’essere chiamato con la pronuncia “Aigor” (facendo il verso a Frankenstin), la procace assistente Inga e la sinistra e misteriosa Frau Blücher, nominando la quale si fa sempre nitrire di spavento i cavalli del castello. Quest’ultima, un tempo amante e assistente del Barone, tramite un sotterfugio, fa ritrovare a Frederick gli appunti del nonno. Frederick, ricredendosi sulle proprie idee, cerca a propria volta di dare vita a una creatura.

Recatosi in un cimitero per prelevare un cadavere con cui iniziare il suo lavoro, chiede quindi a Igor di recarsi in un laboratorio, in cui sono conservati una serie di cervelli, per rubare quello di Hans Delbruck, un grande scienziato. Ma l’assistente, una volta distrutto per sbaglio il cervello richiesto, è costretto a prenderne un altro: messo alle strette dopo le disastrose conseguenze, Igor confessa che sulla targa posta sotto la teca di quel cervello c’era scritto “ABNORMAL”.

In seguito a varie peripezie il mostro fugge dal castello, incontrando dapprima una bambina e poi un eremita cieco che gli dice di chiamarsi Abelardo e che, credendo d’avere a che fare con un muto, tenta maldestramente di offrirgli la cena (versandogli brodo bollente nelle parti basse) e d’accendergli un sigaro, in realtà incendiandogli il pollice; il mostro, spaventato dal fuoco, fugge. Alla fine Frederick riesce a recuperarlo e lo convince d’essere una creatura buona. Per dimostrarlo anche alle altre persone organizza un’esibizione teatrale in cui lui e la creatura s’esibiscono in un numero di tip tap davanti a un pubblico di scienziati scettici. Lo spettacolo inizia perfettamente ma la creatura, spaventata da un principio d’incendio sul palcoscenico, fugge di nuovo, viene catturata dalla polizia e incatenata in carcere.

Dopo essere stato tormentato da un secondino sadico che lo terrorizza col fuoco, il Mostro s’infuria e fugge nuovamente; quindi rapisce la fidanzata di Frederick, Elizabeth, che era arrivata in Transilvania per un’inaspettata visita al fidanzato, e la possiede. Questa non se ne dispiace affatto: Elizabeth s’innamora della creatura per la sua disumana resistenza sessuale e per il suo enorme pene (citato come Schwanstucker o Schwanzstück – un gioco di parole yiddish da Schwanz, “coda”, che è anche il termine gergale tedesco per pene, e Stück, “pezzo”; in tedesco può designare anche la culatta del manzo[4]).

Frederick, nel disperato tentativo di riavere la creatura e correggere i suoi errori, suona la magica musica dei Frankenstein, che ammalia il Mostro e lo fa tornare al castello. Proprio nel momento in cui la turba, guidata da Kemp, irrompe nel laboratorio, il dottor Frankenstein tenta uno scambio cerebrale fra se stesso e il Mostro, per trasferire a questi parte delle sua intelligenza e renderlo così un essere più normale. Il tentativo riesce e il film ha un lieto fine, con la cessata minaccia (per gli abitanti della zona) da parte della creatura e con due storie d’amore: Elizabeth è sposata con il Mostro, divenuto erudito e dai gusti sofisticati, mentre Inga scopre con gioia ciò che il suo nuovo marito Frederick ha avuto in cambio dal Mostro durante la procedura di trasferimento: ci ha guadagnato un enorme Schwanzstück.

Regia di Mel Brooks

Con Teri GarrGene WilderMarty Feldman e Peter Boyle

Fonte: WIKIPEDIA

Redazione
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