venerdì, Gennaio 28, 2022
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Sicilia, lo Stato contro lo Stato: “Ma finora solo silenzio”

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Lo scontro istituzionale che si è venuto a creare tra il Presidente della regione Sicilia, Nello Musumeci ed il Governo Centrale, in particolar modo con Il Ministro Luciana Lamorgese, titolare del dicastero del Ministero
degli Interni, la dice lunga sullo stato di salute della Democrazia italiana e sul suo evolversi, che sta conducendo il Paese alla confusione più totale, con grave danno per i cittadini, che non sanno più a chi rivolgersi e non hanno più una linea guida, ma solo pareri e decisioni che possono cambiare di volta in volta.

Al netto delle “risse da stadio” tra le due fazioni opposte, il Governo della regione Sicilia è formato da una coalizione opposta a quella che governa l’Italia, il che distoglie l’attenzione dal reale problema. La
questione del contendere riguarda un problema sanitario, di cui risponde la Regione ed una questione relativa all’ immigrazione , di cui risponde il Ministro degli Interni.

Accade quindi che da una parte si solleva il problema e dall’altra o vi è il silenzio, cosa assai grave, o si risponde in maniera non adeguata.
Emblematica la frase proferita dal Presidente Musumeci, rilevata nella trasmissione Omnibus di ieri, mercoledì 26 agosto 2020, andata in onda su La7, che citiamo testualmente: “ Sono io dalla parte del torto? Io che sollevo un problema serio? E l’altra parte che risponde con il silenzio? ”
E’ proprio questo silenzio a porre il cittadino comune in seria difficoltà,
facendogli perdere ogni tipo di fiducia. Silenzio che coinvolge spesso un po’ tutti gli ambiti: giustizia, economia, salute, sicurezza e così via.

Tante interrogazioni parlamentari ad esempio non hanno mai ricevuto una risposta, ed alcune sono di notevole importanza. Uno dei casi in cui ancora si attende attende risposta è l’interrogazione parlamentare (4-05259), riscontrabile all’allegato B ai resoconti della seduta il 16 Aprile 2020 negli atti parlamentari 11958 e 11959 che L’on. Alessandra Ermellino, allora in forza alla commissione Difesa per conto del M5S quindi al principale partito di Governo, inoltrò al premier Conte, al Ministro della Salute Speranza, circa il fortissimo ritardo nel comunicare l’emergenza sanitaria per il Covid-19, dal momento che sembrerebbe che già, dal novembre 2019 servizi segreti, Primo Ministro e Ministro della Salute, ne fossero a conoscenza.

Capita anche che, pure quando venga fornita una risposta, positiva o negativa che sia, non si arrivi ad un chiarimento definitivo.
Uno dei casi più diffusi di distrazione dall’indicazione data dalla interrogazione parlamentare, accade in materia di minorenni dove ad esempio, nonostante il Ministro della Salute Speranza, abbia detto che la PAS non può essere classificata come patologia e quindi l’alienazione parentale che spesso colpisce un genitore, quasi sempre la mamma, non può essere applicata, viene regolarmente presa in considerazione in
quasi tutti i tribunali.

Per di più, rimanendo sempre in ambito di minorenni, proprio quest’anno il Ministro della Giustizia Bonafede, dopo tante insistenze, affermava, in risposta ad una interrogazione Parlamentare promossa dall’Onorevole Veronica Giannone, anch’essa eletta in quota M5S ma poi transitata nel Gruppo Misto, la necessità di ascoltare la volontà del minore.

Necessità che spesso rileviamo essere disattesa. Numerosissimi sono infatti i casi che in tutta Italia stanno creando delle situazioni di allarme tra i
genitori, sembra oltre trentamila, che per un motivo o per un altro hanno qualche problema, in particolare di natura economica.


Uno scarso rilievo mediatico è stato riscontrato inoltre circa la grave interrogazione parlamentare che lascerebbe intendere una grave
mancanza sulla sicurezza nazionale. Scarso riscontro mediatico viene registrato anche circa i minori.

Tornando alla questione Sicilia, il governatore Musumeci ha in più occasioni chiarito di aver sempre agito nel rispetto assoluto delle Istituzioni, con le quali avrebbe voluto avere un dialogo, evitando di ricorrere a giustizia e tribunali. “Come posso – ha dichiarato ieri – chiedere ai siciliani i rispettare le prescrizioni anti covid quando negli hotspot è forte il rischio di contagio?”

“Il governo centrale – dichiara attraverso i social – vuole riaffermare la sua competenza sui migranti. Mi verrebbe da dire: bene, la eserciti pure e intervenga come non ha fatto in questi mesi. La Sicilia difenderà la propria decisione davanti al giudice amministrativo. Ma nessuno pensi che un ricorso possa fermare la nostra doverosa azione di tutela sanitaria. Compete a noi e non ad altri”.

“In queste ore – ha aggiunto poco fa sul proprio profilo Facebook – tantissimi intellettuali e giuristi di ogni area mi stanno esprimendo il loro sostegno. E si fa strada sempre più la consapevolezza che il diritto alla salute e la dignità della persona non possono essere negoziabili. I razzisti veri sono quelli che fanno finta di nulla davanti a tragedie, quelli del business dell’immigrazione e dell’accoglienza. Noi abbiamo sempre detto NO ai mercanti di uomini che solo una politica seria può bloccare. Mi conforta, tra tante inutili polemiche, il sentimento di condivisione del popolo siciliano e di tanti da ogni parte d’Italia. La nostra è una battaglia di civiltà. Che non si fermerà”.

Ettore Lembo

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