domenica, Settembre 27, 2020
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Autunno 1943: quando il Generale Dalla Chiesa salvò i pescherecci sambenedettesi

dalla chiesa

San Benedetto del Tronto – Sono le 21.15 di venerdì 3 settembre 1982 quando, in un agguato a Palermo, il prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa e la moglie Emanuela Setti Carraro vengono freddati a colpi di kalashnikov, insieme all’agente di scorta Domenico Russo. Sul muro ancora sporco di sangue, qualcuno lascia un lenzuolo con scritto: “Qui è morta la speranza dei palermitani onesti”. 

Del generale è stato scritto e detto molto in questi anni. Non sono invece molti quelli che conoscono le vicende di Carlo Alberto Dalla Chiesa cittadino onorario di San Benedetto del Tronto, quando prestò servizio come carabiniere proprio in Riviera. Fu un periodo importantissimo per la vita del futuro generale. In piena Seconda Guerra Mondiale nel 1942, Dalla Chiesa fu assegnato come sottotenente dei carabinieri a San Benedetto, dopo la sua prima missione in Montenegro. Il suo nome fu inserito nella lista nera dei nazisti a causa della sua volontà di non collaborare.

Nell’estate del 1943, dopo la firma dell’armistizio, decise di entrare nella Resistenza nel territorio delle Marche dove organizzò i gruppi partigiani contro i tedeschi e divenne responsabile delle trasmissioni radio clandestine. Il suo contatto con la Resistenza avvenne quando nel Piceno, un giorno venne affrontato da un partigiano comunista. I partigiani della zona temevano che lui fosse responsabile del blocco dei rifornimenti di armi che gli alleati di tanto in tanto riuscivano a spedire via mare. Alla domanda “Lei con chi sta, tenente, con l’Italia o la Germania?” Dalla Chiesa rispose offrendo la sua collaborazione e per un certo periodo le cose filarono lisce.

Poi, qualcuno fece la spia ai nazisti e per Dalla Chiesa l’unica alternativa fu cambiare aria e darsi alla macchia insieme agli altri oppositori combattenti: divenne allora un responsabile delle trasmissioni radio clandestine di informazioni per gli americani.

Prima di questo, Dalla Chiesa aveva agito per salvare i pescherecci di San Benedetto dai tedeschi. Infatti nell’autunno del 1943, venuto a conoscenza del fatto che i tedeschi sarebbero arrivati a San Benedetto nelle prime ore del 4 ottobre, allo scopo di impossessarsi dell’intera flottiglia peschereccia sambenedettese, dopo una riunione, cui parteciparono, anche il colonnello Dolfi ed il maggiore Postiglione, fu invitato a prendere il comando e a condurre in salvo i natanti (una flottiglia di circa 20 grandi motopescherecci) per evitare la cattura, verso i porti del basso Adriatico, già in mano alle forze alleate. Cosa che avvenne nella notte e che permise di salvare flottiglia, marinai e familiari.

La guerra si chiude per lui con una promozione e due croci al merito di guerra, tre campagne di guerra, una medaglia di benemerenza per i volontari della II GM, il distintivo della guerra di liberazione ed una laurea in giurisprudenza conseguita a Bari.

Decenni dopo, la storia personale di Dalla Chiesa in un certo senso, si sarebbe di nuovo incrociata con San Benedetto, quando incontrerà il brigatista rosso Patrizio Peci che convincerà a pentirsi e a collaborare con la giustizia.

Roberto Guidotti

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Roberto Guidotti
Giornalista pubblicista iscritto all'Albo dei giornalisti delle Marche

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