venerdì, Settembre 25, 2020
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Anticipazioni per “Lo Schiaccianoci” di Cajkovskij del 4 settembre alle 10 su RAI 5: dal Teatro Nuovo di Spoleto

lo schiaccianoci

Anticipazioni per “Lo Schiaccianoci” di Cajkovskij del 4 settembre alle 10 su RAI 5: con la coreografia di Giorgio Lazzini e la direzione di Jean Doussard dal Teatro Nuovo di Spoleto

File:Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti.JPG - Wikipedia

Per il Grande Balletto in TV in onda oggi venerdì 4 settembre alle 10 su RAI 5 “Lo Schiaccianoci” di Cajkovskij nell’allestimento andato in scena per il “Festival dei Due Mondi” nel 1978 dal Teatro Nuovo di Spoleto con la coreografia di Giorgio Lazzini, la direzione di Jean Doussard e la partecipazione di Anne Savouret, Jeanne Pierre La Porte, Ekaterina Maximova e Vladimir Vassiliev.

Lo schiaccianoci (in russo Щелкунчик, Ščelkunčik) è un balletto con musiche di Pëtr Il’ič Čajkovskij (op. 71), il quale seguì minuziosamente le indicazioni del coreografo Marius Petipa e, in seguito, quelle del suo successore Lev Ivanov.

Il balletto fu commissionato dal direttore dei Teatri Imperiali Russi, Ivan Aleksandrovič Vsevoložskij, e la storia deriva dal racconto Schiaccianoci e il re dei topi di Ernst Theodor Amadeus Hoffmann (1816) nella versione edulcorata di Alexandre Dumas padre, Storia di uno schiaccianoci (1845).

Čajkovskij compose le musiche del balletto tra il 1891 e il 1892. La prima rappresentazione, che ebbe luogo il 18 dicembre 1892 presso il Teatro Mariinskij di San PietroburgoRussia, fu diretta interamente dal compositore italiano Riccardo Drigo e coreografata dal ballerino russo Lev Ivanov; questa esecuzione tuttavia non riscosse successo[1]. Tra gli interpreti di questa prima esecuzione spiccano l’italiana Antonietta Dell’Era, nel ruolo della Fata Confetto, il russo Pavel GerdtOl’ga Preobraženskaja e il giovane Nicolaj Legat. Il ruolo di Clara era interpretato da una bambina della scuola di ballo del Teatro Mariinskij.

La suite, estremamente popolare in sede concertistica, fu realizzata nell’agosto 1892 dal musicista stesso, che a differenza degli altri due propri balletti, per i quali non era convinto a creare una suite, lo fece su invito come “anteprima” della prossima realizzazione, addirittura quando non era stata ancora iniziata l’orchestrazione integrale del balletto (i primi numeri furono proprio quelli della Suite)[2]. La diresse personalmente a San Pietroburgo il 7 marzo 1892, un esito trionfale. La Suite dura una ventina di minuti, utilizzando lo stesso organico dell’opera ballettistica[3].

Una novità in quest’opera è la presenza di uno strumento che fu visto dal compositore a Parigi: la celesta. Čajkovskij lo volle assolutamente inserire nell’organico strumentale e lo aggiunse in alcuni passaggi del secondo atto: Scene iniziali, Passo a due (Danza della Fata Confetto) e Apoteosi con associazione al personaggio della Fata. Lo strumento venne usato da Čajkovskij anche nel proprio poema sinfonico Il Voevoda, op. 78, contemporaneo al balletto. Prima di lui, in assoluto, Charles-Marie Widor nel 1880. Il nostro musicista temeva che i suoi “rivali” russi potessero precederlo nell’utilizzo dello strumento.

Dopo la prima esecuzione di Ivanov vanno ricordate quelle riviste da Gorskij nel 1917 e da Lopukhov nel 1929. Nel 1934 al Teatro Mariinskij fu inscenata l’edizione di Vasilij Vajnonen (il ruolo di Clara coincideva con quello della Fata Confetto) e nel giugno dello stesso anno ci fu il debutto europeo del balletto, al Sadler’s Wells di Londra, riprendendo la coreografia di Ivanov. In Italia arrivò solamente quattro anni dopo, nel 1938, alla Scala di Milano, con la coreografia di Margherita Froman.Una rappresentazione de Lo schiaccianoci

Gli anni successivi videro numerose versioni differenti del balletto, tra le quali quelle di Boris RomanovFrederick Ashton e quelle di Nicholas Beriozoff. La rivisitazione più particolare fu quella di George Balanchine che nel 1954 decise di dividere il balletto in due parti, seguendo la trama originale: la realtà e il sogno. Questa versione fu poi rappresentata dal New York City Ballet.

Lo schiaccianoci è anche uno dei soggetti più rappresentati nelle scuole di ballo; una versione ad esempio è quella creata per la Scuola di Ballo dell’Accademia del Teatro alla Scala di Milano da Frederic Olivieri, rappresentata al Piccolo Teatro di Milano nel 2011 e nel 2012, un’altra invece per la Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma da Pablo Moret ed Ofelia Gonzalez rappresentata al Teatro Nazionale nel 2012 e nel 2013.

Lo schiaccianoci moderno

Lo schiaccianoci è stato ripreso più volte dal cinema, dal teatro e dallo sport.

Un esempio cinematografico è il film Fantasia di Walt Disney, in cui fatefunghipescifioricardi e orchidee danzano al ritmo dello Schiaccianoci: la partitura musicale di Čajkovskij è stata riproposta fedelmente. Il balletto originale dura solamente novanta minuti, quindi è più breve rispetto al Lago dei cigni o a La bella addormentata. In queste rappresentazioni i compositori omettono brani, li riordinano o addirittura aggiungono brani tratti da altre opere. Nel 1983 infatti, ne Lo schiaccianoci: fantasia su ghiaccio, un adattamento televisivo per uno spettacolo di pattinaggio su ghiaccio, le musiche originali sono state riordinate secondo un’altra scaletta e sono state aggiunte poi musiche di un altro compositore russo, Mikhail Ippolitov-Ivanov.

L’attuale popolarità de Lo schiaccianoci è in parte dovuta a Willam Christensen, fondatore della compagnia San Francisco Ballet, che importò il lavoro negli Stati Uniti nel 1944. Il successo del balletto e la coreografia di George Balanchine per la sua prima rappresentazione nel 1954 creò una vera e propria tradizione invernale nelle rappresentazioni dell’opera negli Stati Uniti.

Lo schiaccianoci ebbe anche una parodia sul settimanale Topolino, pubblicata nel 1988 con protagonista MinniMinni e il re dei topi: la storia ha la particolarità che i ruoli dello Schiaccianoci e del Re dei Topi sono invertiti, con il primo nella parte del cattivo e il secondo in quella del buono[4].

Nel 1990 viene realizzato un lungometraggio d’animazione intitolato: La favola del principe schiaccianoci ispirato alla favola di E. T. A. Hoffmann Schiaccianoci e il re dei topi, con le musiche originali del celebre balletto. Nel 1993 il regista Emile Ardolino produce una versione cinematografica del balletto sulla base della coreografia di George Balanchine, intitolata George Balanchine: Lo schiaccianoci con Macaulay Culkin nel ruolo dello Schiaccianoci. Il film si distingue per essere una ripresa dell’esibizione in teatro del balletto ad opera del corpo di ballo del New York City Ballet, con le musiche originali di Čajkovskij e una voce narrante come uniche parti audio. Al 2001 risale il film d’animazione Barbie e lo schiaccianoci (tit. orig. Barbie in the Nutcracker), che ripropone la storia e le musiche del balletto.

Un film ungherese-britannico in lingua inglese del 2010, è stato firmato dal regista russo Andrej Končalovskij, intitolato Lo schiaccianoci in 3D (tit. orig. The Nutcracker in 3D). Si tratta di un “fantasy” che utilizza sia la musica del balletto, sia altre composizioni di Čajkovskij (come la Quinta Sinfonia), per gli arrangiamenti di Eduard Artemiev e Tim Rice (canzoni). Il film ha ricevuto grandi critiche negative all’estero[5] ed addirittura un Premio per Peggior uso del 3D nella trentunesima edizione 2010 del Razzie Awards 2010, svoltasi il 26 febbraio 2011, che ad Hollywood premia i peggiori film dell’anno. In Italia è uscito il 2 dicembre 2011.

Il 2 novembre 2018 la Disney ha distribuito nelle sale una libera trasposizione cinematografica del romanzo, nel quale vennero riprese anche parti delle musiche del balletto originale. Il titolo del film, diretto da Lasse HallströmLo schiaccianoci e i quattro regni, ha tra gli interpreti Keira Knightley nel ruolo della Fata Confetto, Morgan Freeman in quello di Drosselmeyer, Helen Mirren nella parte di Madre Cicogna e la giovane Mackenzie Foy nel ruolo della protagonista Clara. Sono inoltre presenti i celebri ballerini Misty Copeland e Sergei Polunin per le scene di ballo.[6]

La Musica

Struttura del balletto

Atto I (primo)

Scena prima
  • 1 L’ornamento, la decorazione e l’illuminazione dell’Albero di Natale
  • 2 La marcia
  • 3 Il Galop dei bambini – Danza dei genitori
  • 4 Arrivo di Drosselmeyer – Danza delle Bambole Meccaniche – Consegna dello Schiaccianoci a Clara
  • 5 Lo Schiaccianoci – Danza del nonno
  • 6 La partenza degli ospiti – La Notte
  • 7 La Battaglia

Bozzetto originale di Konstantin M.Ivanov (non parente del coreografo) per la prima del balletto del 1892

Scena seconda[modifica | modifica wikitesto]
  • 8 Una foresta di abeti in inverno
  • 9 Valzer dei fiocchi di neve

La “Danza dei fiocchi di neve”

Atto II (secondo)

Scena prima
  • 10 Il Castello Magico sulla Montagna dei Dolciumi
  • 11 Arrivo di Clara e dello Schiaccianoci
  • 12 Divertissement:
    • La Cioccolata – Danza spagnola
    • Il Caffè – Danza araba
    • Il Tè – Danza cinese
    • Trepak – Danza russa
    • Pas des trois – Pastorale
    • Danza degli zufoli
    • Mamma Cicogna e i pulcinella
  • 13 Valzer dei fiori
Scena seconda
  • 14 Pas de deux:
    • Il Principe e la Fata Confetto – Entrata
    • Il Principe e la Fata Confetto – Variazione 1: Tarantella.
    • Il Principe e la Fata Confetto – Variazione 2: Danza della Fata Confetto.
    • Il Principe e la Fata Confetto – Coda
  • 15 Valzer finale e Apoteosi

Movimenti della suite (op.71a)

  • I. Ouverture in miniatura
  • II. Danze caratteristiche
    • A. Marcia
    • B. Danza della Fata Confetto
    • C Danza russa – Trepak
    • D Danza araba
    • E. Danza cinese
    • F. Danza dei mirliton (zufoli)
  • III. Valzer dei fiori

Il balletto è una tra le più popolari composizioni della tradizione russa. Le musiche appartengono infatti alla tradizione romantica e contengono alcuni tra i più memorabili brani d’essa: molte sono le melodie utilizzate dalla televisione e dai film.

Il Trepak, o Danza russa, è una delle parti più riconoscibili del balletto, insieme al famoso Valzer dei fiori, come pure la Danza della Fata Confetto Il balletto contiene in modo sorprendente armonie e colori orchestrali del tutto moderni, nonché una strabiliante ricchezza di melodie: ciò nonostante, l’ammirazione del compositore per il Rococò e la musica del XVIII secolo si possono notare in vari passaggi, come l’Ouverture, l’Entrée des parents e il Tempo di Grossvater, tutti nel primo atto.

La riduzione per pianoforte della partitura venne compiuta da Sergej Ivanovič Taneev, allievo di Čajkovskij e suo stretto amico. Taneev era oltre che un’autentica personalità musicale in Russia, un grandissimo pianista, che poteva rivaleggiare con i maggiori contemporanei. La sua riduzione era talmente difficile che Čajkovskij ne approntò un’ulteriore più abbordabile[7].

Il soggetto

Il libretto è tratto da un racconto di Ernst Theodor Amadeus Hoffmann ma non nella sua forma originale, troppo cruenta.Un altro dei curiosi bozzetti di Vsevoložskij per la prima del balletto, 1892

Il racconto ripreso dal libretto dunque si basa su una revisione di Alexandre Dumas, di tono più leggero. Qui verrà analizzata la versione originale del balletto, quella di Marius Petipa.

Atto I

Durante la vigilia di Natale, agli inizi del XIX secolo, il signor Stahlbaum, in Germania, allestisce una festa per i suoi amici e per i loro piccoli figli.

Questi, in attesa dei regali e pieni di entusiasmo, stanno danzando quando arriva il signor Drosselmeyer, lo zio di Clara e Fritz, che porta regali a tutti i bambini, intrattenendoli con giochi di prestigio, nonostante all’inizio incuta paura ai bambini.

Alla sua nipote prediletta, Clara, regala uno schiaccianoci a forma di soldatino che Fritz, il fratello della bambina, rompe per dispetto. Ma Drosselmeyer lo ripara per la gioia della bambina.

Arrivano alla festa anche gli altri parenti e amici, che si uniscono alla festa ballando con gioia. Clara, stanca per le danze della serata, dopo che gli invitati si ritirano, si addormenta sul letto e inizia a sognare. È mezzanotte, e tutto intorno a lei inizia a crescere: la sala, l’albero di Natale, i giocattoli.. e soprattutto una miriade di topi che cercano di rubarle lo schiaccianoci.

Clara tenta di cacciarli, quando lo Schiaccianoci si anima e partecipa alla battaglia con i soldatini di Fritz: alla fine, rimangono lui e il Re Topo, che lo mette in difficoltà. Clara, per salvare il suo Schiaccianoci, prende la sua scarpetta e la lancia addosso al Re Topo, distraendolo; lo Schiaccianoci lo colpisce uccidendolo. Ed ecco che lo Schiaccianoci si trasforma in un Principe, e Clara lo segue, entrando in una foresta innevata. L’Atto si chiude con uno splendido Valzer dei fiocchi di neve.

Atto II

I due giovani entrano nel Regno dei Dolci, dove al Palazzo Reale li riceve la Fata Confetto, che si fa raccontare dallo Schiaccianoci tutte le sue avventure, e di come ha vinto la battaglia col Re Topo. Subito dopo, tutto il Palazzo si esibisce in una serie di danze che compongono il Divertissement più famoso e conosciuto delle musiche di Čajkovskij e che rendono famoso il balletto, culminando nel conosciutissimo Valzer dei fiori.

Dopo, la Fata Confetto e il Principe si esibiscono in un Pas de deux, dove nella Variazione II si può riconoscere in maniera eclatante il suono della celesta. Il balletto si conclude con un ultimo Valzer, e il sogno finisce: una volta risvegliata, mentre si fa giorno, Clara ripensa al proprio magico sogno abbracciando il suo Schiaccianoci.

Clara

Il personaggio di Clara (poi principessa e fata confetto nelle varie versioni), nome nella versione originale tedesca, in un secolo di balletto ha cambiato varie volte il nome in Marikhen, Mary e poi Masha in Russia dopo la prima guerra mondiale per motivi patriottici[8].

Redazione
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