sabato, Dicembre 4, 2021
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Vigilessa aggredita a Celano, la lettera di solidarietà: “Siamo vittime inermi e quotidiane”

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Vigilessa aggredita a Celano, lettera di solidarietà di agenti e ufficiali di Polizia Locale di tutta Italia: “Siamo vittime inermi e quotidiane”

Una lettera di solidarietà, redatta dal del gruppo social ” IL FUORI CORO” , composto da agenti e ufficiali della Polizia Locale di tutta Italia, è stata trasmessa al Sindaco di Celano (AQ) Settimio Santilli, al Comandante della Polizia Locale di Celano (AQ) Giuseppe Fegatilli, al Presidente Regione Abruzzo Marco Marsilio e al Responsabile Sicurezza e Legalità ANCI
Antonio Ragonesi, relativamente al grave episodio che ha visto una vigilessa aggredita da una donna di 44 anni a seguito dell’emissione di una multa. La riportiamo integralmente.

“Egregio Sig. Sindaco ed Ill.mo Comandante della Polizia Locale del Comune di Celano, chi Vi scrive è il Fuori Coro, una compagine di ufficiali ed agenti della Polizia Locale appartenenti a vari Comuni d’Italia. Non siamo un gruppo politicizzato né facciamo attività sindacale, siamo solo uniti dalla passione per il nostro lavoro per il quale promuoviamo iniziative ed attività volte al riconoscimento della nostra categoria spesso sottostimata e poco
apprezzata.

Abbiamo appreso da alcuni quotidiani on line che un’Agente del Comando di Polizia Locale del Comune che Voi rappresentate, durante il servizio, è stata aggredita da una automobilista 44enne in maniera si violenta da essere costretta a ricorrere alle cure del locale nosocomio. A scatenare le ire e le invereconde reazioni di questa “gentil signora”, la
sanzione a lei comminata per aver lasciato la propria vettura in divieto di sosta.

Da qui, una scena di violenza sguaiata e feroce; la collega presa a pugni ed a borsate dalla succitata 44enne, bloccata solo dall’intervento degli Agenti celanesi intervenuti in soccorso della malcapitata collega. Ospedale dunque per la nostra amica e denuncia per la violenta signora che si spera abbia
a rendere conto nelle appropriate sedi giudiziarie del tristo spettacolo da lei dato. Purtroppo, ancora una volta, la Polizia Locale e chi la rappresenta, è stata presa a bersaglio da individui refrattari a qualsiasi ordine e norma civica. La lista delle aggressioni è lunghissima ed anche questo antichissimo Comune abruzzese, non è stato esentato da atti di violenza ingiustificata e feroce.

Rimane la consapevolezza di lavorare per il bene della comunità e
per il buon ordine sociale, uno dei fondamentali pilastri sui quali si basa una società evoluta come la nostra che certamente non riconosce, e come potrebbe farlo, chi si arroga il diritto di trasgredire a qualsiasi codice sia esso della strada, giuridico od etico comportamentale e pretendere poi di accampare ragioni con il turpiloquio, con le percosse o con le minacce nei
confronti dei colleghi “rei” di compiere il loro dovere.


Per questi motivi, il Fuori Coro, vuole manifestare a Voi ed alla nostra sorella della Polizia Locale rimasta coinvolta nello scontro con questa diciamo, “esuberante signora” senza regole e senza rispetto, piena solidarietà ed emotiva compartecipazione; purtroppo la maleducazione e l’arroganza sono piante sempreverdi che non conoscono avvizzimento.
Pronta guarigione dunque per la nostra amica e collega abruzzese che sappiamo far parte di un Comando sempre professionale ed operativo. Per questa cittadina, invece, possiamo provare solo biasimo per il suo assurdo comportamento e la sua distorta visione di cosa siano regole e rispetto e sperare in una punizione esemplare che sia di monito a tutti coloro che vorranno mettere nuovamente le mani addosso ad un collega della Polizia
Locale.

Storie di aggressioni, storie di tutti i giorni, storie di una guerriglia urbana che ci vede soccombere e riempire le sale d’attesa dei pronto soccorso a farci suturare tagli e curare ecchimosi quando siamo fortunati, senza avere possibilità di reagire con strumenti idonei e con regole che ne consentano l’utilizzo. Pertanto, anche in questo specifico caso, la domanda è la medesima: se i colleghi avessero avuto a loro disposizione magari un taser
avremo avuto nuovamente una collega costretta a ricorrere alle cure mediche del nosocomio? No, sicuramente no, avremo avuto i colleghi incolumi ed un esempio per tutti coloro che ci aggrediscono senza la minima paura che noi si possa reagire. Vittime inermi e quotidiane…”

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