sabato, Ottobre 31, 2020
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Rifondazione Comunista torna in piazza a Teramo per il No al Referendum

rifondazione comunista

TERAMO – Il Circolo di Teramo del Partito della Rifondazione Comunista / Sinistra Europea organizza un presidio a sostegno del “NO” al Referendum in occasione della chiusura della campagna elettorale. L’iniziativa si terrà domani, venerdì 18 settembre, in Largo San Matteo a Teramo, dalle ore 16:30 in poi. I militanti di Rifondazione con il Segretario Mirko De Berardinis, torneranno nuovamente in piazza, nel rispetto delle norme anti-covid, per incontrare la cittadinanza ed illustrare le ragioni del “NO” del PRC-SE al quesito referendario. Nel corso dell’iniziativa sarà effettuato anche un volantinaggio di propaganda in Corso San Giorgio per invitare tutte/i a votare “NO” al prossimo Referendum Costituzionale del 20-21 settembre.

“La democrazia – si legge nella nota ufficiale – è un bene supremo: risparmiare su questa non è solo sbagliato, ma ridicolo, visto che il risparmio sarebbe di 57 milioni di euro all’anno, lo 0,007 del bilancio statale, cioè 1 euro per cittadino, il costo di un caffè.  Rifondazione Comunista chiede invece il taglio delle spese militari perché l’Italia spende ogni giorno 72 milioni di euro per l’acquisto e la produzione di nuovi armamenti: ben 26 miliardi di euro l’anno. Il Governo Conte in perfetta continuità con gli esecutivi precedenti ha confermato l’acquisto di una consistente flotta di aerei da bombardamento F-35. Uno solo di questi terribili strumenti di guerra e morte, costa a noi cittadini 100 milioni di euro. Perciò diciamo basta al populismo, alla demagogia e all’anti parlamentarismo della vera “casta” che voterà “Si” ovvero M5S, PD, Salvini e Meloni.

Rifondazione Comunista propone di tagliare gli stipendi dei Parlamentari e i loro privilegi, non il parlamento e la rappresentanza dei territori. Siamo un partito extraparlamentare, che vive di autofinanziamento, quindi non abbiamo “poltrone” o altri interessi economici da difendere. Occorre battersi per un reale taglio delle indennità dei Parlamentari, che nessuna forza politica presente in Parlamento vuole attuare, al di là delle chiacchiere.  Ricordiamo a tutte/i che nel 2006, nel corso della nostra brevissima esperienza parlamentare, il nostro compagno Maurizio Acerbo, oggi Segretario nazionale di Rifondazione Comunista, presentò una proposta di legge di Rifondazione per dimezzare gli stipendi dei parlamentari. Ci fu una forte opposizione da parte di centrodestra e centrosinistra che stroncarono la proposta in commissione.

Con questa riforma pochissimi nominati decideranno per tutti noi; vorremmo invece essere rappresentati meglio e non meno. Il voto per il NO significa opporsi all’ennesimo attacco nei confronti della Costituzione. Se vincessero i Sì l’Italia scenderebbe all’ultimo posto dei 27 Stati membri dell’Unione europea nel rapporto fra deputati e abitanti; oggi invece siamo nella media Europea. Questa operazione prevede un ingiusto taglio lineare del numero dei Parlamentari che penalizza le Regioni più piccole in quanto avranno meno rappresentanti e saranno quindi più deboli a livello Statale. La nostra Regione Abruzzo, passerà dagli attuali 7 Senatori a 3. Quindi una delle 4 Province resterà senza un proprio rappresentante in Senato. I nostri territori sarebbero perciò ancora più fragili senza un punto di riferimento che possa raccogliere le istanze e i problemi del territorio ed intervenire a livello centrale.

Il nostro voto conta: essendo un referendum costituzionale non c’è il quorum (l’obbligo della maggioranza più uno degli aventi diritto al voto), quindi nessun voto andrà disperso e potrà determinare la vittoria del NO. E’ in gioco la rappresentanza politica: diminuendo il numero dei parlamentari cresce la distanza di questi dai cittadini e dal territorio. Affrontiamo con decisione questa campagna referendaria per difendere la Costituzione Repubblicana nata dalla Resistenza e lottiamo ogni giorno per una reale attuazione dei principi di equità e giustizia sociale, racchiusi nella nostra Carta Costituzionale, non per smantellarla come stanno facendo. Rifondazione Comunista invita tutta la cittadinanza a votare NO, domenica 20 e lunedì 21 settembre, per difendere la democrazia e la Costituzione”.

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Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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