mercoledì, Ottobre 28, 2020
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Gran Sasso Teramano: “La nostra montagna torna ad essere un prodotto appetibile”

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Gran Sasso Teramano. “La nostra montagna torna ad essere un prodotto appetibile, arrivata una manifestazione di interesse da un gruppo del settore” dichiara Di Bonaventura.  I tecnici regionali rigettano il ricorso di Pasquale Iannetti.

Teramo – Gli uffici tecnici regionali investiti (direzione Infrastrutture e trasporti) dai molti quesiti posti da Pasquale Iannetti circa le irregolarità di gestione degli impianti di risalita di Prati di Tivo gestiti dalla ditta Finori, dopo accurate indagini e sopralluoghi, non hanno “rilevato i presupposti per procedere alla sospensione dell’autorizzazione al pubblico esercizio”.

La notizia, comunicata a tutti i soci della Gran Sasso teramano e quindi anche alla Provincia è stata accolta con sollievo dal Presidente il quale, tiene a sottolineare, che: “nonostante le numerose difficoltà che si frappongono, in alcuni casi in maniera davvero incomprensibile, alla risoluzione dei problemi della montagna teramana io sono ottimista. Credo che i tasselli si stanno ricomponendo, la nostra montagna è tornata ad essere un prodotto molto appetibile con migliaia di visitatori e di questo dobbiamo ringraziare gli operatori e lo stesso gestore per la qualità del servizio offerto”.

Sulla società in liquidazione pesano i decreti ingiuntivi di Asbduc e Comune di Fano Adriano per i canoni sui terreni non versati ma nelle ultime ore è arrivata anche una manifestazione di interesse sugli impianti, manifestazione rappresentata a bando chiuso e deserto da parte di uno studio di avvocati che agisce per conto di un gruppo imprenditoriale del settore.

Sono circostanze che dimostrano che questo anno e mezzo di lavoro, insieme alla Regione e al liquidatore della società, non è passato invano. Sono segnali che ci fanno pensare che è il momento di essere ottimisti e che i privati torneranno ad investire sulla nostra montagna. Dal canto nostro stiamo procedendo spediti nello studio di fattibilità per la strada di collegamento veloce fra l’autostrada e quel comparto di montagna. Senza un serio investimento infrastrutturale, che non taglia fuori i paesi ma li ricollega, ogni sforzo rischi di essere vanificato” chiosa Diego Di Bonaventura.

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Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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