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Nursing Up, De Palma: “Rivalutare il ruolo chiave dell’infermiere nei penitenziari italiani”

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Nursing Up, De Palma: “Rivalutare il ruolo chiave dell’infermiere nei penitenziari italiani”

Il Presidente Nazionale del Sindacato Infermieri Italiani interviene sul ruolo chiave degli operatori sanitari nelle case di detenzione e lo fa, non a caso, dopo il XII Congresso Simpse, Società Italiana di Medicina e Sanità nei Penitenziari. «La condizione contrattuale dei colleghi che operano tra i detenuti dev’essere oggetto di concreta rivalutazione e valorizzazione , questo chiediamo al Ministro degli Interni . Il nostro sindacato, che si occupa quotidianamente delle necessità, delle esigenze e problematiche degli operatori sanitari del SSN e di quelli della sanità privata, non può che guardare con attenzione al ruolo ed ai bisogni degli infermieri nelle carceri italiane. Siamo vicini a tutti i colleghi che con la loro professionalità si prendono cura della salute dei detenuti e del personale penitenziario, e per questo li invitiamo a stare al nostro fianco il prossimo 15 ottobre nella manifestazione nazionale del Circo Massimo»

ROMA – «L’infermiere italiano, l’eroe idolatrato da troppi a parole, ma sostenuto da pochi con i fatti, non rappresenta solo la colonna portante di un SSN pieno zeppo di falle, pronto a tracimare senza il lavoro, la tenacia e la professionalità degli infermieri, ma oggi rappresenta più che mai una figura a tutto tondo che ha dimostrato e continua a dimostrare di essere in grado di occupare, brillantemente, più ruoli in ambito sanitario, nel pubblico e nel privato. In particolare si parla oggi troppo poco della figura dell’infermiere nelle nostre carceri e di quanto il suo impegno abbia contribuito e stia contribuendo tutt’ora alla salute psico fisica  dei detenuti e del personale penitenziario in particolare durante questo periodo del Covid».

Esordisce così Antonio De Palma, Presidente Nazionale del Sindacato Infermieri Italiani subito dopo la conclusione del XXI congresso del Simpse, Società Italiana di Medicina e Sanità nei Penitenziari, che ha affrontato e analizzato il ruolo dell’infermiere nelle carceri italiane durante questa fase di pandemia.

«La condizione contrattuale dei colleghi che operano tra i detenuti dev’essere oggetto di concreta rivalutazione e valorizzazione: questo chiediamo al Ministro degli Interni. Come sindacato ci sentiamo in dovere più che mai, in un frangente così delicato come quello di questa emergenza, in lenta ma costante fase di nuova crescita, di ribadire quanto l’infermiere, ogni giorno, si dimostra capace di reggere l’impatto di diverse responsabilità: conferisce sicurezza e trasmette ogni giorno fiducia ai cittadini-pazienti nella tempesta della sanità pubblica e privata , rischiando la propria vita in condizioni organizzative e contrattuali tutt’altro che ottimali. L’aver contribuito, con il suo impegno, come ha ribadito nei suoi contenuti il recente congresso del Simpse, a tener circoscritto l’effetto del Covid tra quella specifica e delicata popolazione, non è l’unico merito dei nostri professionisti.

Per questa ragione come sindacato siamo vicini e sosteniamo a pieno le loro istanze contrattuali, l’impegno, la responsabilità, le difficoltà dei colleghi che si prendono cura dei detenuti, continua De Palma. Si parla troppo poco di loro, delle loro necessità contrattuali e organizzative, dei problemi di tutti i giorni e delle prospettive lavorative che li riguardano. Mettere a fuoco queste problematiche per poi affrontarle insieme è fondamentale. Per questa ragione, essendo noi soggetto sindacale vicino quotidianamente all’infermiere come persona, ovunque egli si trovi a operare, rivolgiamo un appello ai colleghi che prestano servizio nei penitenziari, affinchè scendano con noi in piazza il prossimo 15ottobre, in occasione della manifestazione di protesta che stiamo organizzando al Circo Massimo, sostenendo una battaglia che, per gli obiettivi fondamentali che la ispirano, accomuna tutti gli infermieri italiani», conclude De Palma.

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Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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