mercoledì, Ottobre 20, 2021
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Roma, 4 manifestazioni contro il Governo. Ma di scarso impatto

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ROMA – Si sono svolte ben 4 manifestazioni sabato 10 Ottobre a Roma in 4 piazze diverse e quasi tutte contemporaneamente, organizzate da diversi gruppi che andavano da destra a sinistra. Le due principali, che dovevano essere inizialmente unite ma che poi sembrerebbero essersi divise in due gruppi, a San Giovanni, hanno avuto luogo una davanti il sagrato ed il prato antistante la celebre Basilica, e l’altra di fronte alla Bocca della Verità.
Le altre due, invece, si sono svolte una a Piazza Sant’Apostoli e l’altra a Piazza Quadrato della Concordia all’EUR.

Simili tra loro le motivazioni, che bocciano il governo per l’aver prorogato l’emergenza, per le azioni intraprese in tema sanitario e scolastico nel contrasto al Covid-19, per l’aver “glissato” sui gravissimi problemi occupazionali ed economici che stanno affliggendo l’Italia e relativamente ai quali non sembrano esserci sostanziali interventi.

In qualche caso si è cercato di ricordare i 18 marinai prigionieri in Libia, riguardo ai quali il governo continua a fornire rassicurazioni, ma senza far intravedere reali prospettive, quasi a ricalcare quel silenzio che portò i “Marò” a rimanere prigionieri per diversi anni, circa 4, in India (Caso dell’Enrica Lexie).

Quattro manifestazioni, in sostanza, che avrebbero dovuto ricevere una elevata partecipazione, anche in via dei numerosi relatori, filosofi, medici, accademici, politici, economisti.

L’aver bollato come “negazionisti” coloro che avrebbero preso parte alle manifestazioni, da parte del governo e dei partiti che formano il governo, ha dato una prima scossa facendo si che molti dei relatori “importanti” si ritirassero adducendo varie motivazioni, ma privando le piazze di quegli interventi che avrebbero dato sicuramente spunti di riflessione diversi.

I comunicati emessi dal Ministero degli Interni, in occasione di queste manifestazioni, dove si avvisava la popolazione che non sarebbero state ammesse deroghe al “rispetto delle regole” inerenti i dispositivi anti-
Covid e l’ulteriore giro di vite promosso dal Capo della Polizia che ne ha recepito i contenuti, hanno certamente aumentato la preoccupazione dei partecipanti.

Così, una manifestazione che si preannunciava come imponente, con numerosi partecipanti e oratori di chiara fama e spessore, capaci di raccogliere presenze e consensi, si è trasformata in una serie di “sagre” con
qualche migliaio di presenze e in qualche caso in un convegno all’aperto dove chi voleva poteva intervenire, arrivando al punto che gli assistenti alla sicurezza e l’ordine sembrava fossero più degli stessi partecipanti.

Di sicuro un enorme dispiego delle Forze dell’Ordine, che a quanto ci risulta da informazioni ricevute da alcuni partecipanti, si sono limitati, con grande professionalità, ad invitare ad indossare la fatidica mascherina, a qualche indisciplinato e distratto manifestante.

Solo in un caso, lo apprendiamo da alcuni organi di stampa, si sarebbe avuto il fermo di una persona che si rifiutava di indossare la mascherina.

Sembrerebbe tuttavia che il fatto sia avvenuto prima dell’inizio delle manifestazioni, ma anche in questo caso le informazioni riportate non sono univoche.

Da quanto è stato possibile apprendere, sarebbero invece circa 90 le persone identificate sabato 10 ottobre, a Roma, durante le manifestazioni che si opponevano contro la “dittatura sanitaria” che il governo avrebbe imposto per lottare contro il Covid. Le multe saranno da 400 a 1000 euro.

E’ da segnalare, tuttavia, che il governo, proprio nel giorno delle manifestazioni, ha dichiarato di voler disporre di ulteriori inasprimenti delle regole contro il virus, non tenendo minimante conto delle proteste di
piazza in corso.

Ettore Lembo

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