venerdì, Ottobre 23, 2020
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Ascoli e San Benedetto, una mozione per la provincia unica

san benedetto

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – I consiglieri comunali Rosaria Falco e Marco Curzi, appartenenti al Gruppo Misto del Consiglio Comunale di San Benedetto del Tronto, hanno proposto una mozione  ai sensi dell’art. 43 del regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale, con lo scopo di creare una provincia che unisca nella denominazione Ascoli e San Benedetto.

Di seguito il contenuto della mozione.

“Premesso

-che è notizia recente ma ampiamente prevista il superamento del numero dei residenti di San Benedetto del Tronto su quelli Ascoli Piceno, dato statistico basato sull’andamento della popolazione dei due principali centri urbani del Piceno nel corso degli ultimi anni,influenzato soprattutto dalla diminuzione dei residenti ad Ascoli Piceno, fenomeno riscontrabile già prima del terremoto del 2016 e amplificato poi a seguito degli eventi sismici.

-che San Benedetto ha mantenuto del resto una popolazione stabile o in leggero aumento, con un saldo nascite-morti leggermente negativo, ma con un costante fenomeno immigratorio sia dall’hinterland piceno che da altre zone d’Italia;

-che è il caso di premettere che tale processo di spopolamento delle zone interne si ritiene dannoso, ed andrebbe limitato il più possibile attraverso una programmazione urbanistica e socio-economica che richiederebbe una totale rivisitazione del ruolo delle istituzioni pubbliche, in particolar modo delle funzioni della provincia, sostanzialmente ridotta all’impotenza, considerato che l’area interna del piceno è quella ove si sono realizzati i maggiori danni a seguito del sisma del 2016, aggravati dalla preesistente, pressante e lunghissima crisi economica e dalla de-industrializzazione, che hanno determinato, tutti insieme, un esodo verso la costa;

-che in ogni caso, a seguito di tali situazioni concomitanti, oggi i due poli urbani della Provincia, Ascoli Piceno e San Benedetto, stanno vivendo situazioni molto differenziate: San Benedetto con i comuni della costa (Grottammare e Cupra) e i due adiacenti Monteprandone e Acquaviva Picena (senza considerare la contigua  Martinsicuro), costituisce di fatto una unica struttura urbana di circa 85 mila abitanti, con una altissima densità abitativa a fronte di un territorio molto ridotto, mentre Ascoli sta perdendo abitanti verso San Benedetto e la Vallata;

-che è sempre più ricorrente il dibattito sull’opportunità di ridenominare la nostra provincia di Ascoli Piceno come provincia unica di Ascoli Piceno-San Benedetto, e questo al di là di ogni controproducente ragionamento campanilistico, per riequilibrare i rapporti politici tra i due centri urbani, armonizzando il territorio in termini di distribuzione dei servizi ai cittadini, a partire da quelli sanitari, per i quali la questione del capoluogo viene inserita in ogni querelle, per giustificare vistose sperequazioni a discapito della popolazione costiera, per proseguire con i vari uffici provinciali, che vedono un continuo spostamento in massa dei cittadini costieri verso Ascoli Piceno per usufruire dei servizi, ad esempio dell’Agenzia delle Entrate, della Motorizzazione, del Giudice di Pace, del Tribunale, dell’ERAP e degli uffici provinciali, con gravi danni in termini di costi diretti ed indiretti, sia per i singoli cittadini, sia per l’economia generale del territorio costiero;

-che con tale ragionamento non si vuole privare Ascoli Piceno dei suoi servizi, ma si vuol riportare equità, caduta ogni giustificazione demografica, nella distribuzione degli stessi, che avrebbero almeno una succursale o una sede dislocata in riviera; così dicasi anche per i servizi relativi alla giustizia, ritenendosi equo e conforme all’interesse ed ai diritti degli abitanti della zona più densamente popolata della provincia poter usufruire nuovamente almeno di un Ufficio del Giudice di Pace e di un UNEP, rendendo anche meno oneroso e più agevole il lavoro dei professionisti della giustizia;   

-che come ormai evidente la divisione per motivi politici ormai disancorati da ogni altra logica economica e demografica è deleterea per lo sviluppo dell’intero territorio provinciale, avendo oltretutto reso più agevole la subordinazione del nostro territorio alle Marche del Nord;

-che invece, rimosso ogni pregiudizio derivante da supremazie superate, questa terra picena potrebbe coerentemente rinascere su basi politiche, produttive, turistiche e culturali nuove, comuni e concordate, al fine di attuare lo sviluppo, la promozione e la valorizzazione dell’intero territorio gravitante intorno ai due centri urbani principali, secondo una dialettica finalmente unitaria e sicuramente più efficace;

-che si ritiene che ancor più vincente potrebbe essere, nel futuro non troppo lontano, la scelta condivisa di tornare a contenere in un’unica provincia anche l’attuale provincia fermana, la qual cosa renderebbe le Marche del sud un territorio nuovamente autorevole e politicamente imprescindibile, tornando ad esprimere un numero considerevole di rappresentanti regionali e di conseguenza il giusto peso in Regione;

TUTTO QUANTO SOPRA PREMESSO E CONSIDERATO

 il Consiglio Comunale, nelle sue funzioni di controllo, sollecitazione ed indirizzo dell’azione amministrativa,

IMPEGNA  IL SINDACO E LA GIUNTA AFFINCHE’

-si rendano parte diligente  nel condividere ed attuare il progetto “provincia unica Ascoli Piceno-San Benedetto del Tronto, avviando l’opera di informazione e sensibilizzazione sul territorio comunale e rendendosi portavoce di tale finalità con gli altri comuni costieri e limitrofi dell’entroterra, gettando le basi per una azione che si appalesa positiva e benefica sotto tutti i punti di vista per l’intero territorio provinciale;

-che essi comincino all’uopo ad individuare i percorsi politici, burocratici, amministrativi e legislativi, e nel contempo ad instaurare il dibattito sull’argomento, coinvolgendo tutti i punti di riferimento politici sul territorio e quelli della società civile: le formazioni intermedie, il terzo settore, i sindacati di artigiani, agricoltori e imprenditori di tutto il territorio provinciale, comprese le istituzioni del Comune di Ascoli Piceno, la comunità montana e la città della Vallata del Tronto, al fine di condividere di giungere al risultato auspicato, che non può che essere portatore di maggiore coesione e quindi di forza vitale per tutti i cittadini del Piceno.

San Benedetto del Tronto; 16 ottobre 2020

Cons. Rosaria Falco                                                            

Cons. Marco Curzi 

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Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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