martedì, Gennaio 26, 2021
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Arca-Dia, l’Arca della Dea: il segreto della Sibilla Maddalena

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Arca-Dia, l’Arca della Dea: il segreto della Sibilla Maddalena. Una produzione cinematografica su questo avvincente mistero?

Quando nell’ormai lontano 2014 pubblicai “Il Segreto della Sibilla Pastora” (alla quarta edizione con Ventura Edizioni di Senigallia), un romanzo frutto di una decennale ricerca nei documenti e nella leggenda della Sibilla Appenninica, mi soffermai in particolar modo su un aspetto della storia seicentesca che ha dato adito a diverse speculazioni letterarie riguardo un segreto che si celerebbe nell’enigmatico dipinto “I Pastori dell’Arcadia” del pittore francese Nicolas Poussin, realizzato intorno al 1640-1650.

Il soggetto del quadro sono tre pastori invitati da una misteriosa figura femminile, conosciuta in ambito esoterico come la Pastora, a scoprire in un paesaggio bucolico un sepolcro con l’enigmatica scritta Et in Arcadia ego. Come potete immaginare, l’aura arcana che avvolge quest’opera è andata a infittire il mistero che ruota intorno alla leggenda del Santo Graal, facendo della Francia, la nazione da cui proveniva il Poussin, il centro di quel “grande segreto ”. Invece l’artista visse molti anni a Roma (dove morì e fu sepolto nella chiesa di San Lorenzo in Lucina), e l’opera fu suggerita e commissionata dal Cardinale Giulio Rospigliosi all’interno di una di quelle accademie romane dedite all’alchimia, di cui facevano parte diversi marchigiani; uno su tutti il potente cardinale fermano Decio Azzolino, decisivo nell’elezione del Rospigliosi al soglio pontificio col nome di Papa Clemente IX. Ora, la probabilità che il soggetto del quadro del Poussin potesse fare riferimento alle Marche, a qualcosa che si trovava celato nell’oscura frase Et in Arcadia ego incisa sul sepolcro e tradotta come “Anch’io sono nell’Arcadia”, assumeva i contorni di un’affascinante ipotesi basata su indizi concreti; anche in virtù del fatto che alla morte della regina Cristina di Svezia, alchimista e amica dell’Azzolino, nonché Basilissa di un cenacolo alchemico romano d’ispirazione rosacrociana, a lei verrà dedicata una nuova accademia proprio dal nome di Arcadia, in cui confluiranno molti suoi amici, anch’essi marchigiani… Detto ciò, non è difficile immaginare come il mistero ruoti intorno a questo ermetico nome, a quell’Arcadia rappresentata nella letteratura come una terra mitica, idealizzata, dove uomini e natura vivono in perfetta armonia, ma che, invece, seguendo un’altra più sottile e velata traccia, diventa l’ARCA-DIA, dove Dia sta per Dea. In altre parole “L’ARCA DELLA DEA”, di quella sapienza femminile venerata e identificata dagli gnostici e dalle confraternite segrete come la “Compagna del Cristo”, Maria Maddalena. Una Maddalena che, contrariamente alle leggende francesi – come racconto nel romanzo basandomi sui vangeli gnostici e su una tradizione tutta italiana – giungerà sui Sibillini, diventando la più segreta e osteggiata delle Sibille, per risiedere in quella grotta sul Monte Sibilla dall’enigmatico profilo di una dama dormiente, divenuta poi la sua… Arca-Tomba. Certo, un altro modo di raccontare, di ricercare una leggenda, se non fosse, che alle “prove fin qui mostrate” se ne sia aggiunta, recentemente, un’altra, a mio avviso di sostanziale importanza, scoperta quasi casualmente mentre stavo facendo delle ricerche per un mio prossimo libro.

Da quello che è trapelato sembra che l’alto prelato romano mecenate dell’opera del Poussin – l’artista a quel tempo più celebrato a Roma – fosse molto geloso di essa, tanto da tenerla segregata nel suo studio privato, lontano da occhi indiscreti… Ma non solo, e questa è la cosa più interessante, che chiude il cerchio sul “mistero di quel sepolcro”: il cardinale Rospigliosi, come riporta lo storico di fine Ottocento Pietro Ferranti nel suo libro “Memorie storiche della Città di Amandola”, fu abate commendatario del Monastero benedettino amandolese di Sant’Anastasio in Cisiano, che aveva giurisdizione sul santuario della Madonna dell’Ambro, centro nevralgico della tradizione Sibillina, dove il Bonfini tra il 1610 e il 1611 affrescò le dodici Sibille. Tra esse una senza nome e un’altra denominata chimica o alchemica. Dunque, il nostro cardinale era, verosimilmente, una persona molto informata… sui misteri della Sibilla- Maddalena! Termino con una nota, ma non a margine, che rende questa storia ancor più rilevante, perché essa, grazie al contributo e al prezioso intuito del regista televisivo Maurizio Bargiacchi, con cui collaboro, ha conquistato l’interesse del celebre produttore e regista italo-americano Maurizio Bizzarri, che ha lavorato con David Lynch e sul set di uno dei film interpretati da Sylvester Stallone. A questo punto, io e il mio amico Bargiacchi confidiamo che l’Arcadia, custode del segreto della Sibilla Pastora, diventi presto un’opera cinematografica.

Enrico Tassetti

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Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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