giovedì, Gennaio 21, 2021
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Renata Rapposelli, i giudici: “Delitto d’impeto, motivazioni economiche”

renata rapposelli

TERAMO – Quello di Renata Rapposelli, la pittrice teatina per la cui morte sono stati condannati l’ex marito 70enne Giuseppe Santoleri e il figlio 46enne Simone, fu un omicidio d’impeto scaturito da questioni economiche. A metterlo nero su bianco sono le motivazioni della sentenza di condanna dei due uomini (giudice estensore Lorenzo Prudenzano), che indicano proprio in Simone Santoleri l’autore materiale principale dell’omicidio della donna.

Per i giudici, infatti, gli elementi di prova emersi in dibattimento “convergono in modo granitico nella rappresentazione del coinvolgimento diretto di Santoleri Simone nell’omicidio della madre quale autore materiale. Si tratta di indizi gravi, precisi e concordanti che scaturiscono dai fatti accertati e dalla logica”. Nelle motivazioni della sentenza con cui i giudici hanno condannato Simone a 24 anni per omicidio e tre per la soppressione di cadavere e il padre Giuseppe a 21 anni per omicidio e tre per soppressione di cadavere, si legge infatti che Simone “nutriva un risalente e mai sopito disprezzo per la figura materna; aveva manifestato in più occasioni uno spiccato interesse in merito alle vicende economiche che riguardavano il padre e la madre con particolare riferimento all’assegno di mantenimento Imposto a Santoleri Giuseppe nell’interesse di Renata Rapposelli; aveva pronunciato, durante una conversazione con la sorella di poco precedente alla scomparsa della madre alcune gravi minacce condizionate al protrarsi delle insistente della madre”.

Inoltre, “aveva riconosciuto la propria responsabilità per l’omicidio di fronte ad alcuni detenuti”. In ogni caso non vi sarebbero elementi tali da far ritenere che l’omicidio fosse premeditato. Secondo i giudici, per i quali lo stesso Giuseppe ha partecipato attivamente all’omicidio, “appare infatti ragionevole – come si legge ancora nelle motivazioni – che l’invito a Giulianova di Renata Rapposelli con il pretesto (falso) della grave patologia a carico di Santoleri Simone fosse stato funzionale a favorire l’avvio di ulteriori trattative con la persona offesa e a far desistere quest’ultima dal mantenere ferme le proprie pretese in ordine alle somme dovute per il mantenimento”. (ANSA).

Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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