lunedì, Novembre 30, 2020
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Psicologica, fisica, economica: come combattere la violenza?

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Psicologica, fisica, economica: come combattere la violenza?

di Lucia Mosca

La violenza è subdola: si insinua nell’anima, la corrode. Che siano uomini o donne a commetterla non cambia. E’ violenza. Il percorso è sempre lo stesso: all’inizio ti fanno sentire inadeguato, o inadeguata. Poi ti umiliano, ti inducono a pensare che tu non valga abbastanza, ti riducono in solitudine, mettono in dubbio le tue facoltà mentali. Si tratta di un percorso fondato su atti vigliacchi, almeno all’inizio. Poi si passa alle urla, sempre più degradanti. Ed infine alla violenza fisica.

Che negano. Perchè loro negano sempre. Anche di fronte all’evidenza dei fatti. Negano, perchè hanno disponibilità economica, un impiego autorevole, o magari in virtù di un narcisismo innato, che accresce negli anni se non si vive basandosi su valori davvero autentici. Ecco, questa è la verità della violenza. Chi la subisce spesso diventa il carnefice, perchè non riesce a difendersi, e la verità si stravolge e capovolge. Dopo che ti hanno violentato l’anima senza porsi alcun problema, ti accusano infine anche delle loro colpe, delle loro cattiverie. E tu rimani lì e subisci. E la triste realtà è che spesso la vittima è veramente innamorata del proprio carnefice e non riesce a reagire. Si chiama sudditanza psicologica.

Tutto questo fa male e spesso, purtroppo, porta a lasciarsi andare, ad annullarsi, perchè infine ci si convince davvero di non valere abbastanza per vivere. E’ questa la loro forza. Scoprono i tuoi punti deboli, li analizzano, si fanno scudo di questo, usano i tuoi dolori contro di te, per distruggerti dentro.

In molti casi poi, alla fine, si arriva ad uccidere. Ma spesso si cerca anche di far desiderare la morte alla vittima, che crede persino di meritarla.

L’uomo narciso (o donna) uccide per il proprio piacere, perché la moglie, o compagna, diventa scomoda, e la si toglie di mezzo. Oppure uccide perché non sopporta di essere contrariato, lasciato, smascherato. In ogni caso questi uomini ( o donne) non accettano di essere messi in discussione, non accettano il fallimento. Considerano la donna (o l’uomo) una proprietà, non un essere umano. La nostra società tende ad accettare violenze perpetrate in casa senza necessità di approfondire troppo (questo accade spesso anche da parte delle forze dell’ordine nei casi di denuncia). Ed è la violenza psicologica il primo passo verso la violenza fisica. La donna viene privata della propria dignità. Denigrata. Insultata. Sminuita. Non conta quello che dica o pensi. Spesso accade che l’uomo tenda a ridicolizzarla con tutti facendola ritenere stupida, pazza, poco sana di mente. Le fa terra bruciata intorno. Così, qualsiasi cosa possa dire o raccontare, nessuno le crederà. Anche i dati sullo stalking non fanno che confermare il profilo psicologico dell’uomo narciso. Tu mi lasci? No, non puoi. Tu mi appartieni. Tu sei una mia cosa.

Come difendersi da questo? L’unico modo sarebbe diventare così forti da ignorare, ma la sensibilità spesso porta ad amare anche chi ci ha fatto del male. Ed è questo il problema. Ti tolgono la vita, la dignità, ti tolgono l’amor proprio, ti riducono ad un vegetale. Bisognerebbe fermarsi prima. Al primo accenno di violenza. Bisognerebbe essere in grado di riconoscerlo e capire immediatamente quando sottrarsi al meccansimo malato. Non è facile. Se si è vissuta una vita difficile, provata, a fronte di umiliazioni continue, spesso si è portati a credere che si meriti quanto accade – complice una società ottusa e supericiale – fino a rischiare la follia. Ma nessuno merita questo. Nessuno.

L’uomo, nel proprio Dna, è rimasto predatore. Ed è per questo che per combattere il fenomeno, visto che a livello percentuale, riguarda principalmente il sesso maschile, bisogna puntare sulle generazioni future. Sull’educazione dei bambini. Ci sono ragioni psicologiche, culturali, sociologiche, alla base del fenomeno. Ed è anche colpa di noi donne se molti uomini nascono e crescono convinti di poter disporre della vita di altri esseri umani. E di poterne fare ciò che vogliono. Sta a noi cambiare il futuro e combattere la violenza, che sembra sempre più permeare la nostra società, in ogni suo aspetto.

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Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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