martedì, Gennaio 26, 2021
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Unsic: “Una follia riaprire ora le scuole superiori, lo dicono i numeri”

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Unsic: “Una follia riaprire ora le scuole superiori, lo dicono i numeri”

“Il problema non è negli istituti scolastici, ma in ciò che vi ruota attorno. Nodi, come il sovraffollamento dei mezzi di trasporto pubblico o gli assembramenti davanti scuola con la sigaretta in bocca, non si possono sciogliere in poche settimane. Ecco perché la richiesta che viene da qualche ambiente ministeriale di riattivare in presenza alcune scuole, rimettendo in circolazione non meno di quattro milioni di persone, non tiene conto di una realtà sanitariamente problematica, supportata dai numeri”.

È quanto dichiara l’Unsic, sindacato datoriale con tremila uffici in tutta Italia tra Caf, Patronati e Caa, che monitora la situazione scolastica da inizio settembre, prevedendo – nero su bianco – le criticità a cui la scuola in presenza sarebbe andata incontro: rilevante contributo ai contagi (almeno il 16 per cento del totale), discontinuità didattica a causa delle continue quarantene e delle sanificazioni, costante preoccupazione principalmente per docenti, personale scolastico e genitori.

Ad attestare tali criticità ci sono diversi dati, tra cui quelli dei Bollettini di sorveglianza settimanali dell’Istituto superiore di sanità. Quindi una delle fonti più autorevoli.

Cosa dicono? Che i contagi in autunno sono esplosi proprio tra la popolazione scolastica e non in quella delle attività commerciali. Nella fascia di età tra zero e 19 anni, i contagiati erano solo 9.544 al 25 agosto (il lockdown di primavera ha chiuso subito i ragazzi in casa), diventati ben 102.419 al 7 novembre, con una crescita tra due e cinque volte in più rispetto alle altre fasce di età. Non solo: proprio tra i giovani si registra la maggior parte degli incolpevoli asintomatici, che portano poi il contagio “silente” nelle famiglie.

C’è una controprova dell’incidenza. Con la chiusura delle scuole in presenza e il passaggio alla didattica a distanza (Dpcm del 6 novembre), il numero dei contagiati, in questa fascia, è arrivato a 149.219 unità al 15 novembre, ma con un netto rallentamento (un punto in meno in percentuale). “La fascia scolastica che era ampiamente in testa alla classifica è scesa al quinto posto: davanti aveva i contagi fra trentenni, quarantenni, cinquantenni e sessantenni. Fin lì i contagi fra i ragazzi fino a 19 anni erano cresciuti di dieci volte, dalla chiusura in poi sono saliti invece solo del 45,69 per cento, una percentuale venti volte inferiore a prima – scrive Franco Bechis, direttore del Tempo, nel suo editoriale del 25 novembre.

“Abbiamo più volte sottolineato che la didattica a distanza non è l’optimum, per quanto possa assicurare anche un apprendimento più moderno e stimolante per i ragazzi – spiega Domenico Mamone, presidente dell’Unsic. “Ma dobbiamo scegliere: continuare ad adottarlo per un’altra dozzina di settimane, andando incontro al miglioramento delle cure e al primo effetto dei vaccini, o rischiare di provocare una terza ondata, con la replica delle file davanti al pronto soccorso, della ricerca spasmodica delle bombole d’ossigeno, dello sfinimento per il personale sanitario, dell’impennata del numero dei morti. Un solo esempio: nel piccolo Molise, una delle poche regioni gialle, si è passati dai 23 decessi della prima ondata ai 105 fino a ieri”.

L’orientamento di parte del governo è la riapertura per il 9 dicembre, dopo “il ponte” dell’Immacolata. Tra l’altro giorno dello sciopero generale del pubblico impiego, personale della scuola compreso. “Ma ciò equivale ad un azzardo – insistono dall’Unsic. “Tanto più che in termini di organizzazione e di prevenzione non cambierebbe alcunché, salvo l’arrivo di qualche banchetto a rotelle ritardatario. E le riaperture si sommerebbero ai prevedibili rischi legati a Natale, Capodanno e vacanze sulla neve, italiana o straniera che sia, nonché all’arrivo dell’influenza stagionale. Vogliamo davvero ‘apparecchiarci’ l’ennesima strage per la stagione invernale?”.

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Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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