mercoledì, Dicembre 8, 2021
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Abruzzo zona arancione, Confartigianato: “Imprese in ginocchio”

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CONFARTIGIANATO lamenta lentezza nell’invio del fondo perduto per le imprese, provate dall’emergenza Covid-19, sebbene l’Abruzzo torni in zona arancione

Riceviamo e pubblichiamo: CONFARTIGIANATO Teramo, tramite il suo Presidente prof. Luciano Di Marzio, nonché vice Presidente CONFARTIGIANATO ABRUZZO, lotta da sempre a difesa di tutte le imprese della Provincia di Teramo e della Regione Abruzzo, e intende evidenziare, ancora una volta, che dal 2008 la legge sull’Artigianato non è stata rifinanziata, grazie all’allora Assessore Castiglione. Non è stata neppure rifinanziata la Bottega Scuola; non sono stati concessi ulteriori contributi ai Confidi, che negli anni passati hanno contribuito a salvare dalla chiusura e dal fallimento tante imprese alle quali le Banche hanno negato i finanziamenti. Proprio grazie ai Confidi e alle loro garanzie prestate dal 50 al 90%, i finanziamenti sono stati successivamente concessi.

Qualcuno, cifre alla mano, ha fatto notare che la Sanità teramana, a differenza delle altre, ha ottenuto solo briciole dalla Regione Abruzzo. Interventi tardivi da parte di qualcuno, seppur apprezzabili, e poca attenzione dei nostri politici, sia locali sia regionali teramani. Ricordiamo che Teramo è stata spogliata di tutto: della Caserma degli Alpini, della Banca D’Italia, della Camera di Commercio; la città è stata anche molto penalizzata nella ripartizione delle risorse regionali.  

La Sanità abruzzese da decenni (per non dire da sempre), ha ottenuto oltre l’80% del Bilancio Regionale e oggi non possiamo che constatare i risultati fallimentari. Non abbiamo attrezzature adeguate ai tempi e non possiamo far altro che porci una serie di domande. Dove sono andati a finire tutti i miliardi concessi negli anni dalla Regione sottratti alle imprese abruzzesi? Come mai nessuno si è preoccupato di tutti gli sprechi e sperperi che si verificano ogni giorno nei nostri ospedali?

Non ci si è accorti che, quasi tutti i cittadini abruzzesi, si recano in altre Regioni (per esempio le Marche, al confine) per sottoporsi a cure o a interventi? Come si dice, in questi casi: “e noi paghiamo”.

Il Governo ha annunciato che il vaccino anti Covid-19 sarà gratuito per tutti ma ci si dimentica sempre di dire che, in realtà, tutti i cittadini italiani lo pagheranno: è stata già preannunciata una patrimoniale a tal proposito.

Governare aumentando le tasse, a danno principalmente di tutte le imprese, è molto facile e, a quanto pare, preferibile all’utilizzare, nel modo giusto, le enormi risorse che provengono dalle tasse che già vengono pagate.     

Questo Governo Regionale sembra sordo alle richieste che provengono da 16 sigle, che includono tutte quelle imprenditoriali e quelle dei sindacati dei lavoratori dipendenti; sembra non rendersi conto che tante imprese hanno già chiuso le loro attività licenziando i propri dipendenti e che tante altre saranno costrette, a breve, a chiudere, alimentando in maniera preoccupante il bacino di disoccupati. Chi verserà i contributi all’INPS? Dove si andrà ad attingere per pagare le esagerate indennità e vitalizi oltre a tutti gli stipendi e le pensioni dei dipendenti pubblici?

La politica sembra non capire un concetto molto chiaro: non incassando nemmeno un euro, costretta di conseguenza a chiudere bottega e non ricevendo prontamente sul proprio conto corrente il giusto ristoro, ogni impresa si troverà impossibilitata a pagare le (innumerevoli) tasse pretese dal Governo.

Le aziende, nel frattempo, si sono adeguate alle normative anti Covid-19, sostenendo enormi spese e una significativa riduzione del lavoro e, conseguentemente, degli incassi, trovandosi ora nell’impossibilità di lavorare. Oltre il danno la beffa: per questo chiediamo a gran voce di riaprire subito tutto.  

Chiediamo, infine, al Presidente della Regione Abruzzo, di dare risposta al nostro quesito: quando la nostra Regione tornerà zona gialla o meglio ancora alla “normalità”, con una Sanità che possa davvero definirsi al passo con i tempi, con attrezzature all’avanguardia e molta professionalità?”

Prof. Luciano Di Marzio 

Presidente Confartigianato Teramo

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