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Covid-19 e malattie autoimmuni: da Alessandria due importanti studi

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Covid-19 e malattie autoimmuni: da Alessandria due importanti studi

ALESSANDRIA – Covid-19, ci arriva dalla dr.ssa Maria Cristina Sacchi, Responsabile del Laboratorio di Autoimmunologia dell’ASO di Alessandria, la notizia di due importanti studi relativi alla correlazione tra Covid-19 e malattie autoimmuni.

“L’obiettivo – spiega la dr.ssa Sacchi – di questi studi, di cui sono Responsabile, è stato quello di dimostrare l’esistenza di un legame tra Covid-19 e malattie autoimmuni. Entrambi gli studi sono stati approvati dal Comitato Etico della mia Azienda Ospedaliera “SS.Antonio e Biagio e C.Arrigo” .

Il primo si è già concluso ed è stato accettato per la pubblicazione sulla rivista internazionale “Clinical and Translational Scince” e ha dimostrato che il SARS-CoV 2 può essere in grado di causare un’alterazione del sistema autoimmune e che farmaci, normalmente utilizzati per trattare le malattie autoimmuni, possono anche essere utili per il trattamento dell’infezione da SARS-CoV-2.

Il secondo è uno studio di follow-up a 3 e 6 mesi dell’assetto autoimmune in pazienti COVID positivi ospedalizzati che ha avuto come obiettivo quello di verificare se i cambiamenti immunologici che abbiamo osservato nella nostra popolazione sono solo transitori o se l’alterazione potrebbe persistere più a lungo e portare all’esplosione di malattie autoimmuni croniche. I risultati preliminari di questo studio, appena concluso, hanno dimostrato che il COVID-19 ci può lasciare come pesante eredità lo sviluppo di patologie autoimmuni, in particolar modo quando i pazienti hanno risolto il loro quadro infettivo, ovvero alla negativizzazione del tampone molecolare nasofaringeo”.

E aggiunge: “Queste innovative ricerche fanno riflettere sul fatto che, diversamente da altre infezioni respiratorie il COVID-19 può lasciare in eredità delle pesanti complicazioni come lo sviluppo di patologie autoimmuni, che sono malattie rare, complicate e di difficile classificazione. Questi studi possono anche fornire molteplici informazioni ai clinici, sia per quanto riguarda l’andamento clinico dei pazienti che per la terapia. E questo potrebbe contribuire ad aiutare i clinici nelle cure domiciliari, argomento di estrema attualità in questo periodo.

In aggiunta, nel nostro laboratorio stiamo scrivendo un nuovo studio per: a) valutare se l’infezione da SARS-CoV-2 può lasciarci effettivamente in eredità il possibile sviluppo di patologie autoimmuni, prendendo in esame una popolazione di studio decisamente più ampia: è previsto l’arruolamento di 200 pazienti; b) ottenere informazioni importanti per capire se il virus SARS-CoV-2 della cosidetta prima ondata si è comportato da un punto di vista del sistema immunitario, diversamente da quello della seconda ondata”.

I due report sono stati stilati dalla dr.ssa Sacchi e dalla dr.ssa Stefania Tamiazzo, biologa del Laboratorio di Autoimmunologia che fa parte del Laboratorio Analisi diretto dal dottor Roberto Guaschino, in collaborazione con la Reumatologia diretta dal dottor Paolo Stobbione e con i medici della Medicina intensiva, Ramona Bonometti e Cristiano Lauritano.

I risultati hanno evidenzato come più del 60% dei pazienti manifestasse una variazione dell’assetto autoimmune, subendo cioè alterazioni del sistema immunitario a causa dell’infezione da SARS-CoV-2, e che invece i pazienti con una forte positività ai test di autoimmunità, quindi con una forte produzione di autoanticorpi, hanno avuto una prognosi sfavorevole con un decorso clinico della malattia peggiore, talvolta fatale, con 11 pazienti deceduti in tutto.

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