giovedì, Ottobre 28, 2021
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Agitu Gudeta Ideo, sole luminoso dell’Africa, oscurato a martellate

Agitu Gudeta Ideo

Agitu Gudeta Ideo, il sole luminoso dell’Africa, oscurato a martellate. Conosciuto il movente, arrestato il dipendente omicida

di Anna Maria Cecchini


L’imprenditrice etiope Agitu Gudeta Ideo è stata rinvenuta priva di vita ieri, alle 17, nella sua camera da letto, al secondo piano della propria abitazione in valle dei Mocheni, dove aveva avviato un’azienda agricola, La Capra Felice, a Frassilongo.

L’allarme è stato lanciato nel tardo pomeriggio, dopo che una vicina di casa con cui Agitu aveva appuntamento, non riuscendo a raggiungerla al
cellulare, si è rivolta ai Carabinieri che prontamente si sono allertati.

Il Reparto Operativo dei Carabinieri di Trento ha rinvenuto subito il corpo della donna, che, lesionato in più parti, presentava gravi ferite alla testa. La teca cranica è stata sfondata da ripetuti colpi di martello, lo stesso che Agitu teneva dietro un calorifero, da quando circa due anni fa aveva ricevuto minacce a sfondo razziale. Agitu aveva denunciato: “Mi insultano, mi chiamano brutta negra, dicono che me ne devo andare e che questo non è il mio posto”. Lo scorso mese di gennaio, l’autore delle minacce è stato condannato a 9 mesi per lesioni dal tribunale di Trento, ma non per stalking finalizzato alla discriminazione razziale, come invece
chiedeva l’accusa.

L’uomo, raggiunto ieri sera dai Carabinieri, è risultato del tutto estraneo ai fatti. Il pastore, attraverso l’avvocato Claudio Tasin , ha rilasciato una dichiarazione: “E’ una tragedia. Non c’è giustificazione per quanto accaduto e lo dico nonostante la mia esperienza personale”.

Le attenzione degli inquirenti si sono quindi direzionate verso un giovane connazionale della donna, suo dipendente, con il quale sembra abbia avuto nei giorni scorsi degli screzi, a causa di uno stipendio non corrisposto. Dopo alcune ore di interrogatorio, la confessione e il particolare agghiacciante.

Il suo dipendente, dopo l’alterco relativo ad una mensilità arretrata, le ha
inflitto violenti colpi di martello alla testa, ed ha consumato un rapporto sessuale mentre lei giaceva agonizzante.

Agitu era fuggita dall’Etiopia con la propria famiglia, in seguito alle minacce di arresto da parte del governo etiope, a causa del suo impegno contro il fenomeno del landgrabbing, ovvero l’attività di accaparramento di terre da parte delle multinazionali a danno degli agricoltori locali. Nelle montagne del Trentino aveva trovato un rifugio sicuro, ma aveva voluto spingersi oltre, diventando ben presto simbolo di integrazione e di imprenditoria femminile, coraggiosa, lungimirante, attenta al territorio.

Aveva creato così un’azienda agricola biologica per il recupero dall’estinzione della capra Mochena, ove produceva non solo latte e formaggi ma anche creme e prodotti di bellezza.

Con forza, volontà e determinazione, dall’allevamento iniziale di 15 capre autoctone era arrivata alle 150 attuali a cui si aggiungono 50 galline ovaiole.
Nel giugno scorso, in piena crisi economica causata dalla pandemia da Covid-19, Agitu aveva aperto in piazza Venezia a Trento la prima Bottega della Capra Felice, dove i clienti, oltre a trovare ortaggi, formaggi, uova e prodotti di cosmesi, potevano godere di un angolo lettura sorseggiando il caffè etiope. In quell’occasione l’imprenditrice Agitu disse: “Non dobbiamo
fermarci, con i sogni costruiamo il nostro futuro”. Recentemente stava lavorando anche ad un progetto di attività culturale, finalizzato alla conoscenza e promozione delle proprie tradizioni.

Molti i riconoscimenti alla sua attività imprenditoriale, conosciuta e apprezzata anche all’estero, tra cui quello di Legambiente che, un paio di mesi fa, l’aveva insignita della prestigiosa Bandiera verde per la “determinazione e passione nel portare avanti un’importante esempio di difesa del territorio, di imprenditoria sostenibile e di integrazione”.
A caldo il commento di Lucia Coppola, Verdi del Trentino: ” Il dolore per la perdita di Agitu Ideo Gudeta è immenso. Era una donna libera e intelligente, sapiente e forte. Coraggiosa e piena di energia vitale e positività. La sua morte è una sconfitta per il nostro Trentino, terra di accoglienza e rispetto. Il dolore e la disperazione ci fanno stringere il cuore.
Si è spento un sorriso, il sole luminoso d’Africa. La potenza e la forza di una persona speciale. L’amore per la terra e gli animali. L’incontro di culture, l’intelligenza dei saperi materiali, unita a quella dello spirito. Una sensibilità straordinaria e tanta bellezza. Il nostro cuore, il cuore di tante
donne e uomini di buona volontà batte per lei. E trema e soffre per questa tremenda ingiustizia”.

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