venerdì, Ottobre 22, 2021
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Il Capodanno, i buoni auspici e il tempo che passa

Il Capodanno, i buoni auspici e il tempo che passa

“Tutte le società umane, quando il ciclo stagionale si ripete, celebrano i riti per l’inizio di un nuovo anno: si assiste così a una nuova origine del mondo, a una sorta di rinascita della natura e degli uomini. Già nel 191 a.C. il capodanno fu fissato dai Romani il 1° gennaio. La mezzanotte è il momento culminante dei festeggiamenti per l’ultimo dell’anno e l’inizio del nuovo.” (Enciclopedia Treccani).

Sono in molti a pensare che l’anno 2020 sia stato il peggior anno degli ultimi decenni e che si possa presto cambiare registro dal 1° gennaio 2021, per “una rinascita” generale.
Eppure al di là della festa (dimezzata), del conto alla rovescia, del cenone (solo tra intimi si spera), dell’evasione di qualche ora dal tran tran quotidiano, tutto rimane uguale o quasi all’anno precedente.

Anche il 1° gennaio 2021, solo per fare un esempio, ci saranno nonostante tutto, contagiati e purtroppo decessi a motivo del Covid-19. Se la ormai famosa curva del calo dei contagi scenderà, ciò avverrà indipendentemente dal quel numero uno che sostituirà il secondo zero del 2020.

Fondamentalmente, lo scavallamento dal 31 dicembre al 1° gennaio di ogni anno lascia tutto intatto se ci si pensa bene. Il sole sorge ogni giorno e tramonta come sempre per lasciare spazio alla notte con temperature in questo periodo più basse rispetto a luglio, chiaramente. E il tempo continua nel suo scorrimento unidirezionale. Non è il sopravanzare di un giorno (anno) a modificare l’esistente né i bilanci consuntivi economici, politici o umani.

Diceva Antonio Gramsci : “Ogni mattino, quando mi risveglio ancora sotto la cappa del cielo, sento che per me è capodanno. Perciò odio questi capodanni a scadenza fissa che fanno della vita e dello spirito umano un’azienda commerciale col suo bravo consuntivo, e il suo bilancio e il preventivo per la nuova gestione. Essi fanno perdere il senso della continuità della vita e dello spirito. Si finisce per credere sul serio che tra anno e anno ci sia una soluzione di continuità e che incominci una novella istoria, e si fanno propositi e ci si pente degli spropositi, ecc. ecc. È un torto in genere delle date. Perciò odio il capodanno. Voglio che ogni mattino sia per me un capodanno. Ogni giorno voglio fare i conti con me stesso, e rinnovarmi ogni giorno. Nessun giorno preventivato per il riposo. Le soste me le scelgo da me”.

Se qualcosa cambia e si spera in meglio, non sarà per l’avvicendamento di un calendario ne per gli auspici seppur sinceri fatti in questi giorni da chicchessia. Dal destino del mondo alle nostre piccole questioni quotidiane, ciò che muterà, se muterà, sarà assolutamente indipendente dalla manciata di minuti allo scoccare della mezzanotte, dai botti fatti esplodere o dallo spumante che scorre a fiumi.

Roberto Guidotti

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