venerdì, Ottobre 22, 2021
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Anticipazioni per “Il lago dei cigni” di Čajkovskij del 17 gennaio alle 10 su Rai 5: con Roberto Bolle e Svetlana Zakharova

il lago dei cigni

Anticipazioni per “Il lago dei cigni” di Čajkovskij del 17 gennaio alle 10 su Rai 5:  con Roberto Bolle e Svetlana Zakharova

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Per il ciclo che a gennaio Rai Cultura dedica a celebri balletti e grandi interpreti, domenica 17 gennaio alle 10.00 su Rai5 va in scena “Il lago dei cigni”, nell’allestimento del 2004 al Teatro degli Arcimboldi di Milano, con la direzione musicale di David Garforth. Sul palco due star assolute della danza internazionale: Roberto Bolle e Svetlana Zakharova, nei panni di Siegfried e Odette/Odile. La coreografia è firmata da Vladimir Bourmeister, lontano discendente di Cajkovskij, che la realizzò nel 1953 basandosi sulla partitura originale del balletto. Le scene e i costumi sono di Roberta Guidi di Bagno, mentre la regia televisiva è di Tina Protasoni. 

Il lago dei cigni (in russo: Лебединое озеро?traslitteratoLebedinoe ozero) è uno dei più famosi e acclamati balletti del XIX secolo, musicato da Pëtr Il’ič Čajkovskij (op. 20). La prima rappresentazione ebbe luogo al Teatro Bol’šoj di Mosca il 20 febbraio 1877 (calendario giuliano), con la coreografia di Julius Wenzel Reisinger.

Il libretto di Vladimir Petrovic Begičev, direttore dei teatri imperiali di Mosca insieme al ballerino Vasil Fedorovič Geltzer, è basato su un’antica fiaba tedesca, Der geraubte Schleier (Il velo rubato), seguendo il racconto di Jophann Karl August Musäus.

Primo dei tre balletti di Čajkovskij, fu composto tra il 1875 e il 1876. Viene rappresentato in quattro atti e quattro scene (soprattutto fuori dalla Russia e nell’Europa orientale) o in tre atti e quattro scene (in Russia e Europa occidentale). Sebbene esistano molte versioni diverse del balletto, la maggior parte delle compagnie di danza basa l’allestimento, sia dal punto di vista coreografico che musicale, sul revival di Marius Petipa e Lev Ivanov per il Balletto Imperiale, presentato la prima volta il 15 gennaio 1895 (data come sopra) al Teatro Imperiale Mariinskij a San PietroburgoRussia.

In occasione di questo revival, la musica di Čajkovskij venne rivisitata dal maestro di cappella dei Teatri Imperiali, Riccardo Drigo.

La prima esecuzione assoluta fu accolta tiepidamente ma i problemi erano molteplici: l’orchestra e il direttore, un semidilettante, lamentavano le difficoltà di una partitura “complicata” e diversa dalla consuetudine. Lo stesso avvenne da parte dei danzatori avvezzi a standard meno impegnativi. Pure l’allestimento scenico fu debole e assemblaggio di precedenti spettacoli. Ad aumentare la dose le due prime protagoniste che si alternarono nello sviluppo delle recite avevano doti coreutiche minori o si trovavano in età tecnicamente avanzata. Le critiche del tempo banalizzavano l’esito coreografico: “un’ammirevole abilità [del coreografo, ndr] nell’arrangiamento degli esercizi ginnici”; la Gazzetta Teatrale del 22 febbraio 1877 ammetteva “qualche momento riuscito” ma affermava che “in generale la musica è piuttosto monotona, noiosa… interessante probabilmente solo per i musicisti”.[1]

Il punto della situazione e la verità dei fatti è rintracciabile nelle memorie (1896) di un critico quotato amico del compositore, Nikolaj Dmitrievič Kaškin:

«Il Lago dei Cigni ebbe successo, non grande ma certamente lo ebbe, e continuò ad essere eseguito per molti anni fino a quando il decorativismo fu completamente sorpassato per non essere più riportato in auge. Non solo se ne minimizzò questo elemento; la musica soffrì sempre più, fino a quando circa un terzo di essa venne sostituita da musica di altri balletti, non necessariamente buoni”»
(riportato da Warrack, p. 22)

  Ol’ga Preobrazhenskaya nel ruolo di Odette (1895)

Dopo la morte del compositore, nel 1895, il balletto passò nelle mani di Marius Petipa, coreografo che si era distinto egregiamente anche nell’altra opera di Pëtr Il’ič Čajkovskij (La bella addormentata), e in quelle di Lev Ivanov.

Il 15 gennaio 1895, ebbe luogo il primo allestimento coreografato da Petipa e Ivanov presso il Teatro Mariinskij di San Pietroburgo. Petipa curò il primo e il terzo atto, mentre Ivanov curò gli atti bianchi, il secondo e il quarto. Inoltre vennero apportate anche modifiche alla sequenza dei numeri e furono aggiunti brani del musicista trascritti dal compositore italiano (e direttore d’orchestra in tale occasione) Riccardo Drigo[2]. Questa volta fu un successo e Il lago dei cigni entrò a pieno diritto nel repertorio dei teatri pietroburghese e moscovita, e col tempo in quello internazionale, divenendo una pietra miliare del balletto classico.

La musica

L’orchestra de Il Lago dei Cigni è composta da due flauti, due oboi, due clarinetti, due fagotti, quattro corni, due cornette, due trombe, tre tromboni, una basso tuba, una serie di timpanitriangolotamburellonacchererullantepiattigrancassagongxilofonoarpa e archi.

A causa delle varie interpolazioni, tagli, manomissioni che la musica subì prima e dopo la morte dell’autore, il balletto presenta molte incognite musicali e drammaturgiche. La posizione dei vari brani (come il Passo a due, che oggi vediamo nel III atto, detto “del cigno nero”) e “numeri” della partitura (ossia la stessa struttura del balletto in sede rappresentativa), è tuttora argomento di dibattito[3]. Non marginale poi lo svolgimento narrativo, in particolar modo riguardo alla conclusione del balletto, ove ebbe a suo tempo un ruolo determinante, al fine di una variante “positiva”, il fratello del musicista, Modest, dopo la scomparsa di Čajkovskij. In una lettera a Hermann Laroche del 1894 disse: «È fatto talmente male [il libretto] che ho dovuto cambiare l’intero testo», come ricorda Thomas Kohlhase[4].   Il lago dei cigni al Bolshoi di Mosca

Struttura del balletto
Atto I

Introduzione: Moderato assai – Allegro non troppo – Tempo I No. 1 Scène: Allegro giusto No. 2 Valse: Tempo di valse No. 3 Scène: Allegro moderato No. 4 Pas de trois I. Intrada: Allegro II. Andante sostenuto III. Allegro simplice – Presto IV. Moderato V. Allegro VI. Coda: Allegro vivace No. 5 Pas de deux I. Tempo di valse ma non troppo vivo, quasi moderato II. Andante – Allegro III. Tempo di valse IV. Coda: Allegro molto vivace No. 6 Pas d’action: Andantino quasi moderato – Allegro No. 7 Sujet No. 8 Danse des coupes: Tempo di polacca No. 9 Finale: Sujet: Andante   Odette

Atto II

No. 10 Scène: Moderato No. 11 Scène: Allegro moderato – Moderato – Allegro vivo No. 12 Scène: Allegro – Moderato assai quasi andante No. 13 Danses des cygnes I. Tempo di valse II. Moderato assai III. Tempo di valse IV. Allegro moderato V. Pas d’action: Andante – Andante non troppo – Tempo I – Allegro VI. Tempo di valse VII. Coda: Allegro vivo No. 14 Scène: Moderato

Atto III

No. 15 Scène: Allegro giusto No. 16 Danses du corps de ballet et des nains: Moderato assai – Allegro vivo No. 17 La sortie des invités et la valse: Allegro – Tempo di valse No. 18 Scène: Allegro – Allegro giusto No. 19 Pas de six. Intrada: Moderato assai Var. I. Allegro Var. II. Andante con moto Var. III. Moderato

Var. IV. Allegro Var. V. Moderato – Allegro simplice Coda: Allegro molto Appendix I. (19a) Pas de deux. Intrada: Moderato – Andante Var. I. Allegro moderato Var. II. Allegro Coda: Allegro molto vivace No. 20 Danse hongroise. Czardas: Moderato assai – Allegro moderato – Vivace Appendix II. (20a) Danse russe: Moderato – Andante simplice – Allegro vivo – Presto No. 21 Danse espagnole: Allegro non troppo (Tempo di bolero) No. 22 Danse napolitaine: Allegro moderato – Andantino quasi moderato – Presto No. 23 Mazurka: Tempo di mazurka No. 24 Scène: Allegro – Valse – Allegro vivo

Atto IV[

No. 25 Entr’acte: Moderato No. 26 Scène: Allegro non troppo No. 27 Danses des petits cygnes: Moderato No. 28 Scène: Allegro agitato – Molto meno mosso – Allegro vivace No. 29 Scène finale: Andante – Allegro agitato – Alla breve. Moderato e maestoso – Moderato   “Il lago dei cigni” nella versione di Rudolf Nureyev

Trama

Il movimento che introduce il balletto è una breve sintesi musicale ed emotiva del dramma, che rimpiazza la tradizionale ouverture. La melodia d’apertura è il primo tema del cigno, in esso risuona già una delle scale discendenti che si incontreranno poi in tutto il balletto. Queste scale alludono al destino che incombe sui due amanti, a cui non potranno sottrarsi. Il movimento agitato che appare simboleggia il sortilegio del mago su Odette e la sua trasformazione in cigno. In talune revisioni librettistiche e coreografiche, comunque non conformi all’originale, la breve scena viene rappresentata sul palcoscenico, come antefatto (ad esempio in Nicholas Beriozoff, Milano, 1964).

Atto I

In un giardino di fronte al palazzo reale, il principe Siegfried festeggia con i suoi amici il suo compleanno. Si avvicinano delle contadine per porgergli gli auguri e lo intrattengono con le loro danze. Arriva la Regina Madre, che regala al figlio una balestra, dato che egli è molto amante della caccia, e lo esorta a trovarsi una sposa tra le ragazze che lei ha invitato al ballo del giorno dopo. Alla sua uscita, le danze dei contadini riprendono con due divertissement, posti al di fuori dell’intreccio. La festa continua con scherzi e balli del giullare di corte. Gli ospiti rientrano nel castello ed il principe Siegfried e i suoi amici decidono di andare a caccia e imbracciato l’arco s’inoltrano nella foresta. Appare il secondo tema del cigno, più precisamente della “fanciulla cigno”.

Atto II

Sulle acque di un lago nuotano i cigni, in realtà bellissime fanciulle stregate dal malvagio mago Rothbart, che possono assumere forma umana solo la notte. Siegfried e i suoi amici li contemplano sotto la luce della luna. Questo numero, ideato come entr’acte, divenne in seguito un tableau scenico. I cacciatori prendono la mira, ma proprio in quel momento i cigni si trasformano in fanciulle. La loro regina, Odette, narra al principe la loro triste storia, e spiega che solo una promessa di matrimonio fatta in punto di morte potrà sciogliere l’incantesimo che le tiene prigioniere. Siegfried, stregato dalla bellezza di Odette, la implora di prendere parte al ballo del giorno dopo, in cui egli dovrà scegliere una sposa. Ha inizio un divertissement, parte essenziale dell’intreccio, composto dalle danze delle fanciulle cigno e da un pas d’action, la cui musica è tratta dall’opera giovanile Undine, dove Siegfried e Odette si giurano eterno amore. È l’alba, e le fanciulle si ritrasformano in cigni.   Atto III: Il cigno nero

Atto III

Nella sala da ballo del castello entrano gli invitati, accolti dalla Regina Madre e da Siegfried. Iniziano i festeggiamenti. Gli squilli di tromba annunciano l’arrivo delle sei ragazze aspiranti pretendenti del principe. Siegfried si rifiuta di scegliere, quand’ecco che uno squillo di tromba annuncia l’arrivo di nuovi ospiti. Si tratta del mago Rothbart e della figlia Odile che, grazie a una magia del padre, ha assunto l’aspetto di Odette. L’intento del mago è quello di far innamorare Siegfried di Odile, in modo da mantenere per sempre Odette in suo potere. La musica espone il tema del fato, e il motivo della “fanciulla cigno” suggerisce la somiglianza tra Odette e Odile, che il pubblico può comunque distinguere dal costume, che nel caso di Odile è nero. Ciascuna ragazza balla una variazione per il principe. Seguono una serie di danze nazionali. Con il suo fascino, Odile è riuscita a far innamorare Siegfried, che la presenta alla madre come sua futura sposa e regina. Rothbart esultante si trasforma in una civetta e fugge dal castello, che piomba nell’oscurità fra l’orrore degli invitati. Siegfried, resosi conto dell’inganno, scorge la vera Odette attraverso un’arcata del castello, e disperato si precipita nella notte alla ricerca della fanciulla.

Atto IV

Odette, morente, piange il destino crudele che la attende. Siegfried arriva da lei tentando di salvarla, ma una tempesta si abbatte sul lago e le sue acque inghiottono i due amanti. La bufera si placa e sul lago, tornato tranquillo, appare un gruppo di candidi cigni in alto volo.

Finali alternativi del balletto

Dopo la Rivoluzione del 1917, ma soprattutto nel periodo stalinista, anche i protagonisti dei balletti dovettero in qualche modo essere assimilati al concetto di eroi positivi. Proprio per aderire a questa nuova filosofia, il finale del balletto venne modificato. Nella versione di Vladimir Bourmeister del 1953, dopo un combattimento tra Rothbart e Siegfried, questo riesce a sconfiggere il mago e Odette riprende le sue sembianze umane potendo così vivere il proprio sogno d’amore con il principe.

Esistono molte altre versioni della scena finale originale (1877) del balletto come è stata qui sopra riportata, giusta la lezione di Thomas Kohlhase e Warrack,[4][5][6]. I libretti nella versione 1877 e 1894-95 sono contenuti nell’appendice al volume 11b dell’Edizione Completa delle Opere di Čajkovskij[7]. Le più rappresentate sono comunque queste:

  1. Versione del 1895 di Modest Il’ič Čajkovskij:[4]
    Dopo la separazione dall’amato, Odette si getta nel lago. Il libretto del 1894/95 si conclude così: Quarta scena: lo spirito maligno vola sotto le spoglie di un gufo. Siegfried si trafigge e il gufo cade morto. Il lago scompare. – Apoteosi: un regno subacqueo: Ninfe e Naiadi salutano Odette e il suo innamorato e li portano nel tempio della felicità e della beatitudine eterna.[8]
  2. Odette, morente, piange il destino crudele che la attende. Siegfried arriva da lei tentando di salvarla, ma una tempesta si abbatte sul lago e le sue acque inghiottono i due amanti. Finita la bufera, le anime dei due si riuniscono in un’Apoteosi celeste.
  3. Siegfried combatte contro il mago, ma ha la peggio. Rothbart minaccia Odette di uccidere il principe, se lui non acconsentirà alle nozze con Odile. Siegfried per amore di Odette prende la spada di Rothbart e si uccide. Così facendo, il suo amore spezza l’incantesimo, i cigni ritornano fanciulle, Siegfried torna in vita e può vivere il proprio sogno d’amore assieme all’amata.
  4. Odette, costretta a rimanere un cigno per l’eternità, decide di suicidarsi gettandosi da una rupe. Siegfried in seguito decide di fare lo stesso. Questo atto di sacrificio e di amore sconfigge il potere di Rothbart. Infine al sorgere dell’alba le anime dei due amanti si riuniscono in un’Apoteosi celeste.
  5. Il principe implora Odette di perdonarlo, rendendosi disponibile a morire con lei pur di rompere l’incantesimo. Appare allora Rothbarth che dà inizio a un duello col principe in cui il malvagio viene sconfitto, ponendo fine al suo sortilegio.