martedì, Luglio 27, 2021
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Anticipazioni per “Paesi che vai…” del 7 febbraio alle 9.40 su Rai 1: dal cuore di Roma sulle tracce di Caravaggio

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Anticipazioni per “Paesi che vai…” del 7 febbraio alle 9.40 su Rai 1: dal cuore di Roma sulle tracce di Caravaggio

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Con Livio Leonardi su Rai1 i Grandi Maestri del colore

Hanno lasciato la loro indelebile impronta nella Storia dell’Arte: Caravaggio, Raffaello, Perugino, Antonio Vassilacchi, Federico Zuccari, Giotto, Leonardo, Correggio, Giorgio Vasari, Giambattista Tiepolo.  “Paesi che vai…” dedica ai Grandi Maestri del colore una puntata speciale in onda domenica 7 febbraio, alle 9.40, su Rai1. La narrazione si snoda attraverso un percorso ad episodi che comincia nel cuore di Roma sulle tracce di Caravaggio. Il viaggio di Livio Leonardi, ideatore e conduttore del programma, prosegue poi nel medioevo per parlare di Giotto, nel rinascimento per raccontare di Raffaello, di Leonardo e di altri artisti straordinari che, grazie ai loro capolavori, hanno reso celebre e immortale la pittura italiana nel mondo. 
La trasmissione, con il consueto racconto appassionante e la capacità di far rivivere il passato sul piccolo schermo, fa un “salto” indietro nel tempo, e riavvolgendo il nastro si sposterà all’inizio del 500, negli anni in cui si afferma, sempre a Roma, un altro grande della pittura, Raffaello Sanzio. 
Si va poi a Perugia sulle tracce del Perugino, considerato uno dei grandi maestri del 500 e si prosegue, sempre a Perugia, alla scoperta de “Il trionfo benedettino”, una fra le tele più grandi del mondo. Il dipinto, realizzato verso la fine del 500 da Antonio Vassilacchi detto l’Aliense è custodito nella Basilica di San Pietro. L’approdo successivo è a Firenze per vedere la cupola di Santa Maria del Fiore del Brunelleschi: un capolavoro assoluto di architettura, affrescato all’interno da Federico Zuccari dopo la morte del Vasari che aveva iniziato i lavori. Il tema, voluto da Cosimo I de’ Medici, è quello del giudizio universale.
Salvezza e dannazione eterna sono raffigurate anche a Padova in un celebre ciclo pittorico realizzato da Giotto nei primi anni del 1300, che narra, in 38 riquadri, la storia della salvezza umana. Da Padova a Parma, patria artistica di Antonio Allegri, detto il Correggio, dal paese che gli ha dato i natali. Prendendo a modello la cultura del 400 e ispirandosi a Leonardo, a Raffaello e al Mantegna, il Correggio sviluppa ben presto un originale percorso artistico, che lo collocherà tra i grandi pittori del Rinascimento italiano. Nel 1520 porta a compimento, a Parma, la sua prima grande opera pittorica: “La camera della Badessa” nel Monastero di San Paolo, mentre “L’assunzione della vergine” è custodita nella cupola della Cattedrale di Parma. Si arriva poi ad Arezzo, per parlare di Giorgio Vasari e quindi a Udine sulle tracce di Gianbattista Tiepolo, uno dei più grandi artisti del 700. La narrazione si chiude con la morte di Raffaello, Leonardo e quindi di Caravaggio. 

Redazione
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