giovedì, Marzo 4, 2021
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Scorie nucleari, Forumambientalista: “Necessario reale processo partecipato”

Forumambientalista

Scorie nucleari, Forumambientalista: “Necessario reale processo partecipato”

Riceviamo dall’associazione Forumambientalista e pubblichiamo: “In questi ultimi mesi l’opinione pubblica è concentrata sul1’attenzione alla pandemia da Covid 19 ed altre notizie rimangono nell’ambito degli addetti ai lavori, in particolare quelle attinenti la sfera ambientale.

Quelle poche notizie che sono infatti trapelate sul nulla osta del ministero dello Sviluppo e del ministero de11’Ambiente alla Sogin, per la pubblicazione della Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee (Cnapi), cioè i 67 siti scelti per il deposito di scorie nucleari, hanno indicato superficialmente la necessità di concentrare i rifiuti ospedalieri per diagnosi e cure tumorali in un unico sito nazionale.

In realtà il previsto sito unico è destinato ai residui a media intensità delle centrali nucleari, residui che hanno durata fino ai 300 anni per renderli inerti ed a cui si sono aggiunti rifiuti ospedalieri, industriali e degli istituti di ricerca di assoluta minore intensità e difficoltà di trattamento. Tutti oggi sono stoccati in depositi provvisori in luoghi non idonei. E non solo: il proposito, nello stesso sito, è inoltre di concentrare le scorie nucleari ad alta intensità per i prossimi 50 anni, in attesa del sito europeo.

L’Italia nel 1987 in seguito al referendum che vide il consenso de1 95% dei votanti decise di rinunciare a produrre energia dal nucleare, chiudendo le centrali che erano ancora in produzione. Ma da decenni non abbiamo ancora risolto il problema della “pattumiera” delle scorie radioattive delle centrali.

La problematica dello stoccaggio dei rifiuti radioattivi è solo uno dei problemi che emergono dal rischio nucleare che le associazioni ambientaliste hanno, da sempre, evidenziato e combattuto. Ben più complessa sarà infatti la decisione in campo europeo per il sito delle scorie ad alta radioattività che necessitano di 3.000 anni per essere innocue per l’ambiente naturale in cui tutti viviamo.

E’ l’ennesima dimostrazione che l’energia nucleare, come energia non rinnovabile e gravemente impattante, non solo non risolve i problemi energetici mondiali, ma espone l’intero ambiente naturale a rischi elevatissimi in termini di salute umana e di inquinamento di aria, acqua e terreni anche molto lontano dagli stessi siti in cui si produce tale energia.

Oltretutto, la valutazione di sicurezza dei siti dove furono costruiti gli impianti nucleari, nonostante le assicurazioni rilasciate allora, si è dimostrata incoerente e sbagliata, ma nessuno se n’è assunta la responsabilità.

Fatte queste premesse, è indubbio che esista la necessità di porre in sicurezza i residui radioattivi di bassa e media intensità, ricordando, però, che oltre il 90% di questi, sono originati dalle centrali nucleari chiuse con i referendum e che i costi di tale messa in sicurezza, sulla base del1’assunto “chi inquina, paga”, devono essere posti a carico dei produttori di scorie e non della collettività.

E’ altrettanto certo che il dibattito pubblico non può essere lasciato al proponente Sogin ma affidato ad un soggetto terzo che possa effettuare valutazioni che non siano di parte. Ed anche il processo di informazione e consultazione con le popolazioni, gli Enti locali e i soggetti interessati, per consentire un concreto approfondimento e l’assunzione di decisioni debitamente ponderate, debba avere tempi più lunghi e non essere limitato a soli due mesi.

Al proposito abbiamo inviato, a nome dell’associazione Forumambientalista, ai Ministri competenti la richiesta di allungamento dei tempi della partecipazione pubblica. E ribadiamo con forza che nel dibattito pubblico non possono essere inserite le compensazioni economiche, peraltro già eliminate con il referendum del 1987. La sicurezza non può essere comprata con milioni di euro da distribuire sul sito prescelto, né con ricatti occupazionali: la sicurezza non si compra.

In particolare, infine, evidenziamo come non ci sia stata trasparenza sui requisiti iniziali utilizzati da ISPRA nel documento “Criteri per la localizzazione di un impianto di smaltimento superficiale di rifiuti radioattivi a bassa e media attività” del 2014, che hanno individuato i territori a minore intensità abitativa e a minore volumetria costruita. Questi criteri, pur validi, devono essere utilizzati solo a valle di tutti gli altri criteri utilizzati da ISPRA per accertare la sicurezza, quale la geomorfologia de1 territorio e la tutela dell’ambiente naturale.

A maggior ragione il processo pubblico di consultazione deve essere reale e con i tempi necessari per una decisione così complessa e importante che non lasci strascichi giudiziari successivi”.

Associazione Forumambientalista

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Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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