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Il film drammatico stasera in TV: “Remember” giovedì 25 febbraio 2021

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Il film drammatico stasera in TV: “Remember” giovedì 25 febbraio 2021 alle 21.10 su Rai Movie 

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Remember è un film del 2015 diretto da Atom Egoyan. Il film è interpretato da Christopher PlummerBruno GanzJürgen Prochnow, Heinz Lieven, Henry CzernyDean NorrisMartin Landau e Kim Roberts, ed è stato presentato in concorso alla 72ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia.

In una casa di riposo per anziani di New York, un sopravvissuto del campo di concentramento di Auschwitz, l’89enne Zev Guttman, affetto da demenza senile, è in lutto per la morte di sua moglie Ruth. Un altro paziente, anche lui sopravvissuto di Auschwitz, Max Rosenbaum, ricorda a Zev quello che lo stesso Zev ha promesso di fare dopo la morte della moglie. Max ha continuamente ricordato a Zev che le loro famiglie sono state sterminate ad Auschwitz dal Blockführer Otto Wallisch, che si ritiene essere immigrato nel Nord America sotto il falso nome di Rudy Kurlander. Il Simon Wiesenthal Center ha localizzato quattro Rudy Kurlander, senza però avere prove per l’arresto di nessuno di essi. Max ricorda a Zev che loro due sono i soli che possano ancora riconoscere Wallisch.

Max convince Zev a vendicare le loro famiglie rintracciando e uccidendo Wallisch e gli lascia una lettera con istruzioni dettagliate da seguire. Zev lascia la casa di riposo in taxi e prende un treno per Cleveland mentre scatta l’allarme per la sua scomparsa. Zev ha momenti di confusione ma fa affidamento sulla lettera, per ricordarsi che Ruth è morta, e su Max che gli organizza il viaggio. Così Max dirige Zev verso un negozio d’armi, per comprare una Glock, e poi verso i quattro uomini, tra Stati Uniti e Canada, di nome Rudy Kurlander, uno dei quali è stato Blockführer.

Zev affronta il primo Rudy Kurlander, un veterano tedesco della 2ª Guerra Mondiale, nella sua casa: ma questo Kurlander gli dimostra che aveva combattuto nella Campagna del Nord Africa, sotto Erwin Rommel, e non si era mai neppure avvicinato ad Auschwitz. Zev trova il secondo Rudy Kurlander in una casa di riposo nel Quebec: questo però gli rivela di essere stato prigioniero ad Auschwitz, internato perché omosessuale, e lo dimostra facendo vedere a Zev il tatuaggio sul proprio braccio. Quest’ultimo, sentitosi in colpa, piange assieme a lui.

Zev prende una corriera fino a Boise, nell’Idaho, e poi un taxi fino a casa del terzo Rudy Kurlander, a Bruneau. In casa non c’è nessuno, e Zev aspetta. Dopo una lunga attesa arriva John, poliziotto dello Stato dell’Idaho, e dice a Zev che suo padre è morto tre mesi prima. John, che crede che Zev sia un vecchio amico di suo padre dei tempi della guerra, si rivela neo-nazista e gli mostra con orgoglio i cimeli nazisti di suo padre ma gli confessa, dopo parecchi bicchieri di whisky, che durante la guerra suo padre era appena un ragazzo e faceva il cuoco. Quando John vede per caso il tatuaggio di Zev e si rende conto che è un ebreo, in un accesso di rabbia scatena contro Zev Eva, il proprio pastore tedesco. Per difendersi, Zev spara al cane e poi a John, uccidendoli entrambi. Poi esausto crolla sul letto di John. L’indomani chiama lo stesso taxi del giorno prima, senza che l’autista si accorga di nulla, e si rimette in viaggio.

Sempre in corriera Zev arriva a Reno, nel Nevada. All’uscita dalla stazione barcolla, rischia di essere investito e cade a terra. Viene soccorso e portato in ospedale; il personale riesce a contattare suo figlio che, molto sollevato per il ritrovamento, decide comunque di raggiungerlo. In ospedale Zev si fa leggere da una ragazzina, figlia del degente nel letto accanto, la sua lettera d’istruzioni: e appena può lascia l’ospedale e si fa accompagnare in taxi fino a South Lake Tahoe, in California, pur se distante un’ora di macchina. Arriva così a casa del quarto Rudy Kurlander: e dalla voce lo riconosce come il Blockführer di Auschwitz. Il figlio di Zev, che ha rintracciato suo padre attraverso il servizio di taxi, arriva proprio mentre Zev sta minacciando di sparare alla nipote di Kurlander se lui non ammette di essere stato nelle SS. Rudy confessa, e pressato da Zev confessa anche di aver ucciso molte persone. Ma quando Zev lo obbliga a dire il suo vero nome, dice di chiamarsi Kunibert Sturm, e ricorda a Zev che il vero Otto Wallisch è in realtà proprio lui. Erano stati entrambi Blockführer e alla fine della guerra si erano tatuati a vicenda un numero di matricola sul braccio in modo da spacciarsi per ebrei sopravvissuti e chiudere per sempre col loro passato da nazisti. Folgorato dalla rivelazione, Zev spara a Sturm e poi, mormorando “Io ricordo”, si uccide sparandosi alla tempia.

Nella casa di riposo di New York, gli inorriditi ospiti stanno guardando alla televisione le notizie dell’omicidio/suicidio. E Max rivela loro che aveva riconosciuto Zev come Otto Wallisch appena era arrivato alla casa di riposo, e che erano stati proprio Wallisch e Sturm a sterminare la sua famiglia. Sulla scrivania di Max si vedono una copia della sua lettera a Zev/Otto e una fotografia di Wallisch in divisa da SS.

Regia di Atom Egoyan

Con Christopher PlummerBruno GanzJürgen Prochnow, Heinz Lieven, Henry CzernyDean Norris Martin Landau e Kim Roberts

Fonte: WIKIPEDIA

Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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