lunedì, Aprile 12, 2021
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Roma, protesta dei commercianti di Rione Trevi: “Misure anti-covid inutili e improvvisate”

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Roma, protesta dei commercianti di Rione Trevi: “Misure anti-covid inutili e improvvisate”

ROMA – Un tavolino collocato di giorno davanti a Fontana di Trevi con le iniziali di tutti i lavoratori “lasciati a casa da alcune delle misure assurde ed inefficaci” adottate contro il Covid” e alcune scritte come “il virus è pericoloso dopo le 18:00” “io niente ristori perché sono figlio di un codice Ateco minore”, “bar vuoti ma bus pieni”. E’ la protesta dell’Associazione dei Commercianti del Rione Trevi che da ormai un anno vivono gli effetti “devastanti” dell’epidemia visto che il centro di Roma è ormai privo di turisti e dei tanti lavoratori romani che si trovano in smart working.

 “Il virus c’è e va affrontato, ma dopo tutto questo tempo non possiamo più accettare certe discriminazioni e facilonerie – sostiene il presidente dell’Associazione Fabrizio Patrizi- perché ad un anno di distanza dall’emergenza Covid molte misure inutili ed improvvisate sono state per gli operatori commerciali dannose quanto il virus. La nostra protesta vuol far capire in modo chiaro ed evidente che fino ad oggi sono rimaste a casa molte persone che fino ad oggi sono state sempre identificate come numeri. Attualmente sono soltanto 5 le attività aperte su oltre 40 del Rione. E non è che quelle 5 riescono a sopravvivere visto che hanno ridotto la forza lavoro di almeno i 2/3 e la stessa riduzione è avvenuta per tutta la catena dell’indotto. Su quel tavolo ci sono, infatti, le iniziali di molti fornitori”.
 

La speranza dell’Associazione dei Commercianti del Rione Trevi è che “questo banchetto non diventi una lapide della nostra attività lavorativa, cosa che avverrà perché se non si trovano delle misure per ricominciare a lavorare in sicurezza, le aziende non ripartiranno. Noi vogliamo che il nostro sia un monito per evitare nuovi errori visto che questa situazione è probabile che duri per tutto il 2021”.
    Il banchetto rimarrà davanti alla Fontana di Trevi per “un’altra settimana, poi come Associazione – conclude il presidente – decideremo se portarlo al sindaco di Roma, oppure sotto uno dei ministeri competenti” (ANSA).

Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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