venerdì, Luglio 30, 2021
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Anticipazioni per il Grande Teatro in TV di Molière del 27 febbraio alle 21.15 su Rai 5: “La scuola delle mogli”

la scuola delle mogli

Anticipazioni per il Grande Teatro in TV di Molière del 27 febbraio alle 21.15 su Rai 5: “La scuola delle mogli

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Per il sabato teatrale di Rai5, Rai Cultura propone lo spettacolo “La scuola delle mogli” di Molière, nella traduzione di Cesare Garboli con la regia teatrale di Arturo Cirillo, in prima tv sabato 27 febbraio alle 21.15. La commedia, registrata al Teatro delle Muse di Ancona nel dicembre 2020, con la regia tv di Francesca Taddeini, è prodotta da Marche Teatro – Teatro di Rilevante Interesse Culturale – Teatro dell’Elfo, Teatro Stabile di Napoli – Teatro Nazionale.
Tra gli interpreti, Arturo Cirillo è nei panni di Arnolfo, alias Signor Del Ramo; Valentina Picello è Agnese, fanciulla innocente allevata da Arnolfo; Rosario Giglio è Crisaldo, amico di Arnolfo/Alain, servo di Arnolfo; Marta Pizzigallo è Georgette, serva di Arnolfo; Giacomo Vigentini è Orazio, innamorato di Agnese/Un notaio.
“Nella commedia – afferma Arturo Cirillo – si respira un’amarezza e una modernità come solo negli ultimi testi Molière riuscirà a trovare. Sono presenti la gioia e il dolore della vita, il teatro comico e quello tragico, come in Shakespeare. Il tutto accade in un piccolo mondo con pochi personaggi. M’immagino una scena che è una piazza dove al centro vi è una casa girevole, al cui interno si vede una scala che porta a una camera che è anche una cella, una stanza delle torture. L’azione avviene nello spazio tra questa casa e un’altra, che non si vede, appartenenti entrambe al protagonista, il quale si fregia di un doppio nome e di una doppia identità, come doppia è la sua natura. È uno spietato cinico ma anche un innamorato ossessivo, un fustigatore delle debolezze altrui come anche una fragilissima vittima del proprio gioco. Al centro una giovane donna cavia di un esperimento che solo una mente maschilista e misantropica poteva escogitare: è stata presa da bambina, orfana, e poi lasciata nell’ignoranza di tutto per poter essere la moglie ideale, vittima per non dire schiava, del futuro marito che la dominerà su tutti i piani, economici, culturali, psicologici. La natura, l’istinto, l’intelligenza del cuore renderanno però vano il piano penitenziale e aguzzino che si è tramato intorno a lei”. 
Le scene sono di Dario Gessati, i costumi di Gianluca Falaschi, disegno luci di Camilla Piccioni, musiche originali Francesco De Melis. Musiche di scena registrate, eseguite da Francesco De Melis (chitarra classica), Caterina Dionisi (pianoforte), Vasco Maria Livio (computer), Lorenzo Masini (chitarra).

La scuola delle mogli è una commedia di Molière rappresentata per la prima volta il 26 dicembre 1662 nel Teatro del Palais-Royal a Parigi. Essa è l’espressione della più compiuta maturità del commediografo francese. Il tema della commedia, ritenuta in parte autobiografica, è il contrasto tra la gelosia e la ragione, impersonate da Arnolfo e Crisaldo.

Insieme a il misantropo, la commedia segna il passaggio dal teatro comico precedente, caratterizzato dalla divisione tra buoni e cattivi e alla ripetizione di innumerevoli cliché e trucchi teatrali, al nuovo teatro realistico, conservandone però elementi come il lieto fine, ottenuto nonostante l’inverosimiglianza del racconto finale. I personaggi hanno una psicologia complessa, e la contrapposizione di Arnolfo e Crisaldo non è inconciliabile come quella delle maschere della Commedia dell’arte, ma è dovuta piuttosto a una differenza di vedute relativa alle consuetudini e alla realtà sociale dell’epoca.

La commedia, che con arguzia attacca la morale dell’epoca, fu oggetto di scandalo, tanto da rendere difficile per Molière la pubblicazione delle commedie seguenti, nonostante la protezione di cui godeva presso Luigi XIV.

Trama

Prima che tutto incominciasse, Arnolfo venne tradito dalla moglie, così decise di adottare una bambina, ovvero Agnese, e la educò in modo che diventasse una ragazza innocente. Arnolfo la educò anche in modo che non si innamorasse di nessun altro uomo, in modo tale che quando sarebbe cresciuta se la sarebbe sposata.

Atto I. Le teorie di un tutore. Arnolfo è tutore di Agnese e vorrebbe sposarla e sistemarsi con lei, ma il suo amico Crisaldo cerca di farlo ragionare sulla cosa. Intanto Orazio, figlio di un altro grande amico di Arnolfo, Oronte, si invaghisce della ragazza e dice ad Arnolfo di volerla sposare.

Atto II. La confessione di Agnese. Arnolfo sgrida i domestici perché non hanno controllato la protetta e poi si rivolge a lei domandandole cosa pensa di Orazio. La ragazza ammette di apprezzare il pretendente e il tutore decide che è il caso di sposarla subito.

Atto III. Le astuzie di una innamorata. Agnese cerca di comunicare con l’innamorato tramite bigliettini lanciati dalla finestra e intanto Arnolfo consiglia ad Agnese di leggere un testo dove viene spiegato come essere una buona moglie.

Atto IV. Arnolfo non torna sui suoi passi e decide di fare i preparativi per il matrimonio, chiama il notaio per il contratto matrimoniale.

Atto V. Il trionfo dell’amore. Orazio viene trovato in casa di Agnese, si finge svenuto e riesce a rapirla, pur non avendo capito che è Arnolfo a volerla sposare e così gliela riporta. Orazio viene a sapere che il padre Oronte vuole dargli in moglie la figlia di Enrico, cognato di Cristaldo e, disperato, supplica Arnolfo di fare cambiare idea all’amico. Arnolfo invece parla a favore delle nozze, per liberarsi del concorrente ma, colpo di scena, Agnese si scopre essere proprio la figlia di Enrico, ritornato dall’America, e potrà infine sposare l’amato Orazio.

Redazione
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