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Il film d’autore stasera in TV: “Zabriskie Point” domenica 28 febbraio 2021

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Il film d’autore stasera in TV: “Zabriskie Point” domenica 28 febbraio 2021 alle 21 su Iris (Canale 22) Zabriskiepointantonioni.JPG Zabriskie Point è un film del 1970 diretto da Michelangelo Antonioni. È stato il secondo di tre lungometraggi girati da Antonioni in lingua inglese, e con attori protagonisti stranieri, per il produttore Carlo Ponti. Gli altri due furono Blow-Up (1966) e Professione: reporter (The Passenger, 1975). Per questo film, il ruolo dei due protagonisti fu affidato da Antonioni a due esordienti non-professionisti: Mark Frechette e Daria Halprin. In un campus universitario di Los Angeles è in corso un’assemblea di studenti; i giovani stanno discutendo sulle azioni rivoluzionarie da intraprendere. Mark partecipa per la prima volta all’assemblea e non ne sembra molto contento. Improvvisamente, chiede la parola e, prendendo spunto da un intervento precedente, si fa beffe del pubblico dichiarandosi disposto a morire, ma non di noia. Quindi abbandona l’aula, tra la disapprovazione generale degli astanti che bollano il suo atteggiamento come “individualista” e pertanto anti-rivoluzionario. Parallelamente, nell’atrio del grattacielo di una grossa azienda (la Sunnydunes Development) sita nei quartieri alti di Los Angeles, Daria, una studentessa che per guadagnare qualche soldo vi lavora come segretaria part-time, chiede all’addetto alla sicurezza di poter recuperare un libro che ha dimenticato. Qualche giorno dopo Morty, il compagno di stanza di Mark, è arrestato mentre partecipa a una protesta. Mark si reca in centrale per pagargli la cauzione ma risponde male a un poliziotto, che arresta anche lui all’istante. All’agente che prende le sue generalità, dice di chiamarsi Karl Marx, nome che il poliziotto, non avendolo mai sentito nominare prima, annota diligentemente sul formulario della polizia. Una volta rilasciati, i due amici si recano in un’armeria gestita da bianchi razzisti e, fingendosi giovani pronti a difendere le proprie donne dagli afroamericani, riescono entrambi a comprarsi delle armi anche senza le verifiche legali di rito, con la compiacenza dei proprietari. Intanto, alla Sunnydunes, il dirigente di successo Lee Allen assiste alla proiezione della prossima campagna pubblicitaria dell’azienda: un villaggio di imminente costruzione nel deserto californiano. Invece che attori, appaiono sullo schermo alcuni manichini vestiti da mogli, mariti e figli. Persino gli animali sono finti. Subito dopo Lee riceve, sulla linea privata, una telefonata di Daria che dice di trovarsi nel deserto californiano, in cerca di un villaggio dove un suo amico raccoglie bambini disadattati; la ragazza elude i tentativi del capo di localizzarla e gli dice che si rivedranno direttamente a Phoenix. Il dialogo lascia intuire – senza mai esplicitarla – l’esistenza di un rapporto non solo di lavoro fra i due. Nel frattempo Mark si reca al campus occupato dagli studenti; dopo l’intervento della polizia per sedare la rivolta, uno studente e un poliziotto sono uccisi. Non è chiaro chi abbia sparato all’agente. Mark ha con sé una pistola, nascosta in uno stivaletto. Per non essere arrestato, scappa cercando di far perdere le proprie tracce. Non torna alla sua automobile ma prende un autobus per Hawthorne dove, dopo aver appreso per telefono da Morty che il suo volto è apparso in televisione, entra in un aeroporto privato e si mette alla guida di un monoplano verso il deserto. Daria sta guidando con la sua macchina (una Buick degli anni cinquanta) dalla California in direzione di Phoenix, nella confinante Arizona, per recarsi all’appuntamento di lavoro nella villa con Lee, dove sono stati invitati dei clienti per chiudere la trattativa della Sunnydunes. La vecchia Buick è individuata da Mark, che dapprima comincia a volteggiarle sopra e quindi scende, sorvolandola ripetutamente a pochi metri d’altezza. Daria, divertita, esce dalla macchina, e Mark così si accorge che è una ragazza. Mark finisce il carburante e Daria lo ritrova poco più tardi presso l’officina di un uomo anziano. I due ragazzi paiono piacersi, e Daria dà un passaggio a Mark (che non le ha detto che è senza soldi) fino alla pompa di benzina più vicina. Una volta scesi dall’auto, i due fanno un giro insieme, fino ad arrivare allo Zabriskie Point, nella Valle della Morte. Scendono di corsa fino al fondovalle. Qui si baciano per la prima volta e fanno l’amore. Il luogo deserto sembra allora animarsi: una dopo l’altra, altre coppie si materializzano e fanno anche loro l’amore, disseminate a perdita d’occhio lungo tutta la valle. Quando i due ragazzi risalgono sulla strada, Daria apprende dalla radio della macchina la notizia dei morti all’università e la collega subito a Mark, che poco prima stava per sparare, non visto, a un poliziotto che si era fermato a chiederle i documenti. Mark le spiega di non esser stato lui a sparare a Los Angeles, e che la sua pistola (nuova) non ha ancora sparato un colpo. Le confessa inoltre che l’aereo non è il suo, ma lo ha rubato. Insieme tornano dal vecchio dell’officina e dipingono l’aereo con temi psichedelici e slogan pacifisti e irriverenti. Mark rassicura Daria che è in grado di restituire l’aereo al suo proprietario (che nel frattempo ha sporto denuncia). I due si separano, convinti di rincontrarsi. Mark riporta l’aereo all’aeroporto di Hawthorne, ma la polizia, la stampa e il proprietario sono già sulla pista ad attenderlo: dopo l’atterraggio Mark non si ferma all’alt della polizia, che spara e lo uccide. Daria apprende della morte di Mark dalla radio della macchina. Raggiunge così la villa di Lee e, non vista, scoppia in un pianto dirotto. Il suo capo è impegnato nella difficile trattativa commerciale, ma in un momento di pausa le presta qualche minuto di attenzione e le indica dove può andare a cambiarsi. Daria fa per andare nella stanza che Lee le ha indicato, ma poi si ferma sulla porta. Dopo un breve scambio di sguardi e sorrisi con una domestica amerindia, Daria esce di corsa, sdegnata, torna alla macchina e riparte. Giunta a poca distanza dalla villa, si ferma ed esce a guardarla da lontano. Mentre dentro le trattative fervono ancora, Daria immagina[1][2] che la villa esploda in mille pezzi e, con essa, saltino in aria anche suppellettili, librerie, vestiti, elettrodomestici, cibarie e altri beni di consumo. Daria risale in macchina e scompare all’orizzonte; il cielo è infuocato dalla luce rossastra del sole del tramonto. Regia di Adam Shankman Con: Jennifer Lopez e Matthew Mc Conaughey Fonte: WIKIPEDIA
Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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