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8 Marzo, Olympe de Gouges: la prima donna a scrivere sulla parità di diritto tra uomo e donna

8 marzo

8 Marzo, Olympe de Gouges: la prima donna a scrivere sulla parità di diritto tra uomo e donna

Olympe de Gouges, conosciuta come Marie Gouze, nata a Montauban, in Francia il 7 maggio 1748 e morta a Parigi il 3 novembre 1793), è stata colei che per prima ha scritto il primo documento dei diritti della donna e della Cittadina pubblicato nel 1791.

Quasi mai si ricorda la Olympe de Gouges conosciuta meglio come col nome di Marie-Olympe, o più semplicemente di Olympe, nella giornata internazionale delle donne che si tiene l’8 Marzo.

Si ricorda sempre che la giornata internazionale dedicata alle donne, si tiene negli Stati Uniti d’America a partire dal 1909, In alcuni paesi europei dal 1911. In Italia viene chiamata Festa della donna, dall’Unione donne italiane, anche se sarebbe più corretto Giornata internazionale della donna, dal momento che non si tratta di una festa ma dovrebbe indurre ad
una riflessione.

In Europa fu a San Pietroburgo, l’8 marzo 1917 che le donne della capitale guidarono una grande manifestazione che rivendicava la fine della guerra, ma anche l’inizio della Rivoluzione russa e così alla Seconda conferenza internazionale delle donne comuniste, tenuta a Mosca una settimana prima
dell’apertura del III congresso dell’Internazionale comunista, fissò all’8 marzo la «Giornata internazionale dell’operaia.

In Italia, la Giornata internazionale della donna fu tenuta per la prima volta soltanto nel 1922, per iniziativa del Partito comunista d’Italia.
Fu invece proprio Olympe de Gouges a stilare il primo documento ufficiale nel 1791 con la Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina, in cui dichiarava l’uguaglianza politica e sociale tra uomo e donna. La Olympe fu drammaturga e attivista francese che visse durante la rivoluzione francese ed I suoi scritti femministi e abolizionisti ebbero grande risonanza.
Olympe de Gouges fa della difesa dei diritti delle donne un compito che assolve con ardore.

Si rivolge a Maria Antonietta e redige la Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina, ricalcata dalla Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino del 1789, nella quale afferma l’uguaglianza dei diritti civili
e politici tra i due sessi, insistendo perché si restituiscano alla donna quei diritti naturali che la forza del pregiudizio le ha sottratto.

All’indomani della rivoluzione, chiede la possibilità di sciogliere un matrimonio e l’instaurazione del divorzio. Avanza l’idea di un contratto firmato tra concubini e milita per la libera ricerca della paternità e il
riconoscimento dei figli nati fuori dal matrimonio.
È anche tra le prime persone promotrici di un sistema di welfare, formulando a grandi linee un sistema di protezione materna e infantile e raccomanda la creazione di seminari nazionali per combattere la
disoccupazione.

Opponendosi a una legge del marzo 1793 sulla repressione degli scritti denuncia il fatto che essa confligge con i principi repubblicani. Redige poi un manifesto di ispirazione federalista, dal titolo “Le Tre urne o il
Saluto della patria, da parte di un viaggiatore aereo”. Viene arrestata e deferita al tribunale rivoluzionario il 6 agosto 1793 dove viene messa sotto accusa per le posizioni assunte.

Benché ammalata è rinchiusa nella prigione dell’abbazia di Saint-Germain-des-Près e tradotta in tribunale il mattino del 2 novembre, viene condannata a morte e ghigliottinata il giorno dopo Olympe de Gouges venne sepolta presso il Cimitero della Madeleine.

Celebri le sue frasi a difesa dei diritti delle donne e della parità con gli uomini, sul carro che la condusse alla ghigliottina, ella affermò: «Le donne avranno pur diritto di salire alla tribuna, se hanno quello di salire al
patibolo».

Ma anche: «meravigliosamente equilibrata nella donna e nell’uomo la differenza e l’uguaglianza, cioè la differenza dei sessi e l’uguaglianza della natura» è un principio che non può che essere universale.
Sempre attuale quando asserisce «Il filare, il tessere, il lavare, il cucinare, anzi l’educare ancora la piccola famiglia, queste sono occupazioni generiche non meno proprie d’un padre che d’una madre. Il crederle
caratteristiche del nostro sesso è una volgare stoltezza che fa disonore alla filosofia»

17 gli articoli che compongono il suo documento con la significativa introduzione del principio di comunione dei beni a seguito del rapporto matrimoniale, principio che impone la divisione dei beni in parti
uguali in caso di separazione o divorzio. Se ne trova ampia documentazione anche presso la Presidenza Del Consiglio Dei Ministri, Commissione
Nazionale per la realizzazione della parità tra uomo e donna, Donne e Diritto, due secolo di legislazione – 1796-1986 volume secondo.
Una Donna che ha certamente dato un impulso forte e decisivo nella parità tra uomo e donna e che nonostante i secoli trascorsi è di fortissima attualità, anche oggi. Forse proprio per questo non è stata giustamente valorizzata fin dai primi del ‘900?

Ettore Lembo

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