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Ancora proteste contro il golpe in Myanmar: 6 i dimostranti uccisi

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Ancora proteste contro il golpe in Myanmar: 6 i dimostranti uccisi

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Ad ormai 40 giorni dal colpo di stato operato in Myanmar da parte delle Forze Armate che hanno cancellato i risultati delle ultime elezioni ed arrestato con accuse pretestuose la premier Aung San Suu Kyi proseguono le veementi proteste dei cittadini in tutto il Paese.

Le forze di sicurezza dell’ex Birmania) hanno aperto il fuoco, a Myaing, nel centro del Paese, durante una manifestazione di protesta contro il colpo di Stato dei militari, uccidendo 6 dimostranti. Secondo un testimone 5 delle vittime sono state colpite alla testa. Altri 8 manifestanti sono stati feriti. Il Consiglio di sicurezza Onu condanna “la violenza contro i manifestanti pacifici, tra cui donne, giovani e bambini” e chiede “l’immediato rilascio di tutte le persone detenute arbitrariamente”.

Nuove pressioni dalle Nazioni Unite Onu contro le violenze in Myanmar

Cresce la pressione internazionale sulla giunta militare birmana: il Consiglio di sicurezza Onu ha condannato “fermamente” le violenze contro i manifestanti anti-golpe, Pechino chiede un “allentamento dell’escalation” e dialogo e gli Usa hanno adottato sanzioni verso alcune personalità vicine alla giunta. In una dichiarazione adottata all’unanimità(anche da Cina e Russia (tradizionali alleati di Myanmar)il Consiglio ha attaccato l’esercito in modo inedito chiedendo “massima moderazione”. L’Onu chiede inoltre l'”immediato rilascio di tutti i detenuti arbitrariamente”.

Golpe in Myanmar: ancora proteste

Proseguono le proteste in Myanmar (ex Birmania) contro la giunta militare che ha preso il potere e deposto Suu Kyi lo scorso primo febbraio. A Yangon, la polizia ha usato proiettili di gomma per disperdere i manifestanti. L’ambasciatore del Paese asiatico presso le Nazioni Unite ha lanciato un accorato appello all’azione contro la giunta militare golpista, che ha annullato per presunti brogli le elezioni del novembre 2020, che rappresentarono il trionfo della Lega nazionale per la democrazia, il partito di Aung San Suu Kyi.

Si profilano quindi nubi fosche all’orizzonte della giunta militare birmana che nonostante il mese e mezzo trascorso dal colpo di Stato non dà ancora segno di riuscire a soffocare le proteste di piazza, mentre crescono le proteste internazionali contro la violenta repressione in atto.

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Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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