domenica, Dicembre 5, 2021
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Si arroventa lo scontro fra Letta e Renzi: Comincini lascia IV e torna nel PD

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Si arroventa lo scontro fra Letta e Renzi: Comincini lascia IV e torna nel PD

Eugenio Comincini - Wikipedia

Dopo pochi giorni dall’elezione di Enrico Letta alla segreteria del Partito Democratico le schermaglie immediatamente iniziate con Matteo Renzi si sono subito arroventate.

Ovviamente i forti attriti sorti 7 anni fa all’epoca del subentro di Renzi a Letta alla guida di Palazzo Chigi, anticipato dalla famosa rassicurazione “Enrico stai sereno” poi rivelatasi di breve durata (e già ironicamente rievocata da Matteo Salvini a commento della prima polemica scoppiata con il nuovo segretario Dem) non possono essere dimenticati dai protagonisti dell’aspro scontro di allora.

E subito sono venuti a galla gli aspri contrasti politici fra Italia Viva e PD già manifestatisi drammaticamente durante la conclusione della navigazione del conte-bis, poi sostituito dall’attuale Premier Mario Draghi.

Renzi contesta l’abbraccio mortale fra Partito Democratico e Movimento 5stelle e pone Enrico Letta davanti ad un bivio.

Ribadita la chiusura ai sovranisti Renzi chiede al PD di scegliere: se vuole schierarsi coi riformisti e con Italia Viva oppure andare avanti con i populisti e con i grillini.

E nell’immediato scontro al calor bianco scatenatosi, inizia la guerra di posizione, ed il primo cambio di schieramento è quello di Comincini che lascia a sorpresa Renzi – reduce dalla grande vittoria politica dell’aver portato Draghi a Palazzo Chigi al posto di Conte provocando le dimissioni di Zingaretti – per tornare nel PD di Letta.

“Ho chiesto di poter tornare nel Pd”. Così Eugenio Comincini, senatore di Iv ha annunciato su Facebook cheribadtia lascia il partito di Renzi per passare al Pd. “Italia Viva oggi appare sospesa, non decisa su aspetti sui quali per me non può esserci confusione”. Secondo Comincini, i campi politici “continuano ad essere due: il centrosinistra, imperniato sul Pd, e il centrodestra, imperniato sulla Lega. Non c’è una terza via: io non vedo le condizioni perché possa nascere un soggetto centrista liberal democratico”, spiega il senatore.

Siamo comunque appena alle prime schermaglie, e la battaglia si preannuncia lunga e piena di colpi di scena.

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