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Dante e le Marche: le citazioni nella Divina Commedia

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Dante e le Marche: le citazioni nella Divina Commedia

“Quel paese che siede tra Romagna e quel di Carlo”. Quel paese corrisponde pressappoco alla regione Marche. A definirle così è niente meno che Dante Alighieri nel Purgatorio della Divina Commedia. A qualche giorno di distanza dal Dantedi’diamo un’occhiata alle citazioni di località delle Marche nel capolavoro dantesco. Sono più di quello che si pensa.

Naturalmente la celeberrima storia d’amore di Paolo e Francesca è ambientata Gradara nel V canto dell’Inferno. Ma ci sono altre citazioni. Sempre nell’Inferno al canto XXVII si parla di Urbino, o “Orbino”.  La guerra e la pace, il carattere indomabile degli abitanti della zona sembrano descritte nelle giogaie appenniniche di quella zona dice il Poeta.

Nel Canto XXVIII compare Fano dove sono ambientate le vicende di Guido del Cassero e Angiolello da Carignano uccisi a Cattolica. Non ebbero bisogno di fare preghiere e voti “sul monte Focara” presso Pesaro dove soffiava un vento temibile che spingeva i naviganti a raccomandarsi a Dio.

Fano fa capolino anche nel Purgatorio nel canto V nella conversazione tra Dante e Jacopo del Cassero di Fano podestà a Bologna e Milano fatto uccidere da alcuni sicari dei Malatesta di Rimini. Jacopo chiede esplicitamente a Dante di ricordarlo a Fano e di recarsi nella città.

Se ci spostiamo nel Paradiso troviamo Urbisaglia abbattuta da Alarico. Ai giorni di Dante rimanevano i ruderi del castello. Nel verso dopo si cita Chiusi e Senigallia, città che aveva subito le guerre e stragi per il passaggio degli eserciti di Manfredi nel 1264 e da Guido di Montefeltro nel 1280. Le località vengono definite le “cittadi termine” per indicare la caducità non solo degli uomini ma anche delle città. A parlare e citare le due città in questo caso è Guido Cavalcanti. E’ possibile che Dante sia stato a Senigallia e che sia passato anche a Urbisaglia, quando era funzionario per la Curia Pontificia

Nel canto XXI Dante incontra Pier Damiani priore del Monastero di Fonte Avellana. Qui viene citato anche il Monte Catria. Narrando la sua storia Dante menziona la chiesa di provenienza di Pier Damiani: “La casa di Nostra Donna in su lito adriano”. C’è chi ha identificato questa chiesa con Santa Maria in Pomposa vicino a Comacchio. Specialmente i primi commentatori dell’opera fecero questa identificazione. Sono diversi invece a pensare che si tratti della chiesetta di Santa Maria di Portonovo sulla Riviera del Conero. A sostegno di questa tesi il fatto che Pier Damiani nativo di Ravenna, difficilmente si sarebbe ritirato come eremita vicino alla sua zona d’origine.

Altra citazione, il fiume Tronto nel Paradiso nell’VIII canto . La conversazione è tra Dante e Carlo Martello che menziona i confini del suo Regno.

Nel poema si cita anche San Leo (Purgatorio, Canto IV)  ora in Romagna e più volte il Montefeltro.

Altra citazione dantesca la “marca Anconetana”. Qui però non ci troviamo più nella Commedia ma nel De vulgari eloquentia. Si parla di linguaggio e dialetto. Il marchigiano non sembra rientrare nel volgare colto per Dante, però il Poeta non nega un possibile sviluppo in senso poetico.

Roberto Guidotti

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