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Il film cult stasera in TV: “Lo Hobbit – Un viaggio inaspettato” venerdì 2 aprile 2021

un viaggio inaspettato

Il film cult stasera in TV: “Lo Hobbit – Un viaggio inaspettato” venerdì 2 aprile 2021 alle 21:30 su TV 8

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Lo Hobbit – Un viaggio inaspettato (The Hobbit: An Unexpected Journey) è un film fantasy del 2012 diretto da Peter Jackson con Martin Freeman, Ian Holm, Ian McKellen e Cate Blanchett e scritto dallo stesso Jackson, Fran WalshPhilippa Boyens e Guillermo del Toro. Tratto dalla parte iniziale del romanzo Lo Hobbit e dalle Appendici de Il Signore degli Anelli di J. R. R. Tolkien, è il primo capitolo della trilogia de Lo Hobbit, che funge da prequel alla trilogia de Il Signore degli Anelli, diretta dallo stesso regista. I due film successivi sono Lo Hobbit – La desolazione di Smaug (2013) e Lo Hobbit – La battaglia delle cinque armate (2014).

Le riprese del film sono iniziate il 21 marzo 2011 e sono terminate il 17 ottobre 2011;[3] il medesimo giorno della conclusione della lavorazione del primo film sono iniziate le riprese del secondo film, che sono terminate il 6 luglio 2012[4]. In questo lungo arco di tempo, com’era accaduto per la trilogia de Il Signore degli Anelli, le riprese dei primi due capitoli sono state girate nuovamente in Nuova Zelanda[5]. La seconda parte del montaggio del secondo film è stata in seguito riedita per la creazione del terzo film, annunciato ufficialmente da Jackson al Comic-Con di San Diego 2012. Riprese aggiuntive per il capitolo finale vennero effettuate dal 10 maggio al 29 giugno 2013[6] Questo primo film della saga ha ottenuto tre nomination ai Premi Oscar 2013.[7]

Il film è uscito, distribuito dalla Warner Bros., il 14 dicembre 2012 negli Stati Uniti d’America[8] e il 13 dicembre 2012 in Italia[9]. La pellicola è distribuita nelle sale in quattro versioni differenti: 2D3DHFR 3D e IMAX 3D.

Poco prima dell’inizio dei fatti narrati ne Il Signore degli Anelli, l’anziano Bilbo Baggins è intento a scrivere le sue memorie nel Libro Rosso, in modo che suo nipote Frodo possa conoscere tutte le sue avventure. Nelle prime pagine del suo racconto, il vecchio hobbit comincia a narrare la storia del regno di Erebor, roccaforte del re dei nani Thrór, e delle immense ricchezze qui conservate. Il regno di Thrór vive un lungo periodo di prosperità, fino all’arrivo del terrificante drago Smaug, il quale, invaghitosi del tesoro di Erebor, dopo aver attaccato la vicina città di Dale, che viveva di riflesso il benessere del regno dei Nani, raggiunge il regno di Thrór e lo conquista, costringendo i nani alla fuga. Quel giorno, gli elfi del Reame Boscoso decisero di non aiutare Thrór in quanto il loro re, Thranduil, non avrebbe rischiato la vita dei suoi contro l’ira del drago.

I ricordi riportano poi la mente di Bilbo al momento esatto in cui, da giovane, riceve la visita del potente stregone Gandalf il Grigio, presentatosi davanti alla dimora dello hobbit per convincerlo a partire per un’avventura. Bilbo, tuttavia, è riluttante all’idea e lo prega di provare altrove. Quella sera, però, lo hobbit riceve una nuova visita di Gandalf che, in compagnia di tredici nani, lo recluta nella compagnia guidata da Thorin Scudodiquercia, il nipote di Thrór, intenzionato a riconquistare il regno dei suoi avi e a scacciare l’usurpatore Smaug. Gandalf consegna a Thorin una mappa di Erebor, sulla quale vi è segnata un’entrata segreta sul fianco della Montagna Solitaria, oltre che l’unica chiave in grado di aprire quella porta, ricevuta tempo prima da Thráin, il padre di Thorin. Bilbo, nonostante i rischi della missione, decide di seguire la parte avventurosa del suo animo, ereditato dai suoi avi “Tuc“, entrando a far parte del gruppo nel ruolo di “scassinatore”. Sebbene Thorin dubiti fortemente delle capacità dello hobbit, il viaggio per la riconquista di Erebor comincia.

In una delle prime notti del viaggio Kíli e Fíli spaventano Bilbo avvertendolo delle incursioni notturne degli orchi, ma Thorin li rimprovera dicendo loro che non è cosa su cui scherzare. Balin, allora, racconta perché Thorin è così tanto ostile nei confronti degli orchi: quando dovettero fuggire da Erebor i nani pensarono di recarsi nell’antico reame dei nani, Moria; ma gli orchi li avevano preceduti e così ebbe inizio la battaglia di Nanduhirion, dove Thrór fu decapitato dall’imponente orco pallido Azog il Profanatore, il comandante degli orchi. Thráin invece scomparve, fatto prigioniero o ucciso nelle miniere di Moria. Thorin, però, vendicò la morte dei suoi familiari proteggendosi dagli attacchi di Azog con il ramo di una quercia (da questo deriva il suo soprannome) e amputandogli il braccio sinistro; Azog sarebbe quindi morto per le ferite riportate e i nani vinsero la battaglia con una vittoria amarissima per le ingenti e dolorose perdite. In realtà Azog è sopravvissuto e, essendo venuto a sapere di Thorin e della sua compagnia, decide di dargli la caccia dai pressi di Colle Vento.

Il giorno seguente, in seguito ad un litigio con Thorin, Gandalf abbandona momentaneamente il gruppo. Quella stessa notte, la compagnia, notata la sparizione di alcuni pony, viene catturata dai Troll Berto, Maso e Guglielmo: Bilbo tenta di impedire ai tre di mangiare i suoi compagni nani, cercando di guadagnare tempo in attesa dell’alba, ma alla fine è Gandalf a salvare la situazione, esponendo i troll al sole e tramutandoli così in pietra. Nella caverna dei troll il gruppo si impadronisce di alcune lame elfiche: Thorin prende con sé la spada nota con il nome di Orcrist (Fendiorchi), Gandalf entra in possesso di Glamdring (Battinemici), mentre Bilbo riceve dallo stregone un pugnale (che in seguito sarà noto come Pungolo), che risplende magicamente di una luce azzurrina in caso di presenza di Orchi o Goblin nelle vicinanze.

Poco dopo il gruppo si imbatte nell’eccentrico stregone Radagast il Bruno, il quale informa Gandalf di una presenza malvagia che dimora a Dol Guldur, un mago umano noto come Negromante. Questa sinistra figura ha contaminato (con l’ausilio di ragni giganti e veleno) gran parte di Bosco Fronzuto, ormai conosciuto come “Bosco Atro“. Inoltre, Radagast mostra a Gandalf una Lama Morgul, sottratta al Re stregone di Angmar. Con questa prova, Gandalf sospetta che tale “Negromante” altri non sia che Sauron in persona. Subito dopo, il gruppo è attaccato da alcuni Orchi a cavallo di mannari, inviati da Azog. Radagast si offre di depistarli, lasciando il tempo a Gandalf e ai suoi amici di raggiungere Gran Burrone attraverso un passaggio segreto. Quella sera, Elrond, signore di Gran Burrone (che prima, insieme ad altri elfi, aveva ucciso gli orchi), decifra la mappa di Thorin, spiegando che c’è realmente una porta segreta sulla montagna solitaria, ma che essa sarà visibile soltanto se illuminata dalla luce dell’ultima luna d’autunno.

Il giorno seguente Gandalf partecipa ad una riunione alla quale prendono parte anche Elrond, Galadriel (la dama elfica di Lothlórien) e il capo dell’ordine degli stregoniSaruman il Bianco. Lo stregone tenta di convincere i membri del consiglio del ritorno di Sauron, sotto le mentite spoglie del Negromante. Gandalf vuole infatti evitare che Smaug e Sauron si alleino, ma Saruman è scettico, ritenendo che l’antico nemico sia ormai sconfitto. Inoltre i membri del consiglio non sembrano appoggiare la missione di Thorin. Contro la volontà del Consiglio, Gandalf invia Bilbo e i Nani verso le Montagne Nebbiose, con l’intento di raggiungerli in seguito. Qui la piccola compagnia viene quasi travolta da una lotta tra giganti di pietra, ma tutti riescono miracolosamente a salvarsi e ad entrare in una grotta nelle montagne. Mentre sono intenti a riposarsi nella grotta, Bilbo e i nani vengono catturati dagli orchi delle Montagne Nebbiose, i Goblin. Nel frattempo, a Gran Burrone, Galadriel incarica Gandalf di indagare sulla lama Morgul e sul Negromante, promettendogli il suo aiuto qualora ne avesse bisogno.

Mentre i nani sono portati al cospetto del loro capo, il Grande Goblin, Bilbo si separa dalla compagnia e, dopo lo scontro con un Goblin, cade in una caverna. Qui incontra Gollum che, inavvertitamente, perde un anello dalla tasca. Bilbo lo raccoglie e subito dopo si ritrova faccia a faccia con lo stesso Gollum, che fa una scommessa con Bilbo: se lo hobbit riuscirà a vincere al gioco degli indovinelli Gollum lo condurrà all’uscita, ma se sarà la creatura a vincere lo ucciderà e lo mangerà. Nel frattempo il Grande Goblin informa Thorin che Azog è vivo e vegeto e che ha messo una taglia sulla testa del nano. Improvvisamente, Gandalf raggiunge i nani e li libera dalle grinfie dei Goblin e, dopo un lungo inseguimento per le gallerie della montagna, il Grande Goblin si para loro davanti, ma lo stregone lo uccide con Glamdring. Tutta la compagnia (incluso il cadavere del Grande Goblin) cade in un passaggio che conduce verso l’uscita. Poco lontano da lì, Bilbo vince la sfida, ma Gollum si rende conto di aver perso l’anello e capisce che è stato lo hobbit a rubarlo. Mentre i nani riescono a scappare con l’aiuto di Gandalf, Bilbo si infila senza volerlo l’anello di Gollum, diventando invisibile e fuggendo così dalle caverne, risparmiando la vita della creatura per pietà. Gollum, accecato dall’ira, giura di odiare Bilbo per sempre.

Il gruppo dei nani si ricongiunge con Bilbo il quale è ormai deciso a liberare la casa dei nani dalle grinfie di Smaug. Sfortunatamente il gruppo viene attaccato da alcuni orchi comandati dall’orco pallido Azog, il quale aveva pedinato la compagnia a cavallo del re dei mannari. Mentre i nani si rifugiano sugli alberi per scampare agli orchi, Thorin attacca frontalmente Azog, venendo però sconfitto. Bilbo interviene in aiuto dell’amico e lo salva dalla furia dell’orco, seguito prontamente dagli altri nani, che uccidono alcuni tra mannari e orchi. Improvvisamente arrivano le aquile, richiamate da Gandalf, che salvano la compagnia conducendola alla Carroccia, un luogo sicuro. Qui, una volta ripresosi dalle ferite, Thorin si scusa con Bilbo per averlo sottovalutato e ne riconosce il coraggio. Il gruppo crede che il peggio sia passato, vedendo la Montagna Solitaria all’orizzonte, ma proprio in quel momento, immerso nel tesoro dei nani, Smaug si risveglia dal suo sonno.

Personaggi

Regia di Peter Jackson 

Con: Martin Freeman, Ian Holm, Ian McKellen e Cate Blanchett

Fonte: WIKIPEDIA

Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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