venerdì, Aprile 16, 2021
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Che il Recovery Sud non diventi il Recovery mafie

Che il Recovery Sud

Che il Recovery Sud non diventi il Recovery mafie

di Biagio Maimone


Speriamo davvero che la Rete dei Sindaci del Sud, denominata “Recovery Sud”, sia nata con l’intento reale di difendere e concretizzare gli interessi dei territori e della popolazione del Mezzogiorno. Tale rete, a nostro avviso, deve adeguatamente essere controllata, affinchè i fondi siano spesi davvero per risanare e rilanciare il Sud Italia. 

Che essa non sia, in realtà, lo strumento attraverso cui le mafie, le quali utilizzano la politica, in questo caso la politica locale, incassano, per il proprio tornaconto personale, i fondi del Recovery Fund, che, come ha detto il Ministro Mara Carfagna, derivano dall’istituzione del “Capitolo Sud”, che conta su almeno 150 miliardi di euro di risorse e fondi europei.

La nostra non è malafede nei confronti dei sindaci, assolutamente no, però è noto che si è verificato che i fondi stanziati per calamità naturali, vedi terremoto del 1980 in Irpinia, nonché per la costruzione di ospedali ed altre opere finalizzate al bene pubblico e sociale, non sono stati utilizzati realmente per il fine a cui erano  destinati, in quanto sono finiti nelle mani delle mafie.

Finora tale fenomeno si è ripetuto, senza che vi fossero adeguati interventi finalizzati ad evitarlo.  Speriamo che questa volta non sia così. Il Sud non può e non deve rimanere indietro, perché non vi sarà un’altra occasione come quella del Recovery Fund.

Le nostre perplessità non significano che non nutriamo interesse ed entusiasmo per questa Rete di Sindaci che reclama aiuto, tuttavia è certo che saremo attenti e vigileremo, utilizzando campagne di comunicazione, se necessario, per smascherare eventuali arbitri in merito all’utilizzo dei fondi.

Noi vogliamo istituire una rete di cittadini in ogni Comune del Sud, il cui compito sia quello di controllare l’operato del proprio Sindaco.
Per tale motivo, certo non irrilevante, chiediamo al Ministro Carfagna l’istituzione di un organismo di vigilanza che svolga azioni di controllo in merito all’utilizzo dei fondi medesimi

Basta soprusi, basta parassiti e basta politici in odore di mafia.  Non vi  è dubbio alcuno che noi vigileremo e daremo conto dell’operato,  relativamente all’utilizzo, nel Sud Italia,  dei fondi elargiti dall’Europa alla nostra nazione  perché rinasca  economicamente, socialmente e culturalmente.

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Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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