lunedì, Agosto 2, 2021
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Scuole, in provincia di Chieti andranno in pensione 340 tra docenti ed Ata

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Scuole, in provincia di Chieti andranno in pensione 340 tra docenti ed Ata

Ultimi giorni per docenti ed ATA per compilare le domande per i trasferimenti.  Per loro è importante sapere in quali scuole ci sono le disponibilità, in moda da fare una domanda che consenta di ottenere il risultato sperato.  Anche se esiste un vincolo pluriennale per coloro che sono passati di ruolo negli ultimi anni o si sono riavvicinati alla sede richiesta, le domande di trasferimento in provincia saranno alcune centinaia.

Per il prossimo anno scolastico 2021/22 i pensionati  in provincia di Chieti saranno 340 così distribuiti:

docentid. s. g.a.ATAtotale
2311108340

Per quanto riguarda i docenti ecco la ripartizione per ordine di scuola:

INFANZIAPRIMARIASECONDARIA I GRADOSECONDARIA II GRADOTOTALE
21734493231

In un contesto nel quale per il prossimo anno scolastico 21.22 il numero di alunni   sarà di  48827 con una riduzione di 990 rispetto al corrente anno.  Così ripartiti: Infanzia 7433 (-197)  Primaria   15439 ( – 577) ; I GRADO 10279  (-177); II GRADO 16656 (-90) .

I posti che si libereranno con i pensionamenti non saranno rimpiazzati dai precari o dai vincitori di concorsi. I concorsi banditi non sono stati espletati. Da tempo sosteniamo  che la scuola deve liberarsi dalla precarietà (ricordiamo che oltre il 25% del personale che lavora nelle scuole della provincia è a tempo determinato). Occorre una programmazione di medio periodo che consenta di mantenere gli organici stabili e fare in modo che le scuole possano contare su docenti che portano avanti la progettazione educativa per realizzare un curricolo verticale in grado di dispiegare pienamente i suoi effetti. Ci vogliono organici stabili, pluriennali che non possono variare ogni anno per effetto dei tanti supplenti o per la riduzione del numero di alunni.

Un primo passo avanti è stato fatto con la conferma del numero di docenti per il prossimo anno scolastico a fronte di una riduzione di 990 alunni. Ora occorre farlo per gli organici del personale ATA. In questo modo si potranno dare le giuste risposte alle tante criticità emerse con la didattica a distanza  in tempi di pandemia.

L’amministrazione scolastica non sembra disponibile a garantire, alle scuole che lo hanno chiesto per la prima volta, il tempo pieno  alla primaria e il tempo prolungato alla secondaria di primo grado. Invece, ampliare il tempo scuola è il primo requisito per consentire di intervenire sulle difficoltà esistenti. Ed è anche il modo per tenere nella giusta considerazione le esigenze territoriali e garantire il diritto all’istruzione anche nelle realtà decentrate o nelle aree interne, oggetto di spopolamento ed anche di impoverimento formativo.

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