venerdì, Maggio 14, 2021
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Francia, arrestati 7 terroristi italiani. Altri 3 sono latitanti

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Francia, arrestati 7 terroristi italiani. Altri 3 sono latitanti

La Francia ha arrestato sette militanti di sinistra italiani latitanti dopo averli ospitati per decenni in seguito alla loro condanna in Italia per accuse di terrorismo, in una svolta per Parigi e Roma su una questione che aveva a lungo avvelenato i rapporti.

L’Italia ha cercato a lungo l’estradizione di dozzine di guerriglieri di sinistra, rifugiati in Francia a condizione che rinunciassero alla violenza dopo i cosiddetti anni di piombo dalla fine degli anni ’60 agli anni ’80. Il periodo in oggetto ha visto centinaia di persone uccise in campagne violente da gruppi di estrema sinistra e di estrema destra.

L’ufficio del presidente francese Emmanuel Macron ha dichiarato che gli arresti sono seguiti a mesi di trattative tra Italia e Francia, con la polizia che ha perseguito militanti ritenuti colpevoli di “crimini sanguinosi”.

Il premier italiano Mario Draghi, entrato in carica a febbraio, che ha stretto un costruttivo rapporto di lavoro con Emmanuel Macron, ha accolto con favore l’azione francese.

“Il ricordo di quegli atti barbari è vivo nella coscienza italiana”, ha detto in un comunicato il suo ufficio.

Un consigliere di Macron ha dichiarato che l’operazione è stata resa possibile grazie al rinnovato “clima di fiducia” tra Macron e Draghi, dopo anni di tensione tra Parigi e Roma.

“È stato un modo per noi di mostrare responsabilità, riconoscere questa parte della storia italiana e smettere di chiudere un occhio sugli atti violenti perpetrati tra la metà degli anni ’60 e gli anni ’80”, ha detto il consigliere di Macron.

Il ministro della giustizia francese Eric Dupond-Moretti si è detto “orgoglioso di partecipare a questa operazione, che spero permetterà all’Italia di voltare dopo 40 anni una pagina sanguinosa e lacrimosa della sua storia”.

Tra i catturati c’è Giorgio Pietrostefani, co-fondatore del gruppo Lotta Continua, condannato a 22 anni di carcere per il ruolo svolto nell’omicidio del 1972 del commissario di polizia di Milano Luigi Calabresi.

Gli altri sei erano membri delle Brigate Rosse. Tra questi Marina Petrella, Roberta Cappelli e Sergio Tornaghi, tutti condannati all’ergastolo per aver preso parte a vari omicidi e rapimenti, secondo quanto dichiarato dalla polizia.

Sarebbe in corso, secondo quanto dichiarato dagli Uffici di Macron, una ricerca relativa ad altri tre italiani. La procura di Parigi ha affermato che esaminerà qualsiasi richiesta di estradizione dall’Italia.

Centinaia di persone sono state uccise in attentati, omicidi e faide tra clan di estrema destra e di estrema sinistra durante anni di disordini sociali e politici poi stroncati dall’azione della Magistratura.

Numerosi militanti di sinistra fuggirono in Francia, dove il presidente socialista Francois Mitterrand perseguì una politica di concessione dell’asilo a coloro che in teoria non si fossero macchiati di reati di sangue. Successivamente i governi francesi abbandonarono quella politica, ma l’Italia fece comunque fatica a convincere Parigi a estradare anche i condannati per omicidio.

Nel 2008, l’allora presidente Nicolas Sarkozy ha rifiutato di estradare Petrella, adducendo ragioni umanitarie e scatenando furore in Italia. Tra le sue varie condanne, la Petrella è stata giudicata colpevole dell’omicidio del generale Enrico Galvaligi nel 1980, oltre a due guardie del corpo della polizia.

La più grande svolta dell’Italia nei suoi sforzi per assicurare alla giustizia i militanti latitanti è arrivata due anni fa, quando il Brasile ha estradato Cesare Battisti, condannato nel 1990 in contumacia per quattro omicidi. Battisti originariamente si stabilì in Francia, ma fuggì in Messico e poi in Brasile quando il clima politico a Parigi iniziò a cambiare.

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