lunedì, Ottobre 18, 2021
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Letta: PD primo nell’ultimo sondaggio IPSOS, ma il centrodestra supera il 50%

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Letta: Pd è primo, stare con Draghi è ok ma nei sondaggi per le comunali il centrodestra è avanti sia a Roma che a Milano

Enrico Letta - Wikipedia

Nella quotidiana lotteria dei sondaggi l’utlima rilevazione della IPSOS di Nando Pagnoncelli vede i tre maggiori partiti raggruppati fra il 20,8% ed il 20,1% con il Partito Democratico davanti a Fratelli d’Italia mentre la Lega scivola al terzo gradino del podio, anche se il centrodestra nel sondaggio complessivo supera il 50% dei consensi.

“Stare al governo con Draghi ci fa bene”. Così il segretario del Pd, Letta a colloquio con il Corsera commentando i dati dell’ultimo sondaggio Ipsos:”Erano 4 anni che non ci davano prima forza del Paese(…).Trasformeremo i sondaggi in voti e vinceremo le elezioni”. “Nel governo Draghi noi siamo a casa nostra e Salvini no. In 6 mesi la Lega ha perso il 6% e noi guadagnato il 3%”. E sulle alleanze,”cerco ragioni per andare d’accordo con Conte (…). Coi 5 Stelle voglio aprire un cantiere e discutere dell’alleanza per le politiche”. Queste le ottimistiche dichiarazioni del leader Deem, anche se i sondaggi per le prossime fondamentali elezioni coumnali danno il centrodestra in testa sia a Roma che a Milano.

Riamngono quindi serie e numerose difficoltà sul cammino di Enrico Letta ch oltre alla competizione con Salvini e Meloni alle prese con i problemi interni agli alleati pentastellati ancora scossi dall’addio di Casaleggio in polemica con Conte e con le frizioni intestine fra le correnti dello stesso Partito Democratico, per le quali Letta in maniera accorata una tregua.

Letta: “Il PD non sia una Torre di Babele, chiedo generosità”. Ma Marcucci ribatte: “Allora perché non un segretario donna?”

Parte subito fra acque tempestose interne al PD la navigazione della nuova segreteria democratica di Enrico Letta.

Infatti il tentativo di rimuovere i 2 capigruppo parlamentari dell’area ex-renziana di “Base Riformista” si è immediatamente arenato a Palazzo Madama di fronte alle resistenze di Andrea Marcucci, forte della maggioranza riformista degli eletti al Senato.

“Fidatevi di me, sono tornato per scrivere un pezzo di storia” ha provato a insistere Letta . “Da 10 giorni abbiamo dato un segnale forte alla nostra gente, al governo, agli altri partiti, al Paese” sottolinea il segretario del Pd nell’assemblea con i senatori Dem, concludendo poi il suo messaggio con una previsione assai negativa in caso di mancato accordo: Il Pd e il centro sinistra devono evitare di essere una “torre di babele”, altrimenti le prossime politiche sono perse in partenza.”  “Se arriviamo alla sfida con la Lega e il centrodestra con la torre di Babele, per me la sfida del 2023 possiamo pure non giocarla, abbiamo già perso” –

Ma l’attuale capogruppo Marcucci non raccoglie l’appello di Letta e critica le sue mosse: “Allora perché non un segretario donna? La proposta di Enrico Letta sui capigruppo è “troppo generica”, sulla questione della parità di genere “sono stati fatti diversi errori”.

“Sono felice che il tema della parità di genere sia emerso ma si sono fatti diversi errori. Io sono orgoglioso che la nostra proposta contro il femminicidio sia stata accolta, ed oggi la presidente della commissione di Valeria Valente”. Rivolto ad Enrico Letta, presente all’assemblea, Marcucci ha sottolineato: “Sulla tua proposta di cambiare capigruppo, temo che purtroppo sia troppo generica. Io voglio coerenza, bisogna interrompere la tradizione di avere segretari sempre uomini. Mentre abbiamo la pandemia, i vaccini che non partono come dovrebbero, il paese in affanno, voglio che il Pd non si limiti a parlare di parità di genere al proprio interno”. Ha insistito il capogruppo democratico: “Sappi che noi non siamo incoscienti, ma pretendiamo coerenza, il passaggio sulla delegazione europea ad esempio a me non è piaciuta. Convoco l’assemblea per giovedì mattina alle ore 9 per eleggere il nuovo capogruppo. Io rifletterò in queste ore su cosa dovrò fare”. –

E quindi in vista dell’assemblea del gruppo parlamentare di domani a Palazzo Madama la navigazione della nuova segreteria appare tutt’altro che tranquilla e già a rischio di naufragio non appena uscita in mare aperto.

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